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Quotidiano di Sicilia

I numeri parlano di “crisi generale”
di Angela Carrubba

Pubblicato nel Portale della Regione siciliana l’Annuario statistico regionale 2009. Una fotografia poco confortante. Anche rispetto ai dati del Sud del paese nell’Isola le grandezze “chiave” sono tutte sfavorevoli

Tags: Economia, Crisi, Occupazione, Pil



PALERMO - L’immagine della Sicilia come emerge dai dati dell’Annuario statistico regionale 2009 diffuso nel marzo scorso, presenta come di consueto le differenze strutturali già note e performance non incoraggianti della qualità sociale: il divario fra il tasso di occupazione regionale (44,1%) e quello nazionale (58,7%) o l’incidenza della spesa siciliana in R&S sul totale dell’Italia (4,4%) inferiore all’analoga, già scarsa, incidenza sul Pil del paese (5,6%). Si tratta di variabili per le quali  i valori recenti tracciano un percorso peggiorativo e per le quali il ciclo economico negativo non offre, a breve, prospettive di sensibile recupero. Per questo motivo l’evidenza statistica dovrebbe - per essere efficace - indurre i politici a modificare gli strumenti di intervento.

Nel momento in cui l’Annuario è stato stato elaborato sulla base dei dati disponibili, si rilevava nel corso del 2007, un segnale di rilancio dell’economia italiana che si estendeva anche alla Sicilia.
Secondo le valutazioni effettuate dall’Istituto di statistica, nel 2007 il Pil della Sicilia aveva raggiunto gli 86.179 milioni di euro correnti registrando un incremento monetario di circa il 2,7 per cento. La quota del Pil sul totale delle risorse, nel 2007, risultava pari al 78,4% contro il 78,7% dell’anno precedente.

Complessivamente, nel 2007, le risorse disponibili hanno registrato un incremento del 3% (nel 2006 la crescita complessiva era stata del 4,6%). Dal lato degli impieghi, nello stesso anno, si registravano incrementi sia nei consumi finali interni (+3,1%) che negli investimenti fissi lordi (+3,3%) sebbene emergesse anche in questo caso un decelerazione nel ritmo di crescita registrato nel 2006.

In Sicilia, il valore aggiunto ai prezzi base (ossia ai prezzi al produttore) conseguito nel 2007 era pari a 74.541 milioni di euro correnti con una crescita del 2,5% rispetto al 2006. Il contributo offerto dai servizi pubblici e privati alla formazione del prodotto si manteneva particolarmente elevato, raggiungendo una quota del 78,4 per cento nettamente superiore al dato medio nazionale (70,4 per cento). A fronte di ciò, conservava un ruolo relativamente modesto il valore aggiunto dell’industria in senso stretto, con una quota del 11,4 per cento contro il 21,4 per cento rilevato per l’apparato industriale dell’Italia in complesso.

Il prodotto interno lordo per abitante si è assestato nel 2008 al valore di 17.374 euro con un divario sfavorevole del 33,9 per cento rispetto all’Italia (26.278 euro). Rispetto all’anno precedente, il Pil pro capite era aumentato dell’1,5 per cento (264 euro in più), mentre rispetto al 2004 l’aumento era stato del 12,5 per cento, corrispondente a 1.934 euro correnti.
Per finire, un’occhiata al Rendiconto 2008 del bilancio regionale. Le spese in conto capitale, diminuite nel 2007 del 4,4%, rappresentano appena il 12,3% della spesa pubblica in Sicilia. La differenza tra le spese e le entrate complessive, pari a 18.264 milioni, dà un’idea dell’importanza che rivestono le risorse aggiuntive pubbliche nell’economia siciliana.
 

 
Spese correnti 2008 più 19,2% in conto capitale più 4,9%
 
PALERMO - Il capitolo 16 dell’Annuario 2009 della Regione riporta alcuni dati sui finanza pubblica tratti dal Bilancio consuntivo 2008.
“Le entrate accertate dalla Regione Siciliana nel 2008 si sono attestate a 19.064 milioni di euro ed hanno evidenziato un aumento del 15,1% rispetto all’esercizio finanziario 2007. Per quanto riguarda le spese, nel 2008, gli impegni complessivi sono aumentati del 15,9% rispetto al 2007, per un totale di 21.104 milioni di euro. Le spese correnti sono aumentate del 19,2%, con variazioni di rilievo per quanto riguarda le spese per il personale (+8,0%) ed i trasferimenti correnti ad amministrazioni pubbliche (+26,1%). Le spese in conto capitale hanno fatto registrare una crescita pari al 4,9%, ma il loro valore resta su livelli modesti rispetto all’ammontare delle spese correnti. Le spese derivanti dal rimborso dei mutui contratti dalla Regione ammontano a 228 milioni, pari all’1,1% delle spese complessive.
“Nel Rendiconto Generale 2008 della Regione l’analisi degli impegni di spesa analizzati per funzioni obiettivo, mostra che tra i settori produttivi spiccano i 412 milioni destinati all’agricoltura ed i 498 milioni destinati ai trasporti (il 2,4 della spesa totale). Le spese destinate ai Servizi Generali rappresentano il 18,2% delle spese della Regione, nonostante siano diminuite del 2,2% rispetto al 2007”.

Articolo pubblicato il 13 aprile 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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