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Controllo sui bilanci e atti da informatizzare
di Raffaella Pessina

Forum con Luciana Giammanco dirigente gen.le dipartimento Autonomie locali

Tags: Luciana Giammanco



Il dipartimento Autonomie locali deve svolgere attività di controllo sui Piani regolatori dei comuni. Come riuscite a monitorare la situazione?
“Non è facile gestire questa situazione. Il problema è che allegati ai bilanci preventivi e consuntivi, così come previsto dal decreto legislativo 17 del 2000, ci sono una serie di atti che sono obbligatori, quindi anche i Piani regolatori. Il dipartimento delle Autonomie locali effettua una vigilanza e un controllo, ma la Corte dei Conti ha diramato una circolare in ordine al regime contabile perché venga sollecitata l’accelerazione delle procedure che portino all’approvazione del documento finanziario, che poi è la vita dell’ente locale.”

Cosa succede se non viene approvato il bilancio?
“La mancata approvazione del bilancio preventivo determina una sanzione, che è lo scioglimento dell’organo, cosa che dovrebbe avvenire in realtà anche per il rendiconto. Inoltre, per legge, quando non viene approvato il rendiconto nel secondo anno precedente all’anno in cui si va ad approvare il preventivo, non si può approvare il preventivo stesso. La verità è che solo un vero documento finanziario permette il controllo dell’attività posta in essere dall’amministrazione comunale o provinciale.
Vi è una legge, la n. 44 del 1991 è una legge cardine, che dà la competenza all’assessorato agli enti locali di procedere nella attività accertativa o sostitutiva in tutti i casi in cui vi siano mancanze. Noi cerchiamo sempre, o almeno tentiamo, di dare quella attività di impulso in un clima di collaborazione,  non soltanto perché l’autonomia dell’ente locale è stata comunque statuita dalla costituzione, ma anche perché io ritengo sia la forma migliore di perseguimento degli obiettivi. Quando però si capisce che non c’è modo di raggiungere l’obiettivo collaborando, allora vi sono i mezzi opportuni che il dipartimento deve porre in essere. Comunque tutti hanno bisogno di stimoli, ma spesso il problema si presenta per una mancata comunicazione. La legge è stata predisposta in modo tale che il comune ha l’obbligo di comunicare, di rendere note le proprie azioni al dipartimento.”

Non pensa che sarebbe opportuno avere una banca dati con i bilanci di tutti gli enti locali?
“Io mi sono insediata da poco tempo e siccome ho il pallino dell’informatica non fine a se stessa, ma per una accelerazione delle procedure. L’informatica è informazione, quindi vi sarebbe la possibilità di ridurre di gran lunga il cosiddetto cartaceo. Mi piacerebbe istituire per esempio delle caselle di posta elettronica di sintassi comune, e magari su un provider della Regione. Pochi giorni addietro ho cominciato a riorganizzare il sito del dipartimento, facendo comparire il “funzionigramma”, per dare all’utente le informazioni il più velocemente possibile. Oltre a questo, il cittadino può accedere anche alla modulistica per esempio per l’accesso agli atti. Ritengo, comunque, per l’efficienza che vorrei dare al sito internet del dipartimento, di essere ancora in una fase embrionale.
Mi interessa molto l’opportunità di avere la Pec, la posta certificata verso i comuni. In questo modo elimineremmo tempi e spese. La Pec c’è già nel dipartimento, e ce l’hanno anche i comuni, ma non vi è compatibilità tra i due sistemi, perchè manca l’elemento che ci rendere riconoscibili per accedere uno alla lettura dell’altro. In pratica è come se parlassimo due lingue diverse. Per riconoscerci è necessario che l’organo nazionale ci metta in contatto. Ma questo sarà il nostro prossimo obiettivo. è necessario che i due termini  vigilanza e controllo siano combinati insieme. Perché vi sia il rispetto e il controllo delle regole bisogna avere un termine certo e quindi fino ad ora era necessaria la  raccomandata con ricevuta di ritorno.
La Pec eliminerebbe tutto questo, contraendo i tempi legati alla registrazione del protocollo, di spedizione, ecc. Se riuscissimo a creare una posta con sintassi condivisa, potremmo avere un indirizzo di posta istituzionale e permetterebbe a noi e a tutti gli altri dipartimenti di dialogare con i comuni.”

Articolo pubblicato il 20 aprile 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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Luciana Giammanco dirigente gen.le dipartimento Autonomie locali
Luciana Giammanco dirigente gen.le dipartimento Autonomie locali


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