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Ragusa - Un giro di vite sugli alloggi Iacp tra sfratti e graduatorie definitive
di Gaetano Piccione

Il presidente Cultrera: “Pagare un preciso dovere sociale, non abbiamo altri contributi o introiti”. Ragusa, Scicli e Vittoria: dopo le proroghe concesse, si liberano gli appartamenti

Tags: Ragusa, Scicli, Iacp



RAGUSA - È di questi giorni il primo sfratto per morosità al lotto 88 di via Pio La Torre di Ragusa. L’inquilino aveva avuto diverse proroghe da parte dello Iacp che, a più riprese, aveva invitato l’assegnatario a rateizzare il cospicuo debito, non avendo pagato il canone da diversi anni. Ogni tentativo, purtroppo, è stato vano, per cui l’Istituto ha dovuto procedere allo sfratto. L’alloggio liberato sarà messo a disposizione del Comune, che avrà il compito di assegnarlo a un nuovo assegnatario, in attesa d’una casa e registrato nella graduatoria.
A Scicli, invece, dopo la proroga di tre mesi, concessa al Comune per redigere e pubblicare la nuova graduatoria, s’è proceduto allo sfratto d’un abusivo in via Don Carlo Gnocchi al lotto 6.

“Abbiamo ripreso gli sfratti su Scicli - ha commentato il Presidente, avv. Giovanni Cultrera - dove avevamo fermato la nostra azione perché il sindaco ci aveva chiesto una proroga di tre mesi per redigere e pubblicare la nuova graduatoria, già predisposta. Il prossimo è programmato per il 13 maggio in via Passiflora, così come programmati, nello stesso mese, sono gli altri sfratti a Modica al corso Sandro Pertini e a Vittoria in contrada Fanello con l’abusivo che ha occupato l’alloggio liberato l’8 gennaio".

“Mi auguro - ha continuato Cultrera - che il comune di Vittoria, questa volta, sia in grado di assegnare l’alloggio, come mi auguro che sia pronta, dopo vent’anni, la nuova graduatoria e che non diventi una storia infinita.”
“Lo sfratto per morosità che l’Istituto ha dovuto eseguire - ha concluso Cultrera - mi rattrista perché non si tratta d’un abusivo, ma d’un assegnatario; la legge, però, è uguale per tutti. Abbiamo concesso allo sfrattato diverse proroghe, perché comprendiamo il momento difficile e particolare, lo abbiamo invitato a rateizzare il debito sino a 72 mesi, così come deciso dal Consiglio di Amministrazione, ma ogni tentativo è stato vano. I morosi, se non regolarizzeranno la loro posizione debitoria, saranno trattati allo stessa stregua degli abusivi. Lo Iacp non beneficia né di contributi nè di finanziamenti statali e regionali e i canoni di locazione sono l’unica fonte d’introito che ci assicura le risorse per la costruzione e la manutenzione degli alloggi. Pagare il canone, poi, è un preciso dovere sociale”.

Articolo pubblicato il 30 aprile 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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