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Quando i clubs Lions incontrano le istituzioni
di Melania Tanteri

“Il Prefetto, soggetto moderno nell’Italia di oggi: le nuove sfide tra tradizione e modernità”. Santoro: “La Prefettura è ed è sempre stata la casa di tutta la provincia”

Tags: Lions, Vincenzo Santoro, Raffaele Stancanelli



CATANIA - Le Istituzioni si incontrano e si confrontano con la cittadinanza, per avviare un dialogo e dipanare i dubbi. Questo lo scopo dell’incontro pubblico, organizzato dal Lions club, con il Prefetto di Catania, sua eccellenza Vincenzo Santoro, dal titolo indicativo “Il Prefetto, soggetto moderno nell’Italia di oggi: le nuove sfide tra tradizione e modernità”. Alla presenza del sindaco di Catania, Raffaele Stancanelli, del governatore dei Lions, Rosario Pellegrino, dei vertici delle Forze dell’Ordine cittadine, e dei rappresentati dei vari Lions club, Santoro ha illustrato, dopo un excursus storico, le principali competenze dell’istituto prefettizio e le nuove competenze nella società attuale. Una figura, quella del Prefetto, antica ma che è mutata nel corso degli anni; un istituto le cui competenze, il fatto di essere l’Ufficio Territoriale del Governo, lo costringono a stare al passo con i tempi. “La prima difficoltà che ho incontrato nel preparare questo discorso - afferma Santoro - è stata la scelta del titolo dell’incontro; alla fine abbiamo optato per un titolo che racchiudesse in sé tutto ciò che riguarda il Prefetto”.

Una figura, quella del prefetto, nata nel lontano 1802, su modello francese, quando Napoleone Bonaparte abolì la Repubblica Cisalpina; da allora, l’istituto prefettizio è sempre rimasto in piedi, attraversando quasi indenne i vari momenti storici della storia d’Italia. Le origini, secondo la spiegazione di Santoro, avrebbero dovuto perseguire il modello francese, in cui il prefetto racchiude molte funzioni; in Italia, invece, con il passare del tempo, sarebbe avvenuto uno “scollamento” di queste varie funzioni, che avrebbero fatto del Prefetto, una figura altalenante. Ma “La Prefettura è sempre stata, e continua ad essere, la casa di tutta la provincia - aggiunge Santoro - l’elemento coagulante di tutto il territorio che cerca di dare risposte concrete alle richieste del ambiente nel quale opera”.

Passato quasi indenne dal ventennio fascista, la figura del Prefetto è rimasta solido punto di riferimento, nonostante nessun articolo della Costituzione lo citi, tant’è che, fino al 2000, è stata l’emanazione e il rappresentante del Governo centrale. Con la riforma costituzionale del 1999, attuata nel 2004, invece, le funzioni del Prefetto cambiano: da rappresentante diventa coordinatore del Governo, per cui non copre più tutte le antiche funzioni di rappresentante dell’esecutivo, ma viene investito di volta in volta. Tantissime, e vitali, comunque, le funzioni: in ambito territoriale rappresenta il garante sul campo del principio della leale collaborazione tra i diversi livelli di governo e si affianca alle varie Istituzioni. “In questo periodo, ad esempio - continua il Prefetto - siamo al fianco del Comune e della Provincia di Catania, per tentare di affrontare i problemi della ex Cesame e dei suoi lavoratori”.
Una serata altamente positiva e di grande interesse, un’importante esperienza secondo il questore di Catania, Domenico Pinzella, un ulteriore modo per confrontarsi con la cittadinanza, per ascoltare i bisogni della città, per il sindaco Stancanelli.
 

 
Focus. Un controllo dinamico del territorio
 
CATANIA - Funzioni fondamentali per il governo del territorio, quelle del Prefetto, rese possibili da alcuni strumenti, come la Conferenza permanente, un tavolo con i soggetti che insistono sul territorio e il Comitato Provinciale per l’Ordine e la sicurezza pubblica, che si riunisce con cadenza settimanale. Il Prefetto, poi, coordina la conferenza interprovinciale delle Autorità di Pubblica Sicurezza della Sicilia Orientale e le varie forze di polizia, in modo da garantire l’uniformità e l’efficienza dei servizi. La figura del Prefetto, poi, in particolare oggi, cerca costantemente la collaborazione dei cittadini, e si serve degli strumenti della sicurezza cosiddetta integrata, attraverso un piano coordinato di controllo del territorio: in questo modo, le forze di polizia effettuano non più solo una mera sorveglianza statica, ma un controllo dinamico. Un istituto sempre in movimento, dunque, con importanti compiti anche relativamente all’assegnazione dei beni confiscati alla mafia, alla gestione dei procedimenti relativi all’immigrazione, alla mediazione con le forze sociali, al coordinamento degli interventi di Protezione Civile nelle situazioni di emergenza.

Articolo pubblicato il 20 febbraio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Da sinistra: V. Santoro, R. Pellegrino, R. Stancanelli (mt)
Da sinistra: V. Santoro, R. Pellegrino, R. Stancanelli (mt)


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