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Quotidiano di Sicilia

Rumori e sfiaccolamenti ripetuti, proteste nel Triangolo della morte
di Giuseppe Solarino

Il presidente della commissione d’indagine per la sicurezza, Biamonte: “Le aziende risarciscano i cittadini”. I residenti a Priolo da mesi disturbati dalle industrie. E il fenomeno ora si è esteso

Tags: Priolo, Melilli, Augusta, Triangolo Della Morte, Erg, Petrolchimico, Alessandro Biamonte



AUGUSTA (SR) - In questi ultimi mesi si sono succeduti nell’area del triangolo industriale Priolo-Melilli-Augusta degli eventi che normalmente dovrebbero essere episodici, ma che invece si sono ripetuti per giorni. È il caso di rumori assordanti, provenienti dalle industrie, che principalmente vengono avvertiti dalla popolazione di Priolo, a causa delle vicinanza agli impianti, ma che è possibile udire anche ad Augusta e Melilli. Verso la fine di febbraio già si sono verificati eventi del genere che poi si sono ripetuti anche successivamente, e in quella occasione si è costituita a Priolo una speciale commissione di indagine per la sicurezza nella zona industriale.

In queste settimane ai rumori si sono aggiunti anche dei frequenti sfiaccolamenti delle industrie, che si ripetono quasi ogni giorno ed a tutte le ore. Si sono registrati dei fuoriservizi agli impianti di Erg Nord ed Erg Sud, rumori assordanti da Isab Nord, cattivi odori da Isab Sud, sfiaccolamenti con fiamme e pennacchi di fumi neri altissimi. La notte del 13 maggio è stata la volta degli impianti della raffineria Esso che hanno prodotto uno sfiaccolamento di grande entità che ha destato forti timori tra la popolazione dei tre comuni della zona industriale. A seguito di tutte queste vicende il presidente della commissione di indagine per la sicurezza nella zona industriale, Alessandro Biamonte, ha chiesto che: “Le aziende del petrolchimico risarciscano i cittadini per le paure, per le notti passate in bianco a causa dei fuori servizio, per i continui rumori, per tutte le volte che i cittadini sono stati costretti ad abbandonare la propria casa, per la paura che vive quotidianamente un genitore per la salute del proprio figlio, per le proprie abitazioni che valgono sempre meno”.

Biamonte si ripropone di intraprendere un’azione legale nei confronti della aziende del petrolchimico per tutti questi danni subiti dalla popolazione priolese e di ciò verrà interessato il difensore civico Paolo Carpinteri. Di questo si è discusso nel corso dell’ultima riunione tenutasi dalla Commissione e che, per l’appunto, ha avuto come ordine del giorno “Patema d’animo del cittadino”. Biamonte ha illustrato i motivi dell’iniziativa facendo riferimento a numerose sentenze per cui i cittadini sono stati risarciti per il determinarsi del patema d’animo. In una di queste sentenze, per l’esattezza la n.11059/2009, è stato riconosciuto il “danno non patrimoniale per il patema d’animo indotto in ognuno dalla preoccupazione per il proprio stato di salute”.

Detta sentenza è stata pronunciata dalla terza Sezione civile della Corte di Cassazione che si è occupata della vicenda di 86 cittadini residenti vicino all’impianto di Seveso da cui fuoriuscì (circa 33 anni fa) una nube tossica composta da diossina. Con detta sentenza la Corte ha riconosciuto un risarcimento di 5 mila euro a ciascun cittadino e scrive espressamente che “è giusto risarcire il patema d’animo come danno morale derivante dalla paura di possibili ripercussioni sulla salute provocate dall’essere stati esposti ad un ambiente inquinato da sostanze tossiche”.

L'importo di 5 mila euro riconosciuto in favore di ogni residente, corrisponde oltretutto secondo la Corte, “ad una valutazione prudenziale, se non addirittura minima del danno morale” patito. Per quanto riguarda le prove, per la Corte si può ricorrere alla presunzione “essendo sufficiente la rilevante probabilità del determinarsi del patema d’animo e della sofferenza interna dovuta alla preoccupazione di ammalarsi”. La commissione ha deciso di riunirsi nei prossimi giorni per formulare il mandato al difensore civico ed interessare anche i legali del Comune di Priolo.

Articolo pubblicato il 27 maggio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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