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Per il turismo la crisi non conosce “confini”. Gli stranieri abbandonano la nostra Isola
di Michele Giuliano

Sono soprattutto i visitatori di altre nazionalità che snobbano sempre più la Sicilia come destinazione per le vacanze. Nel mese di aprile ci hanno fatto visita il 35% in meno di tedeschi e il 32% di inglesi

Tags: Turismo



PALERMO - Continua la fase negativa del turismo siciliano e Taormina è lo specchio di questa crisi. Lo dimostrano i dati elaborati dall’Azienda soggiorno e turismo. Nel dettaglio il calo, rispetto allo stesso periodo del 2009, si è attestato al 7,56 per cento. Questo vuol dire che le presenze considerate perse sono arrivate a diverse migliaia.

In questo stato di cose gli alberghi continuano a registrare cali senza precedenti e, di contro, i lavoratori (secondo quanto più volte denunciato dai sindacati di categoria) sono costretti ad accettare contratti sempre meno favorevoli. Al momento, inoltre, non sono noti  i dati della disoccupazione e della sottoccupazione. Considerazioni che servono, principalmente, a dimostrare che a soffrire maggiormente per la crisi sono le classi più deboli.

Per quanto riguarda il solo mese di aprile 2010, i dati dell’Aast si presentano in linea con quanto registrato nel mese di marzo. Sono andate perdute oltre 7 mila presenze rispetto al 2009, in particolare la diminuzione è dell’11,18 per cento, dato da un -17,75 per cento di stranieri e da +10,22 per cento di italiani. Nonostante lo 0,35 per cento di incremento, emerso in conseguenza dalle appena trascorse festività pasquali, l’analisi dei dati si presenta in maniera assolutamente omogenea con quanto registrato nel 2009.

Crescono le presenze italiane, che però non compensano a sufficienza la crisi permanente sui mercati stranieri. “Infatti, purtroppo, continuano a perdere quote considerevoli (nel mese di aprile, ndr) – commenta Antonio Belcuore, dirigente dell’assessorato regionale al Turismo - il turismo di marca anglosassone (-32,19 per cento), tedesco (-35,03 per cento), spagnolo (-20,56 per cento), giapponese (-10,56 per cento); né possono fungere da contraltare nell’economia della destinazione gli incrementi della Svizzera (+16,79 per cento), della Polonia (+90,96 per cento), dell’Irlanda (+16,23 per cento) e del Brasile (+46,56 per cento)”.

Sul mercato italiano, oltre la Sicilia, ormai vero punto di forza di Taormina, crescono quasi tutte quelle regioni che hanno un collegamento aereo diretto con l’aeroporto di Catania”. Il dato negativo condiziona anche l’intero quadrimestre, che presenta una diminuzione del 7,56 per cento, rispetto allo stesso periodo del 2009, ed in particolare gli stranieri (11,52 per cento e gli italiani +4,58 per cento). Si evince che i turisti “storicamente” più facoltosi sembra lasciare la Sicilia per far spazio a chi invece solitamente non investe molto denaro per la sua vacanza.
 


I dati. Nel primo quadrimestre tanti inglesi in meno
 
PALERMO - Nel primo quadrimestre dell’anno i segnali positivi vengono da: Austria (+12,46 per cento), Belgio (+7,57 per cento), Irlanda (+12,63 per cento), Polonia (+58,40 per cento), Spagna (+9,87 per cento), Svizzera (+10,11 per cento), Brasile (+35,42 per cento), mentre per i flussi storici della destinazione Taormina continua la tendenza negativa (Regno Unito -37,30 per cento, Germania -14,15 per cento, Francia -7,77 per cento, Stati Uniti -10,03 per cento, Giappone -4,15 per cento). Altro dato che va analizzato con attenzione è la tendenza sempre più costante alla diminuzione delle giornate vacanza. Infatti la permanenza media ormai si attesta a 2,72 giornate. In pratica, negli ultimi 10 anni, il calo risulta essere di quasi il 40 per cento. “Dati sui quali - secondo Belcuore - occorrerebbe soffermarsi quando si pensa di impostare politiche di programmazione in una destinazione come Taormina, nella quale il turismo rappresenta la fonte principale di reddito”.

Articolo pubblicato il 22 maggio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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