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Messina - Giostra e Annunziata, il progetto è in conflitto coi lavori del Ponte
di Francesco Torre

Il collettore Nord degli svincoli (3° lotto) ormai quasi finito, sarebbe sventrato da una bretella. Per salvare i campetti dell’Università, un modifica dai costi incalcolabili

Tags: Messina, Ponte Di Messina, Pietro Ciucci, Giuseppe Buzzanca



MESSINA - È ormai una certezza: il progetto del Ponte di Messina prevede lo sventramento degli svincoli di Giostra e Annunziata, e tutto questo in virtù della variante votata dal consiglio comunale per salvare la Cittadella Universitaria. Sì, è così, per quanto possa sembrare assurdo. Per un paio di campetti di calcio si procederà ad una modifica dai costi incalcolabili che inciderà per giunta sulla costruzione di una delle più inquietanti incompiute della città, probabilmente l’opera pubblica ad oggi più necessaria per la città. Ma andiamo con ordine perché la vicenda è elaborata e contiene numerosi passaggi, non sempre lineari.

Il Consiglio Comunale. A gennaio Palazzo Zanca aveva approvato la delibera delle opere compensative alla costruzione del Ponte, ma con alcune modifiche al progetto (progetto peraltro ancora in itinere nonostante la presentazione ufficiale propagandistica di qualche mese fa). Tra queste, la variante “Cittadella Universitaria dell’Annunziata”, chiesta a gran voce dal Rettore visti i recenti investimenti dell’Ateneo in quell’area. Decisione dalle conseguenze prevedibili quanto catastrofiche.

La società Stretto di Messina. “La variante, il cui sviluppo è pari a 3,5 km, prevede uno spostamento di circa 250 metri a monte del tracciato originale e comporta la necessità di ridisegnare lo svincolo dell’Annunziata e l’esigenza di modificare il raccordo tra l’asse autostradale di collegamento al Ponte ed il collettore nord compreso tra lo svincolo di Giostra e Annunziata”. La comunicazione ufficiale a firma di Pietro Ciucci arriva a Palazzo Zanca. Apriti cielo.

Dirigenti del Comune. Malauguratamente la palla passa a loro. “Interventi radicali sulla galleria Giostra – Annunziata non sono tecnicamente possibili se non con una modifica dell’opera che ne condizionerebbe la fruibilità”, commenta Mario Pizzino, responsabile unico del procedimento del III lotto degli svincoli, il cosiddetto collettore nord ormai quasi finito ma che dovrebbe essere sventrato dalla bretella del Ponte. “La variante non c’entra nulla con l’innesto nella galleria. Innesto che era previsto fin dal primo progetto preliminare del Ponte, che risale al ‘92”, replica Giovanni Caminiti, dell’ufficio Programmi complessi del Comune.

Il vertice e il compromesso. Questo, infine, quanto deciso tra la Stretto di Messina, l’Anas e Palazzo Zanca.  Il Comune terminerà il collettore nord e lo aprirà al traffico. Nel giro di qualche anno l’Anas ci costruirà accanto la necessaria seconda canna. Finita questa, si chiuderà il collettore (ma solo la prima galleria) per realizzare l’innesto alla bretella del Ponte. E tutto questo per un paio di campetti di calcio di uno degli Atenei, viste le classifiche, peggiori d’Italia.



Le incongruenze. La mano destra non sa cosa fa la sinistra
 
Messina - Il sindaco Buzzanca tira un sospiro di sollievo: “Mi sembra una buona soluzione”, commenta infatti dopo il vertice finale. A ben pensare, però, non c’è proprio nulla da stare allegri. Innanzitutto perché sul collettore nord stanno per partire appalti da oltre 5 mln di € che non si sa se saranno spesi invano. E poi perché la vicenda ha permesso per l’ennesima volta di verificare il dilettantismo e l’indolenza dei dirigenti di Palazzo Zanca.
Perché se le cose stanno come ce le hanno raccontate le verità sono due: in primis l’ing. Pizzino ha portato avanti un progetto (quello del terzo lotto degli svincoli) che si sapeva già dal ‘92 sarebbe stato parzialmente distrutto dal Ponte; in secondo luogo, nessuno di quelli che sapevano di quest’incongruenza (ing. Caminiti compreso) l’ha mai denunciata né fatta presente agli organi competenti. Ultima annotazione a margine: anche la Cittadella Universitaria è stata costruita recentemente. Chi l’ha progettata, e ancor più il Comune che l’ha autorizzata, non era a conoscenza del progetto del Ponte?

Articolo pubblicato il 05 maggio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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