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Quotidiano di Sicilia

Terziario siciliano in caduta libera
di Michele Giuliano

Anche per la crisi di questo settore si pensa solo alla Cassa integrazione: ma il problema resta strutturale. Commercio e turismo sono i due settori che hanno risentito di più della riduzione dei consumi

Tags: Terziario, Lavoro, Cig



PALERMO - Sos Terziario. Un settore che non è affatto lontano dalle sirene della crisi. Anzi, tutt’altro. Proprio da questa piega dell’economia siciliana arrivano i dati più terrificanti e adesso si cerca di correre ai ripari. Lo si fa nel modo più congeniale alla Sicilia e cioè ricorrendo all’assistenzialismo.

In questo contesto si inserisce infatti la notizia che l’Ente Bilaterale Provinciale del Terziario di Palermo ha siglato una convenzione con l’Inps per l’estensione della cassa integrazione in deroga al settore del terziario. “L’Ente Bilaterale ha già costituito un fondo per l’attivazione di questo importante strumento di sostegno al reddito - ha detto Nino Matranga, legale rappresentante dell’ Ente Bilaterale -. Adesso sarebbe opportuno un intervento economico da parte della Regione Siciliana per incrementare il fondo, affinché anche le imprese ed i lavoratori del terziario, che attualmente godono di una tutela limitata, possano trarre una boccata d'ossigeno, nei difficili momenti di crisi economica”.

In pratica si prevede un’altra ondata di fondi destinati a garantire la disoccupazione. Notizie che purtroppo sempre più spesso si intrecciano e danno il senso si una crisi che purtroppo dà l’impressione di essere affrontata pensando soltanto al quotidiano. Il problema invece appare strutturale: guardando il fatturato delle imprese per il 2009 si evince dal recente report dell’istituto Tagliacarne un calo del -17,2 per cento per l’economia palermitana nel suo complesso e che si attesta sulla stessa cifra anche per le altre 8 province siciliane in media.

Il commercio (-18,3 per cento), il turismo (-15,2) ed il terziario avanzato (-17) sono per l’appunto i comparti il cui volume d'affari risente maggiormente della riduzione dei consumi. Circa il 27 per cento delle imprese scarica gli effetti della crisi finanziaria a monte, ritardando i pagamenti dovuti ai propri fornitori, propagando di fatto gli effetti della recessione lungo l’intera filiera produttiva e generalizzandola all’intero sistema produttivo. Un ulteriore 13 per cento, sempre secondo l’istituto Tagliacarne, è costretto a ritardare i pagamenti ai lavoratori, contribuendo così alla contrazione dei consumi finali, in una spirale perversa che, dal rallentamento della domanda, finisce per creare ulteriori problemi alle imprese offerenti.
L’indizio da questa serie di cifre, che potrebbero anche dire poco, è che il tessuto imprenditoriale siciliano stia, in realtà, pagando un caro prezzo alla recessione.

In effetti, la debolezza del mercato del lavoro locale, iniziata già prima che si innestasse l’attuale recessione, insieme all’esplosione della Cig nel 2009 (dovuta anche alle difficoltà nel commercio), sono altrettanti indizi del fatto che il tessuto imprenditoriale, e la relativa base occupazionale, stanno subendo gli effetti della crisi in forme e con intensità da monitorare.
E con l’aggiunta della Cassa integrazione anche per il Terziario c’è da giurare che il 2010 supererà la già sbalorditiva cifra a cui si è attestata la Cigs nell’anno appena trascorso.
 

 
Speranze poste nel fondo regionale del commercio
 
Qualcosa comunque si sta cominciando a muovere proprio sul fronte del terziario. Infatti sono 270 le operazioni sbloccate in Sicilia ed evase utilizzando 2 milioni di euro del Fondo regionale per il commercio. A rimettere in moto i contributi è stata la nomina del commissario straordinario Salvatore Lanzetta, che ha dato seguito alle pratiche istruite da Banca Nuova, l’istituto gestore del Fondo. I finanziamenti, deliberati dopo il fermo di sette mesi provocato da un contenzioso amministrativo, riguardano la realizzazione di nuovi punti vendita, l’ammodernamento e l’arredamento di negozi, la formazione di scorte di magazzino e il consolidamento di debiti bancari. Il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, sottolineando l’importanza del dialogo avviato tra imprese, Regione e banche ha detto che “in un momento di crisi di liquidità, l’utilizzo di queste risorse consentirà anche l’abbattimento degli interessi”. Lanzetta resterà in carica fino a quando il comitato di gestione, che ha il compito di sovrintendere all’istruttoria delle richieste e deliberare la concessione delle agevolazioni, non sarà ricostituito.

Articolo pubblicato il 30 marzo 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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