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Ancora lontani gli effetti della riforma sanitaria
di Raffaella Pessina

Forum con Giuseppe Laccoto, presidente commissione Servizi sociali e sanitari Ars

Tags: Giuseppe Laccoto



Nell’ambito della sanità, della cui commissione all’Ars Lei è presidente, che cosa avete fatto e cosa intendete fare nei prossimi mesi?
“Sono presidente da un anno e lo sono diventato in un momento fra i più particolari, perchè abbiamo vissuto l’attuazione del pian di rientro della sanità e l’attuazione della legge n. 5, che è stata una legge molto travagliata. Abbiamo fatto molte sedute di commissione per pervenire ad un intento comune e poi il documento è stato ulteriormente modificato in Assemblea. Allora vi erano tre disegni di legge: uno gevernativo, uno presentato dal Pdl e il terzo, ma non ultimo era stato presentato dal Pd. In fondo questa riforma ha accolto alcune delle nostre proposte”.

Quali sono state le differenze tra il disegno di legge governativo e quello del Pd?
“Intanto il ddl governativo è arrivato dopo e in un certo senso si è rifatto al ddl del Pd, tranne alcune sfumature. In Aula si è poi arrivati alla creazione dei distretti ospedalieri, soprattutto per accontentare l’Udc. Come Commissione Sanità abbiamo avuto da parte dall’Assemblea il compito di essere informati sulla sicurezza nelle strutture ospedaliere e quindi mi sono trovato a fare diversi sopralluoghi”.

Quali sono le sensazioni che ha raccolto durante i sopralluoghi fra i medici, i quali si sentono giornalmente sotto scacco per le denunce che arrivano dai familiari dei pazienti?
“Questi sono fatti che stanno acccadendo negli ultimi tempi, ma io credo che la sanità abbia buoni medici in Sicilia. Quello che penso è che vi è stata in Sicilia troppa appartenenza ai partiti, che non ha sicuramente giovato alla sanità siciliana. Comunque  dobbiamo evitare gli eccessi e arrivare ad evitare l’ospedalizzazione del paziente. Il sistema è ancora sperimentale, quindi non compiuto e passeranno almeno due o tre anni per arrivare a sentire gli effetti della riforma. Ritengo che sia proprio questo il punto da focalizzare. Sono i territori che devono crescere. I Pta (presidi territoriali di assistenza, ndr) dovrebbero operare per arrivare ad evitare il ricovero. Quando si va in ospedale, bisogna essere già pronti per sottoporsi all’intervento. Oggi invece il ricovero avviene qualche giorno prima per effettuare gli esami di rito. Cose che dovrebbero essere fatte a monte, in strutture apposite, e si ariverebbe al risparmio dei posti letto. Il punto principale di questa riforma è proprio questa interazione tra struttura ospedaliera e territorio. La riforma  andrà a compimento solo nel momento in cui comincerà a funzionare la prevenzione sul territorio.
È chiaro che per la diagnostica servono macchinari altamente tecnologici. Io penso che in questo ultimo anno anche la Commissione con la dotazione dei fondi Fesr, che servivano sia per rinnovare le strutture ospedaliere, che per il rinnovamento dei macchinari, ha fatto in modo che venissero destinati 130 milioni di euro. Tali fondi sono riservati ai comuni con una popolazione superiore a 30.000 abitanti. Lo Stato inoltre stanzia per la Sicilia nel settore sanità un cifra pari a 800 milioni di euro, che saranno di grande supporto per migliorare strutture ed attrezzature per ora carenti.
L’Art 20 dovrà essere programmato da qui a qualche mese e gli effetti si potranno vedere un po’ più in là. In questa legislatura la Commissione Sanità ha svolto 94 sedute, vere e proprie, non durate qualche minuto, ma intere giornate, con dibattiti ed audizioni. Nelle decisioni la Commissione ha quasi sempre raggiunto le soluzioni giuste e approvato le leggi all’unanimità. Oltre alla riforma della sanità, in Commissione sono state approvate altre leggi fra le quali: la legge che istituisce la conferenza permanente per la programmazione sanitaria e sociosanitaria, che non c’era mai stata. La mancanza di questa legge, tra l’altro, aveva provocato l’impossiblità a rimuovere di direttori generali. Altre leggi approvate riguardano gli istituti di ricovero a carattere scientifico, le nuove professioni sanitarie, interventi per le farmacie rurali nelle isole minori e gli interventi per la brucellosi animale”.
 

 
Avviate indagini e azioni risolutive ma bisogna anche ripianare i debiti
 
L’attività svolta non riguarda solo l’approvazione delle leggi. Quali altre attività avete fatto?
“Abbiamo esaminato 44 richieste di parere su atti amministrativi rilevanti ed approvato 7 risoluzioni di iniziativa parlamentare su materia sanitaria. Abbiamo effettuato 123 audizioni di vari soggetti rappresentativi di una vasta platea di oepratori. è stata avviata un’indagine conoscitiva che ha portato la commissione ad avviare azioni risolutive in talune vicende locali come Lentini, Mazzarino, Ribera, Caltagirone e Messina.
E poi il prossimo obiettivo riguarda il piano sanitario regionale, che il Presidente Lombardo mi ha detto essere già pronto e per i quale la Commissione avrà parere vincolante.
Il psr dovrà partire dai fabbisogni del territorio e in quella occasione cercheremo di correggere qualche errore che probabilmente è stato fatto in questi decreti.
In passato c’erano 8, 8 miliardi di euro all’anno per la spesa sanitaria: con la finanziaria 2010 siamo riusciti a scendere di 700 milioni di euro, scendendo a 8, 100 miliardi di euro. Questa revisione ci ha permesso di ottenere credibilità con il Governo nazionale che ha già dato di fatto la prima tranche di 900 milioni di euro ed altri 450 milioni con l’ultima verifica che è stata effettuata il 23 marzo.
Gran parte di questo denaro purtroppo servirà per ripianare i debiti, perché in precedenza le spese per la sanità erano folli, situazione che ha pesato non poco sull’economia siciliana”.

Articolo pubblicato il 23 aprile 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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Giuseppe Laccoto, presidente commissione Servizi sociali e sanitari Ars
Giuseppe Laccoto, presidente commissione Servizi sociali e sanitari Ars