Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia � su Twitterrss qds

Quotidiano di Sicilia

Priolo: Legambiente contesta i dati “virtuosi” di Agenda 21
di Giuseppe Solarino

Relazione sulla salute dell’ambiente nel territorio siracusano dell’industria petrolchimica. Scarsa qualità dell’aria dovuta a fattori microinquinanti non ancora monitorati

Tags: Ambiente, Legambiente, Giuseppe Giaquinta, Agenda 21, Petrolchimico, Priolo



PRIOLO (SR) - Alcuni giorni addietro la commissione ambiente di Agenda 21 locale ha consegnato al Comune di Priolo la sua relazione sullo stato dell’ambiente nel territorio. Si tratta dei dati, raccolti nell’arco di un anno di lavoro, forniti oltre che dallo stesso Comune anche da molti altri enti. In base a detti dati si evince che i tassi dell’inquinamento atmosferico nel territorio di Priolo rientrano nei parametri fissati per legge.

Tuttavia questa conclusione viene contestata da parte della sezione priolese di Legambiente presieduta da Giuseppe Giaquinta. Quest’ultimo, infatti, afferma che: “I dati del Forum di Agenda 21 non sono così ottimistici, anzi tutt’altro. La conferma che l’inquinamento non è stato mai eliminato arriva dal rapporto redatto dalla Provincia sulla qualità dell’aria nella zona industriale. In questo rapporto purtroppo si riscontra ancora una scarsa qualità dell’aria. È vero - prosegue Giaquinta - che nel corso dell’ultimo decennio, i risulti mostrano un evidente trend della riduzione dei macroinquinanti presenti. Ciò è dovuto ad una legislazione più stringente, ai controlli più accurati e, soprattutto, alla dismissione e alla riconversione di diversi impianti, tra i quali la vecchia centrale ad olio combustibile dell’ex Agip ora Erg Nu.Ce. (nuova centrale) che è stata trasformata a metano con la tecnologia innovativa turbogas ad alto rendimento. Inoltre c’è da tenere in considerazione anche il calo delle produzioni.

Tuttavia - conclude Giaquinta - la qualità dell’aria non può dirsi migliorata in maniera consistente tanto essere percepita, dalle popolazioni residenti, come meno cattiva del passato. Fra, l’altro, rimangono non monitorati i microinquinanti, che caratterizzano le aree industriali petrolchimiche, di raffinazione, di produzione di cemento, di energia termoelettrica, di incenerimento e discarica di rifiuti pericolosi, tra i quali sono da annoverarsi gli Ipa (Idrocarburi policiclici aromatici), la variegata gamma dei metalli pesanti e le diossine”.

Tenendo presente che il polo industriale siracusano è costituto prevalentemente da tre raffinerie e da alcuni impianti petrolchimici come la Polimeri Europa e la Sasol Italy, è logico che la maggior parte di inquinamento da idrocarburi derivi proprio da queste tipo di aziende. In particolare al rilascio in atmosfera di tali prodotti contribuiscono lo sfiato delle centinaia di serbatoi di stoccaggio di petrolio grezzo, di semilavorati e di prodotti finiti quali gpl, benzine, kerosene e gasoli, le perdite di flange, valvole, e tubazioni oltre che le fiaccole ed i camini.

Complessivamente si stima che queste perdite siano dell’ordine di alcune decine di migliaia di tonnellate anno. Nei procedimenti in atto, per l’ottenimento dell’Aia (Autorizzazione integrata ambientale), le aziende del petrolchimico che ancora non ne sono dotate, dichiarano che adotteranno misure per ridurre in modo consistente le attuali emissioni.

Beniamino Scarinci, che ha presenziato in qualità di assessore comunale di Priolo alla riunione del Forum Ambiente di Agenda 21, ha affermato che: “Dai dati diffusi da Agenda 21, che si rifanno al monitoraggio dell’Arpa, l’inquinamento dell’aria e dell’acqua rientra nella normalità”. Al fine di implementare i dati, sempre l’assessore Scaringi, propone di potenziare i controlli per il rilevamento dei cosiddetti Btx (Benzene, Toluene e Xileni), assai pericolosi per la salute dell’uomo e dichiara: “Ci sono due centraline della rete provinciale capaci di rilevarli, ma sono entrambe distanti dal centro abitato perchè si trovano una a San Cusumano e una al Ciapi, mentre a noi serve sapere qual è la qualità dell’aria in città se vogliamo tutelare la salute dei nostri concittadini”.

Articolo pubblicato il 13 maggio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus