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Palermo - Amianto a due passi da un asilo la rimozione attesa da vent’anni
di Luca Insalaco

Lastre ora divelte ora con ampi squarci e pertanto estremamente nocive per la salute umana. Grandi quantità di materiale pericoloso nell’ex cereria Gange, in via Marinai Alliata

Tags: Palermo, Amianto, Ambiente



PALERMO – Una bomba a orologeria. Così si presenta l’ex cereria Gange, in via Marinai Alliata. La struttura versa in totale stato di degrado ormai da un ventennio e con essa anche l’eternit che in grandi quantità si trova nell’area. Lastre ora divelte ora con ampi squarci, e pertanto estremamente nocive per la salute umana.

“Le polveri sprigionate dalle superfici di eternit danneggiate sono un grave pericolo per gli abitanti del quartiere, in particolare l’asilo alle spalle dell’ex cereria espone i bambini al rischio di contrarre malattie importanti già fin dalla tenera età”. Questa la denuncia di Andrea La Barbera, portavoce palermitano di CasaPound, che accusa le istituzioni “colpevoli di non aver dimostrato alcun interesse nonostante la gravità della situazione”.
“Ci chiediamo soltanto – osserva La Barbera - come mai un tempo per costruire le città bastavano pochi anni, mentre per rimuovere dell’amianto da un edificio oggi dobbiamo aspettare decenni”.

In Italia l’uso dell’amianto è bandito dal 1992 (Legge n. 257 del 27 marzo 1992) e dal 1993 ne è stata vietata l’importazione, l’estrazione, la lavorazione e la commercializzazione. Tracce di asbesto sono però rinvenibili in molte abitazioni ed edifici pubblici. La sua nocività per la salute umana deriva dalle dimensioni infinitesimali delle sue fibre (una fibra di amianto è 1300 volte più sottile di un capello umano) che le rendono impercettibili, nonché dall’estrema volatilità che si traduce in facile inalabilità. Le polveri di asbesto, tuttavia, se respirate, possono determinare danni gravi, spesso irreversibili, principalmente a carico delle vie respiratorie e patologie come l’asbestosi, il cancro polmonare, ed il mesotelioma. Malattie il cui periodo di incubazione può raggiungere anche i trent’anni. Dal 1998 al 2009 i morti per patologie legate all’amianto in Sicilia sono stati 692 e circa un terzo si sono verificati a Palermo, la terza città italiana per numero di vittime dopo Genova e Torino.
Proprio per la loro pericolosità i materiali contenenti amianto non possono essere movimentati da semplici netturbini, ma da personale altamente qualificato. Nel capoluogo, l’Amia si è finora avvalsa dei servizi di una società esterna specializzata, che ha provveduto a bonificare i siti indicati di volta in volta, previa autorizzazione dell’ex Ausl.

E una ditta esterna è stata incaricata di ripulire anche l’area adiacente a via Macello, a Brancaccio, abbandonata al degrado e sommersa da rifiuti speciali e pericolosi, fra i quali l’amianto. Nei giorni scorsi il sindaco Diego Cammarata e l’assessore all’Ambiente, Mario Parlavecchio, hanno effettuato un sopralluogo, avviando la bonifica del sito. Il costo dell’intervento – che si concluderà in settanta giorni – è di 95 mila euro. Rimossi i rifiuti, l’area verrà riqualificata e resa fruibile ai cittadini.

Articolo pubblicato il 20 febbraio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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