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Quotidiano di Sicilia

Raccolta differenziata, Italia ok. La Sicilia conferma gli ultimi posti
di Rosario Battiato

Rapporto dell’Istat sul sistema dei rifiuti, l’Isola sconta i notevoli ritardi e registra lenti progressi. In cinque anni l’aumento è stato pari all’1%. Così il costo del servizio è tra i più cari

Tags: Raccolta Differenziata, Rifiuti, Istat, Termovalorizzatore, Disacriche



PALERMO - Il rapporto annuale Istat analizza lo stato di salute del sistema rifiuti nazionale. Ne emerge un quadro tra luci e ombre, dove ancora una volta le differenze regionali sono determinanti. Ad un’analisi generale la produzione dei rifiuti urbani nel 2008 registra un calo dello 0,2 per cento rispetto all’anno precedente con una media di circa 543 kg di rifiuti per abitante. L’Italia si colloca così sotto la media Ue a 15 Paesi (565 kg) ma sopra quella della Ue a 27 (524 kg).

Altre buone notizie arrivano sulla diminuzione dei materiali dissipati nell’ambiente naturale o accumulati in rifiuti deposti nelle discariche o infrastrutture o edifici per un totale di 765 milioni di tonnellate. Cresce anche la raccolta differenziata che si attesta nel 2008 al 28,5 per cento della raccolta totale, con un aumento di tre punti percentuali rispetto al 2007.

Le note dolenti arrivano quando bisogna parlare delle realtà regionali. La Sicilia con un sistema dei rifiuti che da dieci anni si sta sempre più avvicinando al collasso dovrà provare sul campo i risultati della riforma dei rifiuti varata un paio di mesi fa per evitare che si arrivi ad una situazione stile Campania. Intanto i risultati del rapporto Istat non sono affatto incoraggianti. La classifica dei comuni capoluogo di provincia sulla raccolta differenziata vede piazzarsi tra gli ultimi quindici posti della classifica nazionale del 2008 ben cinque centri isolani: Messina (3,1%), Palermo (4,6%), Enna (5,4%), Siracusa (7,0%), Catania (10,1%). Prima delle siciliane si piazza Ragusa (12,9%), in ogni caso a distanza siderale dalle vette della classifica che vedono Verbania (73,5%), Novara (72,4%) e Asti (63,4%).

I dati in dettaglio riproducono quelli che sono i valori medi delle regioni. Nel computo della differenziata la Sicilia è infatti passata dal 5,7% del 2003 al 6,7% del 2008. Una crescita decisamente insignificante se paragonata allo sviluppo di altre realtà come il Piemonte che è passato dal 28,0% al 48,5% o la Lombardia dal 39,9% al 46,2%. Nell’Isola due milioni e mezzo di tonnellate sono costituite da rifiuti indifferenziati e appena 178 migliaia di tonnellate da raccolta differenziata. In cinque anni un aumento dell’1% non può essere determinante nella costituzione di una gestione dei rifiuti che sia adeguata e moderna, soprattutto se altrove si sono avuti incrementi superiori anche al 20%.

Tra l’altro, proprio l’avvio della differenziata permette l’attivazione di economie di scala e quindi un ulteriore risparmio sui costi pagati dagli utenti.
La Sicilia, secondo quanto riporta l’ultimo rapporto Ispra, a fronte di una copertura dei comuni campione pari a 36,9% e 42%, ha un costo di 132,61 Euro/ab.*anno, valore più elevato dopo Liguria e Sardegna. I proventi sono invece pari a 111,97 Euro/ab.*anno, un risultato che non favorisce certo l’equilibrio del sistema. Altra nota non certo piacevole: tra il 2003 e il 2009 sono passate da 32 a 33,9 su 100 le famiglie siciliane che lamentano sporcizia nelle strade. Senza una riforma funzionante la Campania sarà presto davvero vicina.
 


Termovalorizzatori e discariche. Vertice Prestigiacomo-Lombardo
 
ROMA - Il ministro Stefania Prestigiacomo ed il sottosegretario Gianfranco Miccichè hanno incontrato mercoledì pomeriggio presso il ministero dell’Ambiente il presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo e gli assessori regionali Bufardeci, Cimino e Russo.
“L’incontro - secondo quanto si legge in una nota del ministero - era programmato per affrontare la delicata situazione nella quale versa la Sicilia in materia di rifiuti. Sono state discusse sia l’esigenza di accelerare i tempi per la realizzazione degli impianti di smaltimento dei rifiuti, sia le problematiche legate alla gestione delle discariche, sia i temi dell’attivazione di un completo e corretto ciclo dei rifiuti”. “Lunedì mattina a Palermo - prosegue la nota - si svolgerà un ulteriore incontro tecnico di approfondimento su alcuni aspetti legati alla gestione del servizio al termine del quale si assumeranno decisioni operative”. “L’occasione della riunione ha messo anche in luce - conclude la nota - l’urgenza di porre rimedio alla grave carenza di depuratori idrici, per i quali la commissione europea ha deferito l’Italia alla Corte di Giustizia. Sono circa 70 gli agglomerati dell’isola che scaricano in mare reflui non depurati. A tale scopo è stato deciso di utilizzare i poteri straordinari già conferiti al presidente della Regione in materia di tutela delle acque per avviare con celerità la realizzazione dei depuratori”.

Articolo pubblicato il 28 maggio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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