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Quotidiano di Sicilia

Internazionalizzazione pmi, Sicilia in fase di decollo
di Michele Giuliano

Si attendono i decreti della Corte dei conti per liquidare il finanziamento messo a disposizione dall’Azione 3.4.2 del Fesr 2014/2020. Ad essere finanziate 300 aziende: soldi per acquisto di servizi utili per sfondare con più facilità nei mercati esteri

Tags: Imprese, Pmi, Sicilia, Export



PALERMO - Finalmente sta arrivando il momento per poter accedere ai fondi (16 milioni di euro) messi a disposizione dall’azione 3.4.2 “incentivi all’acquisto di servizi di supporto all’internazionalizzazione” del PO Fesr 2014.20.
 
“Tutto l’iter oramai è completo - afferma l’assessore regionale alle Attività produttive Mimmo Turano - con la graduatoria definitiva già varata e il relativo finanziamento. Ora si attende solo la registrazione dei relativi decreti alla Corte dei conti per poter elargire i fondi alle imprese assegnatarie”.
 
Saranno circa 300 imprese a poter approfittare dei soldi messi a disposizione di chi voglia aprire i propri orizzonti e allargare i propri affari al di fuori dei confini nazionali. Hanno potuto presentare domanda le piccole e medie imprese, in forma singola o associata, di tutti i settori tranne quelli della pesca e dell’acquacoltura e quelli del settore della produzione primaria di prodotti agricoli.
 
Sono stati ammessi i progetti che prevedono di usare i finanziamenti per le operazioni di supporto specifico per il proprio percorso di internazionalizzazione e di sostegno per l’accesso ai mercati. I progetti di investimento, nello specifico, possono essere orientati alla diffusione di informazione e marketing, con la partecipazione a fiere commerciali, azioni relative a studi o servizi di consulenza necessari per il lancio di nuovi prodotti oppure nel lancio di prodotti già esistenti su un nuovo mercato in un altro Stato membro o paese terzo.
 
Il contributo massimo concedibile non sarà superiore a 100 mila euro in caso di impresa singola e a 200 mila euro nel caso di progetto presentato in forma associata. Sono ammessi a contributo anche i costi dei servizi di consulenza per l’internazionalizzazione prestati da consulenti esterni, che rientrino in alcune tipologie specifiche, come la ricerca di partner esteri e assistenza per organizzazione incontri commerciali, o gli studi di pre-fattibilità e di fattibilità per lo sviluppo delle reti commerciali, reti distributive specializzate e assistenza post-vendita all’estero. Ancora, si potranno rendicontare spese per la consulenza inerente la contrattualistica internazionale, la costituzione societaria all’estero, la gestione delle controversie, l’e-commerce, la consulenza fiscale e doganale e la consulenza finanziaria erogabile da soggetti specializzati per l’assistenza all’accesso al supporto bancario all’internazionalizzazione e per la costituzione di imprese all’estero.
 
I fondi del progetto potranno essere utilizzati anche per coprire i costi per eventi internazionali e per attività funzionali allo sviluppo della dimensione internazionale dell’impresa ovvero al lancio di prodotti, compreso l’affitto e allestimento area espositiva per la partecipazione alle fiere internazionali, impegnato per il solo tempo di presenza nello stand, e i costi relativi a traduttori e interpreti.
 
Sempre in queste occasioni, potranno essere inseriti a progetto i costi per le brochure, cataloghi, materiale informativo, in lingua inglese o nella lingua del paese obiettivo del progetto di internazionalizzazione.
 
Altro elemento ormai fondamentale per muoversi nel percorso di internazionalizzazione della propria attività, la creazione di siti web in inglese nella lingua del paese obiettivo del progetto di internazionalizzazione o adeguamento del sito esistente alla lingua straniera interessata. Qualora ce ne fosse la necessità, possono essere finanziate le spese per la certificazione di prodotto-protezione del marchio nei mercati di destinazione individuati nel progetto funzionale alle attività di export.

Articolo pubblicato il 19 febbraio 2019 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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