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Analisi prenatale sul sangue della madre: nuovo prototipo in arrivo entro fine 2019
Un test meno invasivo dell’amniocentesi che consentirà di studiare eventuali malattie di cui potrebbe essere affetto il feto

Tags: Amniocentesi



in collaborazione con ITALPRESS
 
ROMA - Nuove prospettive per i test prenatali arrivano da Singapore, dove opera la Menarini Biomarkers. Entro l’anno sarà infatti definito il prototipo di un test meno invasivo dell’amniocentesi, che consentirà attraverso un semplice prelievo di sangue dalla madre di studiare le malattie di cui potrebbe essere affetto il feto. L’innovativa tecnologia Deparray è stata illustrata a Singapore dai ricercatori della Menarini Biomarkers, che portano avanti la sperimentazione insieme al Singhealth-Singapore General Hospital.
 
“L’attendibilità – ha spiegato Anna Doffini, ricercatrice a capo del progetto Menarini Biomarkers - è del 100%, esattamente come quella dell’amniocentesi ma superiore a quella degli attuali esami ematici che vengono proposti alle future mamme, basati sull’analisi di frammenti di Dna fetale e non di vere e proprie cellule del feto, quelle che puntiamo a ottenere e studiare noi”. L’obiettivo è arrivare entro l’anno a un prototipo di test grazie a 50 donne che hanno donato il loro sangue, e successivamente alla vera e propria sperimentazione, anche in centri italiani.
 
“Le cellule fetali – ha aggiunto Doffini - sono rare e delicate. Con la tecnologia Deparray si riesce a isolarle vive e a consentire di studiarle, ottenendo preziose informazioni sulla salute del feto". Adesso è difficile dire quando il test arriverà sul mercato per un uso diffuso, "ma quando avverrà questo rappresenterà un importante cambio di paradigma nella diagnosi prenatale”.
 
“Puntiamo a mettere a punto – ha sottolineato Paola Castagnoli, chief scientist di Menarini Biomarkers - una vera e propria biopsia del feto, assolutamente non invasiva e utile a identificare non soltanto la sindrome di Down o le trisomie, ma anche migliaia di malattie genetiche. La tecnologia Deparray ha anche altre applicazioni molto interessanti, dalla ‘biopsia liquida’ di molti tumori all’individuazione di biomarker di malattie autoimmuni come l’artrite reumatoide, che potranno consentire di selezionare i pazienti che rispondono o meno alle terapie, evitando loro cure inutili o al contrario continuando con quelle scelte perché stanno funzionando”. Un altro passo avanti quindi verso una vera e propria medicina personalizzata.
 
“Oggi – ha evidenziato Luigi Ricciardi, Ceo di Menarini Biomarkers Singapore - la metodica della biopsia liquida già consente di individuare tracce di Dna fetale nel sangue prelevato alla madre per individuare malattie del feto. Ci sono però dei limiti, si può disporre solo di frammenti di Dna fetale e ciò rende possibile diagnosticare un numero limitato di malformazioni. Con la Deparray si identifica la cellula fetale intera e ciò permette la diagnosi di tutte le patologie eventualmente presenti”.

Articolo pubblicato il 13 marzo 2019 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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