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Quotidiano di Sicilia

I siciliani nella morsa dell’usura. Agrigento, Enna e Messina la città più a rischio
di Dario Raffaele

L’ultima ricerca dell’Eurispes mostra il quadro di un’Italia “incravattata”. Il Sud più colpito dal fenomeno. Toccate sia le famiglie che le imprese. I commercianti sono le prime vitttime

Tags: Usura, Eurispes



CATANIA - Il Belpaese si sta rilevando sempre più “incravattato”. Ostaggio, nella morsa della crisi economica, dell’usura e della criminalità organizzata. A rilevarlo è, in un’indagine, l’Eurispes che definisce l’usura un “credito in nero” e stila una particolare classifica delle regioni più a rischio secondo l’Iru, l’Indice di rischio usura.

Secondo questo particolare indice, particolarmente a rischio risultano essere le province della Calabria (tutte nelle prime sei posizioni della graduatoria), della Campania (a rischio “Alto” tutte le province, ad esclusione di Napoli), e della Sicilia (quattro province a rischio “Alto” - Agrigento, Enna, Messina e Caltanissetta -  cinque province a rischio “Medio-Alto” - Siracusa, Trapani, Palermo, Catania, Ragusa).
Nella classifica regionale del rischio usura la Sicilia si colloca al quinto posto (con un indice di rischio del 78,2) dietro a Calabria (prima con un rischio pari a 97,1), Campania, Basilicata e Molise.

Dal lato della domanda, mette in rilievo lo studio Eurispes, l’usura in questo momento riguarda sia le famiglie che le imprese, dato che le necessità di finanziamento possono avere origine sia da esigenze di consumo che da esigenze legate all’attività produttiva. Ovviamente tra le imprese, le più colpite sono quelle medio-piccole e tra queste, in particolare, quelle operanti nei settori che, per motivi legati alla congiuntura economica o all’evoluzione strutturale dell’intero sistema economico, sono in crisi e più facilmente si trovano in condizioni di difficoltà nel reperire finanziamenti.

Ad essere maggiormente colpita dall’usura, sempre secondo la ricerca, risulta essere la categoria dei commercianti, ma il raggio d'azione del fenomeno interessa numerosi altri soggetti: famiglie bisognose, anziani, piccoli commercianti e piccoli imprenditori, fasce più deboli della popolazione.

Circa un terzo degli intervistati o delle loro famiglie (34,2% del totale) si è rivolto, negli ultimi tre anni, a forme di finanziamento esterno e, più precisamente, a prestiti bancari, ritenendo l’accesso al credito bancario l’unico modo per sostenere il proprio tenore di vita o, più in generale, per poter far fronte a spese per l’acquisto di beni e servizi vari.
Nel Centro Italia, nel Sud e nelle Isole, la percentuale di quanti hanno richiesto negli ultimi tre anni un prestito bancario è superiore alla media e, rispettivamente, pari al 38,6%, 35,2% e 35,3% del totale.

La necessità di chiedere un prestito bancario cresce in funzione della classe di età di appartenenza, passando dal 27,7% di chi ha tra 18 e 24 anni, al 38% tra 45-64enni, per poi ridursi di oltre otto punti percentuali tra gli over65 (29,5%). Le persone che vivono una condizione di maggiore difficoltà economica, perché in cerca di nuova occupazione, sono quelle che si rivolgono più spesso alle banche (37,8%) insieme a quanti sono invece già occupati (37,7%), mentre le percentuali minori si riscontrano tra casalinghe/i, studenti e pensionati (rispettivamente 28,2%, 27% e 26,3%).

Le richieste più frequenti sono per prestiti bancari diretti all’acquisto della casa (mutui ipotecari) o per saldare prestiti contratti con altre banche/finanziarie (rispettivamente 47,7% e 33,2%). Sotto la soglia del 20% si attestano i prestiti bancari erogati per matrimoni o altre ricorrenze (17,7%), per spese di carattere medico e vacanze (rispettivamente 10,6% e 1%).
 

 
Come si calcola il tasso di usura. Per uscirne bisogna denunciare
 
CATANIA - La soluzione per uscire dal labirinto dell’usura è non avere paura e trovare la forza di parlare chiedendo aiuto alle istituzioni a cui ci si deve affidare; solo a quel punto l’usurato può essere l’artefice di una sua ritrovata libertà denunciando l’usuraio. Le recenti normative, fra cui la L. 7/03/96, n. 108 - Disposizioni in materia di usura - Pubblicata nella G.U. 8/03/96, n.58 forniscono strumenti concreti ed efficaci per aiutare chi è in difficoltà ad evitare il ricorso all’usura. Dal sito del ministero dell’Interno si legge: “Per capire se chi presta denaro lo fa a tassi d’usura occorre verificare che il tasso d’interesse praticato nel finanziamento non superi il “tasso soglia”, che si ottiene aumentando del 50% il tasso effettivo globale medio (TEGM) relativo alla categoria di operazioni alla quale appartiene il finanziamento effettuato. Tutti i Tegm sono indicati nell’apposita “Tabella di rilevazione”, (Decreto pubblicato nella gazzetta Ufficiale serie generale n. 226 del 28-9-07) aggiornata e pubblicata ogni trimestre sulla G.U. con D.M. del Tesoro ed esposta, per legge, in ogni sede o sportello aperto al pubblico di banche e intermediari finanziari non bancari”.

Articolo pubblicato il 18 maggio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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