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Palermo - Gesip, partecipata in rovina. La giunta adesso è alle strette
di Luca Insalaco

L’azienda perde 900 mila € al mese. Le spese per il personale assorbono quasi per intero il bilancio. Il presidente Enea chiede la liquidazione. Il Comune potrebbe ricapitalizzare

Tags: Palermo, Partecipate, Gesip, Pippo Enea, Davide Faraone



PALERMO – La Gesip si avvia ad essere liquidata. Il presidente Pippo Enea ha inoltrato al Tribunale di Palermo la richiesta di messa in liquidazione dell’ex-municipalizzata che, tra le altre cose, si occupa di manutenzione e cura del verde. Una mossa ormai non più rinviabile questa, dato che la società ha eroso tutto il patrimonio aziendale e che mette alle strette la giunta municipale. L’esecutivo ha ora un mese di tempo per portare in pari il capitale sociale dell’azienda e approvare l’adeguamento del contratto di servizio con il Comune di Palermo, passando da 58 a 71 milioni di euro, salvandola così dal fallimento. A quel punto la palla infuocata passerebbe al Consiglio comunale, chiamato ad approvare nel più breve tempo possibile il bilancio di previsione.

“Ci auguriamo – ha detto il consigliere del Pd, Davide Faraone - che anche questa volta non venga utilizzata dal Sindaco e dal centrodestra, la legittima preoccupazione dei lavoratori per forzare la mano al Consiglio comunale, proponendo nuovi aumenti delle tasse per sopperire ai danni da loro stessi creati”. L’intenzione dell’esecutivo, infatti, era quella di aumentare ulteriormente la Tarsu per reperire le risorse atte a tappare la falla nei conti dell’azienda.

Dall’opposizione, invece, si è levata a più riprese la richiesta di internalizzare i servizi ed assorbire il personale di via Toselli. “L’operazione avrebbe consentito al Comune di risparmiare circa 15 mln di euro fra Iva e spese varie di Cda, sponsorizzazioni e pubblicità. Nel frattempo nulla è stato fatto e la situazione si è compromessa in maniera gravissima”, ha osservato Faraone. Già il solo distacco del personale, secondo Fabrizio Ferrandelli, avrebbe effetti benefici per le casse e l’organizzazione di Palazzo delle Aquile: “Basta citare il caso del Settore Ville e Giardini – ha detto il capogruppo dell’Italia dei Valori - dove a fronte di un organico di 240 unità quest’anno andranno in pensione circa 200. L’utilizzo dei lavoratori Gesip consentirebbe di mantenere l’attuale dotazione organica del Settore garantendo tutti i servizi ai quali è preposto”.

La Gesip, costituita nel 2001 anche per far fronte all’emergenza occupazionale del capoluogo, perde circa 900 mila euro al mese. Il costo del personale (circa 45 milioni di euro, per 1900 dipendenti, ai quali si sommano i compensi dei vertici societari) assorbe pressoché interamente il bilancio aziendale.
 

 
Servizi e scandali. Assenze da record e dipendenti impegnati “altrove”
 
PALERMO – Una gamma di servizi che va dai servizi cimiteriali a quelli amministrativi, dalle manutenzioni alla cura del verde pubblico, da quelli di pulizia alla custodia, la Gesip non ha mancato di balzare agli onori della cronaca per vicende legate al suo personale, composto da circa 1900 unità. Risale allo scorso anno, ad esempio, il caso dell’operaio che risultava presente al lavoro pur svolgendo le sue mansioni in servizio distaccato presso il molo di Palermo, curando la barca di proprietà della famiglia del sindaco Cammarata. Solo qualche giorno fa, poi, i Carabinieri hanno colto in flagrante un dipendente che la mattina timbrava regolarmente il cartellino per poi andare a vendere panelle e crocchè in una friggitoria, peraltro con addosso la felpa con il logo “Gesip-servizi per Palermo”. La percentuale di assenteismo dei dipendenti Gesip nel 2008 si è attestata al 14,7 per cento. Un record tra le aziende comunali.

Articolo pubblicato il 12 maggio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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