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Porti turistici, infrastutture insufficienti
Da Messina a Pozzallo, gli approdi nell’Isola sono deficitari di pontili e galleggianti. Pochi i servizi per i diportisti. Le cause: lentezze burocratiche e mancanza di fondi alla base del mancato “decollo”

Tags: Turismo, Porti, Infrastrutture, Servizi, Diporto



PALERMO - Infrastrutture cercasi. Se da una parte il turismo siciliano langue per via della sempre presente crisi, dall’altra però non ci si può nascondere la testa sotto la sabbia come gli struzzi. Bisogna anche tentare di guardare e soprattutto analizzare anche altri eventuali motivi: ad esempio, perché la crisi del turismo si risente soprattutto in Sicilia e con minor impatto in altri territori che certamente hanno una minor vocazione?

La palla passa, come spesso accade, alla carenze delle infrastrutture. Certamente i problemi non hanno un figlio unico. Emerge però di fondo un problema legato proprio all’assenza cronica di apparati in grado sicuramente di migliorare la situazione. Restano infatti in questo contesto assolutamente da rivedere gli assetti dei vari porti siciliani. Ancora oggi, queste strutture vivono di fortissimi limiti e, al di là degli impegni presi dai governi ai vari livelli, i problemi restano tali e quali.
Uno dei settori che ne risente è quello del traffico croceristico, le cui ali rimangono tarpate e gli affari si ridimensionano.
Ad esempio Messina è uno dei porti più importanti sotto l’aspetto turistico dell’intera Sicilia. E qui i problemi non mancano secondo la Camera di Commercio che stima per il 2010 l’arrivo di 400 mila croceristi. “In questo momento di crisi - ha dichiarato Saro La Rosa della Camera di Commercio cittadina - è essenziale puntare su idee che aiutino a rilanciare lo sviluppo della città e della sua provincia. Diventa indispensabile definire uno studio di fattibilità per realizzare un terminal crocieristico che serva anche da terminal per l’aeroporto di Reggio Calabria e per la futura metropolitana del mare”.

Secondo La Rosa, una volta che i Magazzini Generali, che sono di proprietà dell’amministrazione comunale ma sono gestiti dalla Camera di Commercio e che sono inutilizzati dall’1 gennaio scorso, saranno adeguatamente trasformati, potrebbero essere utilizzati non solo per esporre i prodotti tipici della provincia messinese, ma anche essere sede di punti di orientamento per i turisti e, grazie all’ampio spazio esterno, ospitare i pullman che operano in provincia o oltre lo Stretto.
E questo è solo uno dei tanti tasselli delle carenze individuate nei vari porti turistici siciliani. Altro caso emblematico quello di Pozzallo che soffre dell’effetto insabbiamento ed ha un numero dei pontili galleggianti, rispetto alle potenzialità del porto piccolo, insufficienti. Carenti inoltre i servizi per i diportisti.

“Con il progetto di completamento degli arredi e delle attrezzature – dicono il sindaco Giuseppe Sulsenti e l’assessore al porto Carmelo Di Stefano – il porto turistico potrà finalmente operare al massimo delle sue potenzialità, nel rispetto degli standard di sicurezza previsti dalla normativa europea”.
In Sicilia si ha una forte carenza di porti in grado di gestire l’importante traffico diportistico, con la possibilità di una buona ricaduta occupazionale ed economica. Il vero problema è spesso legato a motivazioni burocratiche (lentezza nell'approvazione dei piani regolatori, come sta accadendo a Trapani) ma anche quello di reperire i fondi necessari all’ammodernamento e alla gestione delle strutture stesse.
 

 
PALERMO - Il traffico marittimo ha i suoi maggiori punti di riferimento nei porti di Messina, Palermo, Catania, Augusta e Trapani. In particolare, a Palermo si registra un aumento esponenziale per i traffici marittimi. Soprattutto per quel che riguarda il settore crocieristico che dal 2004 al 2008 ha registrato un aumento del 400 per cento. Oggi i crocieristi sono circa 500 mila rispetto ai 193 mila 197 del 2004. Negli ultimi quattro anni, il traffico passeggeri è quasi raddoppiato passando da un milione 764 mila 499 del 2004 ai 2 milioni 305 mila 991 secondo i dati resi noti dalla Pianc Italia.
Il porto di Messina è il più grande porto naturale attrezzato della Sicilia, utilizzato sia come porto commerciale che militare e che, con il movimento annuo di circa 10 milioni di passeggeri, è il primo porto italiano nel settore. In provincia va inoltre ricordata l’importanza del porto di Milazzo, che effettua collegamenti con le isole Eolie.
Invece, il porto di Palermo è uno degli scali merci e passeggeri più importanti del Mediterraneo, storicamente il più antico di Sicilia. Il porto di Gela, che è il sesto dell'Isola per tonnellate di merci movimentate, sposta soprattutto prodotti petroliferi e carichi secchi in quanto serve il polo petrolchimico della città; il vicino porto rifugio ha invece carattere turistico e commerciale.

Articolo pubblicato il 09 marzo 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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