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Quotidiano di Sicilia

Riconversione vigneti in Sicilia, graduatoria definitiva
di Michele Giuliano

Quasi mille domande sono state ammesse al beneficio, 150 gli esclusi: sul piatto arrivano 30 milioni di euro. Il 50 per cento dell’investimento coperto da fondi regionali per aiutare le aziende nella ristrutturazione

Tags: Vigneto, Agricoltura, Regione Siciliana, Sicilia



PALERMO - Solo le ultime formalità da svolgere e poi potranno partire le attività legate al bando da 30 milioni di euro per la ristrutturazione e riconversione vigneti (Rrv) dell’Ocm Vino, Campagna 2018/2019.
 
È stata approvata la graduatoria definitiva e l’elenco degli esclusi: 957 gli ammessi, appena 6 in più rispetto all’elenco provvisorio. Quasi 150 quelli rimasti fuori. Tra gli ammessi, che riceveranno il 50 per cento del totale del necessario per svolgere i lavori indicati nei documenti presentati, nella grande maggioranza dei casi si tratta di piccoli progetti.
 
I finanziamenti non superano le poche decine di migliaia di euro di contributo, ma permetteranno a tanti piccoli produttori di migliorare la propria attività lavorativa. Solo in pochi casi il contributo supererà il centinaio di migliaia di euro, e si tratta di aziende con attività molto più allargate, spesso legate al biologico.
 
Il bando e i suoi fondi sono destinati a quelle imprese che vogliono lavorare alla riconversione e alla ristrutturazione dei vigneti nell’ambito dell’Ocm vino: si potranno ammodernare i vigneti dell’isola, distinguendo tra riconversione varietale, che consiste nel reimpianto sullo stesso appezzamento o su un altro appezzamento, con o senza la modifica del sistema di allevamento, di una diversa varietà di vite, ritenuta di maggior pregio enologico o commerciale, o nel sovrainnesto su impianti ritenuti già razionali per forma di allevamento e per sesto di impianto e in buono stato vegetativo.
 
La ristrutturazione, invece, consiste nella diversa collocazione del vigneto attraverso il reimpianto del vigneto stesso in una posizione più favorevole dal punto di vista agronomico, sia per l’esposizione che per ragioni climatiche ed economiche, o nel reimpianto del vigneto attraverso l’impianto nella stessa particella ma con modifiche al sistema di coltivazione della vite.
 
I fondi potranno essere utilizzati, ancora, per migliorare le tecniche di gestione dei vigneti attraverso operazioni di razionalizzazione degli interventi sul terreno, delle forme di allevamento, esclusa l’ordinaria manutenzione. Si tratta insomma di un avviso di estrema importanza per la produzione vitivinicola siciliana, perché permette a molte imprese di cambiare il passo, raggiungendo livelli produttivi e miglioramenti nella gestione che permetteranno un incremento importante dal punto di vista economico.
 
Purtroppo, il problema rimane per la viticoltura di montagna, in forte pendenza o nelle piccole isole, che prima erano finanziabili extra graduatoria, mentre da un paio d’anni l’Unione Europea non ha più consentito la possibilità di graduatorie specifiche per questa tipologia di terreni. Un problema non indifferente, perché si tratta spesso di zone dalla ridotta dimensione ma dalle peculiarità di produzione e di qualità elevata, che però richiedono una quantità di fondi maggiorata rispetto alla produzione negli altri territori regionali.
 
Per continuare a tutelare anche questo tipo di viticoltura sono state quindi inserite le zone ad alta valenza ambientale, che comprendono le isole minori e le aree vitivinicole di pregio inserite nelle Doc riconosciute, dove si pratica la viticoltura a gradoni e a terrazzamento in zone montane superiori a 500 metri sul livello del mare. Le zone ad alta valenza ambientale hanno ricevuto un punteggio superiore ed un contributo pubblico del 65%, in modo da poter continuare la propria produzione di nicchia.

Articolo pubblicato il 14 marzo 2019 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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