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Quotidiano di Sicilia

Catania - Partecipate, ‘emorragia’ costante, il Comune confida nella sua cura
di Melania Tanteri

È stato già avviato il Piano di risanamento e riqualificazione voluto dal sindaco Stancanelli. Servizi inadeguati. Pesano costosissimi Cda e dipendenti in soprannumero

Tags: Cittàinsieme, Fabio Viola, Catania



CATANIA - “Prendiamo spunto dal recente intervento della Corte dei conti in merito alla necessità di adottare misure correttive sulle partecipate, per permettere al Comune di uscire realmente dalla crisi. Alla luce anche delle allusioni che, attraverso gli organi di stampa, il sindaco ha fatto riguardo l’influenza della politica e la spartizione delle poltrone che in passato hanno caratterizzato gli assetti delle aziende Partecipate, abbiamo ritenuto opportuno organizzare un incontro pubblico. Un incontro aperto a tutti i cittadini, per fare chiarezza sui rimedi che è necessario adottare per rendere finalmente funzionanti, efficienti ed economicamente virtuose le aziende del Comune”.
 
Così, Cittàinsieme, il movimento di società civile nato a Catania nel 1987, ha voluto portare l’attenzione sulla situazione delle aziende partecipate dal Comune di Catania - Sostare, Sidra, Asec, Asec Trade, Multiservizi, InvestiACatania e la municipalizzata Amt. Il tutto nonostante la mancata partecipazione della parte istituzionale, l’assessore al ramo Angelo Sicali, che in un primo momento aveva accettato l’invito salvo poi rifiutare all’ultimo minuto, adducendo il fatto che l’amministrazione sta per varare misure in merito e che quindi, lui, non ha ritenuto opportuno e responsabile anticipare, prima della ratifica, le decisioni della Giunta. Al di là dei vari progetti, è estremamente utile fare un quadro sulla situazione delle partecipate, definite “grandi ammalate”. “La nostra associazione - ha spiegato alla platea Fabio Viola, rappresentante dell’associazione Cittàinsieme – ha preparato dossier, studiato il problema, lavorato per mesi per aggiornarsi e poter correttamente informare i catanesi”.
 
Grave la situazione delle “sette sorelle”: consigli di amministrazione in cui siedono le stesse persone; un numero di dipendenti enorme, emolumenti e stipendi definiti scriteriati, una mole di debiti enorme. Molteplici, infatti, i fattori di criticità evidenziati, stando anche al “Piano di risanamento e riqualificazione delle partecipate”, predisposto dal direttore generale Maurizio Lanza e dal ragioniere generale Giorgio Santonocito e oggi, secondo quanto scritto dal sindaco Stancanelli nella relazione al Consiglio comunale, in pieno corso di attuazione. A cominciare dal ruolo importante che ha il costo dei dipendenti: 1168 in tutto che, aggiunti ai comunali, portano a oltre 5500 gli stipendiati da parte dell’amministrazione, il che equivale a un esborso annuo di 34,9 milioni di euro.
 
Le partecipate, poi, scambiano fra loro e con il Comune di Catania prestazioni e servizi intrattenendo rapporti commerciali intercompany: questo ha provocato “una pesante esposizione finanziaria del Comune verso le partecipate, mentre la situazione all’interno del gruppo tende globalmente a compensarsi Il debito dell’intecompany, al 2008, si attesta sui 12.834.591 euro, di cui oltre 8 milioni verso il Comune. Mentre dei 67.338.232 euro di crediti, ben 62.837.744 sono nei confronti del Comune.

Articolo pubblicato il 27 marzo 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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