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Programma quadro per gli aeroporti isolani
di Alessio Petrocelli

Forum con Vito Riggio, presidente Enac

Tags: Vito Riggio, Enac



Può farci una comparazione generale tra la macroarea del meridione e la macroarea del nord sotto il profilo della densità del numero di aeroporti e di servizi? Sembrerebbe che da Torino a Bolzano ci siano 17 aeroporti, è vero?
“Ci sono molti numeri che circolano con una certa approssimazione su questo argomento, gli aeroporti complessivi, funzionanti e certificati dall’Enac sono 41. È evidente che c’è una rete di aeroporti che va da Genova a Treviso. Questi aeroporti concorrono l’uno con l’altro, aperti da diversi anni e che hanno avuto le concessioni per legge nel maggior numero di casi.
Se li citiamo uno per uno, abbiamo Genova, Torino, Malpensa, Linate, Bergamo, Brescia, Verona, Venezia, Treviso e Bolzano, raggiungiamo il numero massimo di 10 aeroporti e non 17. Il tema vero è che nell’area lombarda, la più ricca rispetto alle altre aree del paese, c’è stata un’incapacità di puntare su un solo grande aeroporto.
La scelta di Malpensa fu uno sbaglio sotto il profilo logistico, semmai Brescia, con la sua posizione più centrale sarebbe stata una scelta migliore.
Tuttavia su Malpensa, sono stati spesi 4 miliardi di euro, quindi occorre razionalizzare il sistema aeroportuale dando a ciascuno una diversa specializzazione. Questa rete di aeroporti sta lavorando per creare una holding in Lombardia e parte del Veneto.
Stiamo però parlando di aeroporti che hanno tutti un traffico annuo superiore a 5 milioni di passeggeri, quindi veri aeroporti, tranne Torino e Genova che hanno un traffico inferiore. Nel Mezzogiorno invece, abbiamo complessivamente, Napoli, Bari, Brindisi, Reggio Calabria, Lamezia, Crotone, Ponte Cagnano, in Sardegna abbiamo Olbia, Cagliari e Alghero e 6 in Sicilia includendo quello di Comiso.Quindi in totale sono 41 suddivisi in circa 20 al Nord e 20 al Sud.
Non è vero che c’è uno squilibrio numerico, anzi, il fatto che abbiamo gestito un programma straordinario e definitivo di interventi comunitari, gli aeroporti del Mezzogiorno sono più recenti e meglio organizzati di quelli del Nord Italia.
Siamo intervenuti rifacendo completamente, in questi sette anni, Catania, Bari, Brindisi, Olbia, Cagliari, Napoli e parzialmente Palermo; mentre sono rimasti leggermente indietro soltanto Reggio Calabria e Lamezia, perché Crotone è piccolo ma è nuovo”.

Si ritiene quindi soddisfatto di quanto è stato effettuato in Sicilia e nel meridione in generale?
“Per quanto riguarda in generale il Mezzogiorno, abbiamo ricevuto anche un premio di 50 milioni di euro che abbiamo messo su Pantelleria. Sono quindi abbastanza soddisfatto, non sono soddisfatto della nuova fase dal 2007 al 2011 perché la Regione siciliana non ha ancora programmato nulla. Ho incontrato Lombardo ad aprile 2009, abbiamo firmato una pre - intesa e da quel momento, con le vicende di crisi, non ho avuto modo di incontrarlo nuovamente, cosa che ritengo debba avvenire in questo periodo”.

Qual è l’oggetto di questa pre intesa?
“I nuovi interventi da fare e quelli a completamento di quelli già fatti che per me sono due e fondamentali: l’interramento della pista di Catania in modo tale da dare alla città un traffico intercontinentale e portare quindi la pista a 3 chilometri; avevamo immaginato di interrare il fascio di binari della ferrovia e della Circumetnea in modo che passando sotto terra creino un nodo di scambio. Così facendo, avremmo una stazione dentro l’aeroporto, visto che in previsione noi stimiamo un traffico di 10 milioni di passeggeri l’anno, le ferrovie adesso stanno lavorando e le risorse da utilizzare derivano dai fondi Fas.
Io mi auguro che il presidente della Regione, dopo nuovi incontri, possa firmare un accordo di programma quadro che è l’atto programmatico dal quale poi discendono anche gli impegni finanziari. Altra cosa importante, che però sta marciando per conto suo, è la nuova torre di controllo di Palermo che vale una novantina di milioni di euro. Ci sono poi le opere a completamento, che per fortuna abbiamo fatto dal 2001 al 2007, con un ritardo di 3 anni nella programmazione. Però possiamo dire che complessivamente gli interventi nel Mezzogiorno sono stati fatti, realizzato un nuovo aeroporto ed incrementato il traffico passeggeri, Napoli ha ottenuto buoni risultati anche perché è stato gestito con un’ottica industriale, anche Catania è cresciuta”.
 

 
Aeroporto regionale e “leggero” ad Agrigento con pista d’atterraggio non più lunga di 1.500 metri
 
Che può dirci dell’ipotesi di un aeroporto ad Agrigento?
“Ad Agrigento precedentemente si pensò di collocare l’aeroporto a Racalmuto, dove però per motivi tecnici non si poteva fare ed è stato esaminato un altro sito, quello di Licata. Abbiamo avuto riscontro positivo da un punto di vista aeronautico, non ci sono ostacoli, è vicino al mare, però non ho notizie relative ai terreni se sono pubblici o privati. Su questa iniziativa l’Enac ha spiegato alle autorità locali che, in base alla delibera del Parlamento, in commissione Trasporti, non sono previsti nuovi aeroporti. Se noi programmassimo un aeroporto che ha 1.800 – 2.000 metri di pista sarebbe in contrasto con questa delibera, però il Parlamento consente di realizzare un piccolo aeroporto regionale; il requisito stabilito è che una pista non deve essere più lunga di 1.500 metri. Con questi parametri, allo stato attuale della tecnologia, ci atterra tutta l’aviazione generale, gli aerei privati e per il settore commerciale l’Atr 72 che trasporta circa una settantina persone. Con 74 passeggeri, un traffico stimato di 200.000 persone l’anno, non si coprono i costi. Quindi se il presidente della Regione ritiene che per ragioni sociali, economiche, culturali vada fatto lo stesso, deve trovare le risorse per realizzarlo perché è evidente che lo Stato non può metterci un euro”.

Per quanto riguarda l’ipotesi di un piccolo aeroporto a Messina ha qualche notizia?
“Anche per Messina aspettiamo notizie certe, sembrerebbe trattarsi di una aviosuperficie, immagino privata, per piccoli aerei.Ho chiesto con due lettere di sapere qualcosa di più concreto dal presidente della Regione, se c’è un progetto dove sono illustrate le loro intenzioni per poi valutare la fattibilità o meno”.

Articolo pubblicato il 13 marzo 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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Vito Riggio, presidente Enac
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