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Palermo - Servizio idrico, bilancio in rosso, si teme un aumento delle tariffe
di Luca Insalaco

Minori volumi di acqua e costi imprevisti per le manutenzioni rispetto ai bandi di gara. Equilibrio finanziario da ripristinare per Aps. Critici i rapporti con l’Ato 1

Tags: Servizio Idrico, Bilancio, Aps, Bandi



PALERMO – Andamento negativo per Acque Potabili Siciliane, gestore del servizio idrico integrato nell’Ato Palermo 1. Le difficoltà incontrate sul territorio dalla società si sono inevitabilmente riflesse nel bilancio di fine anno. La situazione di “squilibrio economico-finanziario” in cui la società opera da tempo ha finito così per appesantire anche i conti di Acque Potabili Spa, società che ne detiene il controllo con il 57 per cento delle azioni. “Il risultato netto dell’esercizio chiuso al 31 dicembre 2009 risente principalmente della svalutazione della partecipazione di Acque Potabili Siciliane per 7.056 mila euro” si legge in una nota del gruppo torinese.
 
Difficoltà che hanno incrinato i rapporti con l’Autorità d’Ambito Ottimale, tanto da rendere necessario avviare una procedura arbitrale per appianare le criticità emerse. “In particolare - ha reso noto Acque Potabili - la società ha sofferto minori volumi di acqua, minori del 23% rispetto alle quantità alla base della delibera n. 4 del 5 novembre 2008. A ciò si aggiunge l’incidenza negativa determinata - tra l’altro - dai costi di acqua all’ingrosso e dalle spese di manutenzione ordinaria e straordinaria, risultate superiori rispetto a quanto evidenziato nel bando di gara”.
 
Sono 52 i comuni palermitani serviti da Aps, con circa 435 mila abitanti serviti, ovvero il 75% degli abitanti residenti dell’Ato idrico, capoluogo escluso. Il piano di interventi per migliorare la qualità del servizio prevede investimenti per 850 milioni di euro circa, da attuare in un periodo di trent’anni.
 
Le associazioni che si battono per la ripubblicazione del servizio idrico, oltre a contestare gli scarsi investimenti operati finora, paventano anche che il ripristino dell’equilibrio finanziario possa essere indotto con un ulteriore incremento delle tariffe sui consumi. Intanto, l’Italia dei Valori ha lanciato una raccolta firme contro il “caro acqua”. “L’iniziativa - ha spiegato il commissario cittadino, Fausto Torta - è volta a imporre all’amministrazione comunale una repentina retromarcia sulla decisione di privatizzare il bene comune acqua, che avrebbe come conseguenza l’aumento stratosferico delle tariffe, andando ad incidere indiscriminatamente sopratutto sulle fasce più deboli già soffocate dalla crisi”. L’obiettivo dei dipietristi è raccogliere almeno mille firme in modo da presentare una delibera in Consiglio comunale.

Articolo pubblicato il 01 aprile 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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