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Catania - Il triste destino di viale Bernini tra vagabondi, degrado e rifiuti
di Antonio Borzì

Furono acquistate dieci anni fa dal Comune per 4 miliardi di lire: avrebbero dovuto ospitare degli uffici. In quella strada ben cinque palazzine abbandonate fra il disinteresse generale

Tags: Catania, Viale Bernini



CATANIA - Una via che collega il quartiere di Picanello con piazza Michelangelo e che ospita cinque palazzine. Una lunga fetta d’asfalto che sugli stradari cittadini si chiama viale Bernini e rappresenta una delle realtà abbandonate della città, una di quelle zone franche dove regna sovrana l’illegalità e di cui di tanto in tanto si sente parlare in coincidenza di qualche appuntamento elettorale.

Il complesso di viale Bernini è uno scheletro fatiscente e che perde di continuo pezzi, rappresentando un pericolo non indifferente per i passanti. Un organismo che va in putrefazione nel disinteresse generale. Disinteresse degli abitanti della zona, che ormai da troppi anni sono abituati a confrontarsi con quest’agglomerato di ormai ex appartamenti, e di un’amministrazione comunale che sembra non annoverarlo fra le sue proprietà.

Le cinque palazzine furono acquistate ormai dieci anni fa dal Comune di Catania, una cifra non indifferente di 4 miliardi di vecchie lire gettata rapidamente nella spazzatura. In origine, in viale Bernini si sarebbero dovuti sistemare gli uffici dell’Urbanistica ma, come spesso accade, non se ne fece nulla.

Oggi quei locali sono oggetto dell’intervento continuo di vandali, senzatetto e di tutta quella fetta di popolazione dimenticata della città. Infatti, nonostante i tentativi di bloccare gli accessi al complesso, al suo interno si intravedono spesso nei primi piani delle figure che vi risiedono. Sotto i portici, poi, si riuniscono nelle ore serali i drogati che desiderano bucarsi nel centro cittadino. Un posto perfetto dove nascondersi senza andare lontano, nel salotto di quella Catania bene che spesso chiude un occhio semplicemente per non essere disturbata.

Il tutto, oltre all’ovvia problematica sociale, mette in primo piano anche il rischio che giornalmente si corre per l’incolumità degli abitanti abusivi. Le palazzine, infatti, perdono continuamente pezzi e a ricordarlo sono alcune barriere in metallo che vogliono evitare ai pedoni il passaggio sotto i portici. I calcinacci si staccano dalla struttura accumulandosi nel terreno diventato, nel corso del tempo, una discarica a cielo aperto.

E non c’è solo questo a viale Bernini. Quasi a sottolineare come in questa fetta di Catania non vi sia controllo e soprattutto programmazione, di fronte alle palazzine sorge un lungo spiazzale abbandonato che, anche in questo caso, ai grandi progetti ha risposto con il nulla. Macchine parcheggiate, cani randagi a passeggio, sterpaglie e gli immancabili rifiuti prendono il posto del campo da gioco e dell’anfiteatro che si sarebbero dovuti costruire nei 5mila mq a disposizione. Il tutto anche in questo spolverato in occasione delle elezioni.

Non resta che la speranza che prima o poi qualcuno si ricordi di questa zona fantasma di Catania o che almeno si intervenga in qualche modo per evitare i pericoli che potrebbero far pronunciare quell’espressione di “tragedia annunciata” che in questa città si potrebbe applicare in molti luoghi.

Articolo pubblicato il 25 maggio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Facile introdursi fra le vetrate rotte (ab)
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Sotto i portici il pericolo di crollo è costante (ab)
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