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Quotidiano di Sicilia

Tra le occupazioni del nuovo millennio vanno forte Internet e green energy
di Giulia Cosentino

Le aziende cambiano il loro modo di selezionare: si punta su professionisti capaci di rischiare e di mettersi in gioco. Tra le figure più ricercate: informatici, web manager, promotori di sviluppo turistico-sostenibile

Tags: Formazione



Cosa ti piacerebbe fare da grande? Chi non si è mai sentito dire una frase del genere? Sicuramente in pochi. Da sempre il tema legato alle proprie aspirazioni o desideri viene fuori fin dalla tenera età, ma un conto è il sogno che si ha da bambini, un altro è il riscontro con la realtà.

Per prima cosa, al giorno d’oggi, è importante scegliere un percorso di studi che possa coniugare sia i propri interessi e ambizioni, che rispondere alla reale offerta del mondo del lavoro. Negli ultimi anni difatti, si fa fatica a trovare un equilibrio tra domanda e offerta: a volte la prima supera la seconda, ma c’è anche il rovescio della medaglia. Spesso il lavoro c’è, ma non viene adeguatamente accettato. Se gli “antichi mestieri” stanno via via scomparendo e viene sempre più difficile scegliere un percorso formativo che possa tramutarsi in opportunità lavorativa, su quali settori bisogna puntare? Quali sono le professioni del futuro? Dando un primo sguardo all’offerta attuale, emerge in primo piano la figura dell’agente assicurativo, dell’operatore call center, dell’informatico, frutto dei tempi che cambiano, dove la tecnologia si afferma quasi con prepotenza in tutti i campi.
Pare, tra l’altro, che il progresso della tecnologia, possa portare alla scomparsa delle classiche figure dell'impiegato di concetto e dell'operaio perché sempre più ricercati gli operai specializzati, i responsabili di contabilità ed amministrazione aziendale, ma soprattutto tutte quelle figure che abbiano a che fare con il mondo del web: web manager, web editor, web content, web writer.
Anche l’energia, l’economia ecologica e le “imprese verdi” stanno cercando di farsi sempre più strada all’interno del panorama occupazionale e di dotarsi di figure professionali legate al mondo dell’ambiente.

Attualmente va di moda l’espressione “green economy”. I cosiddetti “eco-lavori” impegnano oggi in Italia fra le 300 e le 450mila persone. Nei prossimi vent’anni  si parla di 100mila posti di lavoro nel campo delle fonti rinnovabili.
Tra le figure individuate in questo campo spiccano le più disparate e innovative: dal manager di impianti di acquacoltura ecocompatibile di qualità, al tecnico della qualità in agricoltura biologica, al progettista di manufatti edilizi a basso impatto ambientale, al promotore di sviluppo turistico sostenibile. Queste nuove professioni potranno trovare collocazione all'interno di un settore, quello dell'ambiente, che sembra ben funzionare dal punto di vista formativo e lavorativo.
Internet e ambiente sono quindi le professioni del futuro.

I più richiesti saranno gli ingegneri, ma la chiave del loro successo sarà nella specializzazione: ingegneria per l’ambiente e il territorio o in ingegneria chimica per lo sviluppo sostenibile.
Internet invece sarà la chiave del futuro per i lavori che riguardano la comunicazione e l'editoria.
Per quanto riguarda le aziende, cambia anche il loro modo di selezionare e scegliere la figura più consona a ricoprire un determinato ruolo. Si punta molto sulla creazione di figure professionali capaci di rischiare, di mettersi in gioco e di rivoluzionare il concetto classico di lavoro.
Sì quindi alla formazione, a una corretta scelta del percorso scolastico e universitario, ma occorre anche rischiare e mettersi in gioco.

Articolo pubblicato il 14 aprile 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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