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Occupazione femminile in Sicilia i dati più bassi della Penisola
di Michele Giuliano

Statistiche preoccupanti dallo studio della Cisl di Messina: nell’Isola primato di disoccupazione. Enna, Palermo e Messina ai primi 5 posti in Italia per donne in cerca di lavoro

Tags: Lavoro, Occupazione, Donne, Disoccupazione



PALERMO - A Messina lavora soltanto il 29,2 per cento delle donne. Ma sul fronte dell’alta disoccupazione femminile figurano anche altre province siciliane. Addirittura ce ne sono ben 3 nei primi 5 posti in tutta Italia per “primato” di donne in cerca di lavoro. Proprio la cittadina dello Stretto è al quinto posto con il 19 per cento, preceduta al primo da Enna (22,2) e al quarto da Palermo (19,8).

Un dato allarmante per la Cisl che ha evidenziato la preoccupante situazione dell’occupazione femminile nel corso di un convegno che si è tenuto a Messina presso la Chiesa S. Maria Alemanna alla presenza del segretario nazionale confederale Liliana Ocmin, titolare della delega alle politiche migratorie, alle donne e ai giovani, e del segretario regionale della Cisl Maurizio Bernava.

Ma Messina ha anche un altro primato: tra il 2007 e il 2008 ha visto aumentare la disoccupazione femminile di ben 4,8 punti percentuali. Le donne disoccupate sono passate da 13 mila nel 2007 a 17 mila nel 2008. Tutto questo nonostante le ingenti somme derivanti dai fondi europei che la Regione ha stanziato per la formazione e l’inserimento lavorativo delle donne. La Cisl ha chiesto la costituzione presso la Provincia Regionale di Messina di un “Osservatorio Donna Lavoro” che serva a rilanciare l’occupazione femminile e allo stesso tempo svolga azione di monitoraggio delle condizioni delle donne nel nostro territorio, mediante partenariato con attori sociali e istituzionali come l’Inps, l’Assessorato provinciale al lavoro, l’Assessorato provinciale alle pari opportunità, l’Ufficio provinciale del lavoro.

Il sindacato ha lanciato anche la proposta di istituire un tavolo per contrastare l’occupazione irregolare e le discriminazioni di genere nel mondo del lavoro, sensibilizzando le aziende a utilizzare i finanziamenti previsti per le politiche di conciliazione, promuovendo l’utilizzo del telelavoro e dei servizi di supporto come potrebbero essere asili nido aziendali e/o interaziendali e centri estivi.
“Il Mezzogiorno - ha spiegato la segretaria nazionale Liliana Ocmin - è una vera emergenza nazionale. Serve un grande Piano di Rilancio per il Sud che, a partire anche dalla riformulazione dell’utilizzo dei fondi strutturali per il Mezzogiorno, sia in grado di sostenere e premiare l’occupazione femminile, tuttora fortemente penalizzata. In Italia, oggi, lavora solo il 46 per cento delle donne; sette milioni di donne in età lavorativa sono fuori dal mercato del lavoro e al Sud il tasso di occupazione crolla al 35 per cento, mentre a Messina lavora solo il 29,2 per cento delle donne.

“Bisogna senza dubbio intervenire su più fronti - aggiunge la Ocmin - per agevolare l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro, in particolare sul rapporto tra scuola e percorsi di formazione, coerenti con le attitudini dei giovani e con i fabbisogni professionali del mercato del lavoro a medio e a lungo termine.
Si deve lavorare molto anche sull’alternanza tra fasi d’istruzione e di studio in aula e tirocini esterni, per integrare l’istruzione formale col saper fare”.

Articolo pubblicato il 10 marzo 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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Liliana Ocmin
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