Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia � su Twitterrss qds

Quotidiano di Sicilia

Caltanissetta - Ato Cl1, sindaci contro Campisi dopo le modifiche allo Statuto
di Annalisa Giunta

La replica del primo cittadino del capoluogo: “Abbiamo lavorato per la riduzione delle spese”. Levata di scudi contro i criteri di elezione proposti per il rinnovo del Cda

Tags: Ato, Statuto, Elezione, Cda, Proteste



CALTANISSETTA – Approvate soltanto dai sindaci di San Cataldo e Caltanissetta (che detengono il 51% delle quote societarie) le modifiche allo statuto dell’Ato Cl1, nonostante l’alzata di scudi da parte dei primi cittadini di Campofranco, Marianopoli, Milena, Montedoro, Serradifalco, Vallelunga, Sutera, Villalba, Bompensiere e la Provincia, che hanno lasciato l’assemblea in segno di protesta contro i criteri di elezione proposti per il rinnovo del consiglio d’amministrazione.
“Ritengo immotivate - ha dichiarato Gero Di Francesco, sindaco di Sutera - le richieste del sindaco Campisi. Sono prevaricanti e assurde sia in vista di un prossimo decreto legge della Giunta Lombardo sia perché viene soffocata la rappresentatività dei Comuni più piccoli. La costituzione di questa nuova maggioranza rasenta l’arroganza politica”.
Il sindaco di Sutera ha poi avanzato la proposta di modifica dei criteri d’elezione con una lista unica dalle quale eleggere i tre membri del cda, compreso il presidente.
Nelle dichiarazioni del sindaco di Montedoro, Federico Messana è stata espressa tutta l’incredulità nei confronti di un provvedimento di modifica alla vigilia della soppressione delle Ato.
“É una discussione superflua - ha detto - una montatura. Impugnerò la decisione presa e mi rivolgerò ad un legale. Non è possibile obbligare a sottostare a regole imposte da una maggioranza viziata da logiche politiche”.
Chiara la posizione del primo cittadino del capoluogo, Michele Campisi.
“Non c’è nulla di illegittimo o di illecito - ha detto - ma solo un’esigenza di rappresentatività maggioritaria che mi vede coinvolto anche nelle uscite. Tutto ciò a tutela del Comune che rappresento e su cui pende una richiesta debitoria per 14 milioni di euro. Devo tutelare la cittadinanza, l’istituzione e soprattutto non voglio dare la sensazione di essere uno che opta per i rinvii. Mi assumo le responsabilità, decido e vado avanti anche da solo. Ma è lungi da me l’arroganza politica”.
Il notaio Giuseppe Pilato, constata la decisione di tutti i sindaci soci presenti di andare via ha proceduto alla votazione degli articoli 17,18, 21, 24 e 27 che sono stati approvati all’unanimità.
“Condivido l’articolato proposto - prosegue Campisi - poiché garantisce le minoranze e le tutela. Questa seduta è la risultanza di un precedente rinvio della volta scorsa che credo, alla luce degli ultimi interventi, sia stata strumentale. Abbiamo lavorato nella direzione della riduzione delle spese”.
 

 
CALTANISSETTA - Approvate quindi le modifiche di nomina del consiglio d’amministrazione composto da tre membri, contro i cinque attuali; l’elezione del vice presidente e dell’unico consigliere con una lista separata rispetto a quella del presidente (era prevista una solo lista per i Comuni minoritari e garantita la rappresentatività anche della Provincia con un rappresentante).
L’articolo 18, così come modificato, prevede il conferimento di incarico a un amministratore delegato. L’articolo 21, invece, prevede l’attribuzione di deleghe a un comitato esecutivo con unanimità del Consiglio d’amministrazione. L’articolo 24 prevede che il collegio sindacale si componga di tre sindaci effettivi, compreso il presidente, e di due supplenti da eleggere con le modalità previste per l’elezione del Cda, cioè con due liste. Infine l’articolo 27 prevede l’eliminazione della società di revisione con una riduzione dei costi.

Articolo pubblicato il 27 febbraio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus