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Palermo - Un Festino nel segno dell'inquietudine che punta al riscatto sociale dei detenuti
di Gaspare Ingargiola

Il ruolo della cultura quale strumento per il reinserimento e per costruire un futuro migliore. Gli ospiti dell’Ucciardone realizzeranno il Carro trionfale in onore di Santa Rosalia

Tags: Palermo, Santa Rosalia, Leoluca Orlando



PALERMO - Sarà costruito dai detenuti del carcere dell’Ucciardone il carro della 395esima edizione del Festino di Santa Rosalia, che quest’anno avrà come tema l’inquietudine. Le novità sono emerse durante la presentazione del calendario di eventi a margine del Festino, presso la Sala Pio La Torre della casa circondariale.
 
Erano presenti la direttrice del carcere Rita Barbera, il sindaco Leoluca Orlando, monsignor Filippo Sarullo (parroco della Cattedrale e delegato dell’arcivescovo Corrado Lorefice), il direttore artistico Lollo Franco e la fotografa Letizia Battaglia (che fa parte del team della direzione artistica).
 
Gli ospiti della casa di reclusione realizzeranno il Carro trionfale in onore della Santuzza, coadiuvati dallo scenografo Fabrizio Lupo, ideatore del Carro e docente dell’Accademia di Belle Arti di Palermo, istituzione partner del Festino. L’altra novità dell’edizione 2019 è appunto il calendario di eventi “Aspettando il Festino”, ideato da Vincenzo Montanelli della Vm Agency, che l’anno scorso ha vinto un bando biennale esordendo con un’edizione record da oltre 400 mila presenze. “Aspettando il Festino” prevede una serie di manifestazioni artistiche e culturali che coinvolgeranno diversi luoghi della città. Montanelli ha anche proposto l’accorpamento dei programmi di festeggiamenti laico e religioso.
 
Il cantiere per la costruzione del Carro sarà messo in piedi sotto un tendone all’interno del parcheggio del carcere e sarà dunque visibile ai passanti. Successivamente, sarà spostato nel parcheggio di piazza del Parlamento, di fronte all’Assemblea regionale siciliana, per la rifinitura, gli assemblaggi e gli impianti audio e luci in vista del tradizionale corteo del 14 luglio.
 
Perché il tema dell’inquietudine? A spiegarlo è stato il direttore Franco: “Ho sempre pensato che il tema di quest’anno, ricondotto alla realtà dei detenuti, rappresentasse una possibilità di reinserimento, di rivalutazione del proprio percorso di vita, di riconsiderazione di un futuro possibile, soprattutto per i loro figli. La cultura è capace di realizzare grandi trasformazioni negli uomini. Il cantiere della costruzione sarà allestito nel parcheggio del carcere, visibile dai passanti. Questo penso sia il grande riscatto per la città, il superamento dell’inquietudine”.
 
“Ho un altro sogno che mi commuove - ha aggiunto Franco - che i detenuti possano trainare il Carro, che possano trainare la Santuzza e salutarla a Porta Felice con il ballo delle vergini, il canto trionfale della Santa. Tutto questo sarebbe quasi come un’espiazione, quindi ancora una volta se il tema è l’inquietudine questa sarebbe superata attraverso la positività”.
 
Per Orlando il coinvolgimento dei detenuti “è ancora una conferma concreta dell’importanza della funzione rieducativa della pena che trova applicazione nel rispetto della persona umana, di ogni persona umana, in una dimensione comunitaria della vita”.
 
Lo scenografo Lupo ha svelato alcune anticipazioni sul carro, che non avrà più una forma vagamente somigliante a quella di una nave dalle forme barocche ma manterrà un aspetto più tradizionale: “L’idea di partenza lanciata dal direttore artistico era quella di ispirarsi allo sgabello delle carceri borboniche, dato che il tema di quest’anno è l’inquietudine, e che gli sgabelli, decorati con i colori del gusto popolare, realizzati dai detenuti quale volontà di riscatto da una condizione dalla quale ci si vuole liberare, hanno una forza espressiva forte e decisamente volta ad un’elevazione attraverso l’apprendimento di una professione alta qual è l’artigianato artistico”.

Articolo pubblicato il 15 marzo 2019 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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