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Crollo dei redditi, contadini in rovina
di Vanessa Paradiso

Crisi agricola. Emergenza nell’Isola comparto al collasso.
Allarme rosso. In totale nel 2009 in Sicilia hanno chiuso i battenti, 4.023 imprese agricole (tasso di crescita -4,1 per cento) e nel solo trimestre 2010, oltre 1.200.
Occupazione. Alla fine del terzo trimestre 2009 gli occupati in Sicilia ammontano a 1.449.000 di unità, circa 37 mila in meno rispetto allo stesso trimestre del 2008

Tags: Agricoltura, Nuccio Ribaudo, Confagricoltura, Gerardo Diana, Titti Bufardeci



“I dati drammatici diffusi dalla rilevazione Eurostat confermano l’allarme rosso sul settore agricoltura”. Lo dice l’assessore regionale alle risorse agricole, Titti Bufardeci che così commenta la nota di Bruxelles sulla contrazione dei redditi degli agricoltori in Italia, nel periodo compreso tra il 2000 e il 2009. Secondo Eurostat, dal 2000 al 2009 in Italia i redditi agricoli reali sono diminuiti del 36% contro una crescita del 5,3% nell'Unione europea.
Sempre il bollettino di Eurostat indica in calo il numero degli occupati: meno 25% nell'Ue e meno 16% in Italia. In Sicilia, da Trapani a Siracusa non si notano notevoli discrasie in termini negativi -secondo quanto confermato dal segretario generale della Flai-Cgil di Palermo, Nuccio Ribaudo.
 
“In tutte e nove le province siciliane – secondo quanto riferisce Nuccio Ribaudo, segretario generale della Flai Cgil di Palermo - non ci sono grandi differenze per quanto riguarda i dati sui cali occupazionali in agricoltura e sulla scomparsa delle aziende”. In totale, nel 2009 in Sicilia hanno chiuso i battenti, 4.023 imprese agricole (tasso di crescita -4,1%) e nel solo trimestre 2010, oltre 1.200. Alla fine del terzo trimestre 2009 gli occupati in Sicilia ammontano a 1.449 mila unità, circa 37 mila in meno rispetto allo stesso trimestre del 2008 e nel settore dell’agricoltura si registra un calo del 6,6%.

Enna e Ragusa sono le uniche province siciliane a perdere meno imprese. Da notare che nella provincia di Ragusa, sono state appena 249 le ditte che hanno aderito al bando, relativo all’ammodernamento delle aziende agricole, e di queste 220 sono state già ammesse al finanziamento. Ad Enna (dati confermati dalla Camera di Commercio per l’agricoltura) si registrano 11 imprese agricole in meno. Nella provincia di Trapani il saldo nati-mortalità delle imprese è stato uno dei peggiori a livello nazionale con -1,68%  ed il settore che è andato peggio è l’agricoltura con un calo del -5%.

Tali rilevazioni confermano il rapporto Eurostat, in quanto alla diminuzione del numero delle imprese si accompagna un notevole calo della redditività complessiva del settore a causa della caduta dei prezzi, soprattutto nel settore cerealicolo.
La fotografia della crisi agricola siciliana è cristallizzata nel recente decreto del dirigente generale del dipartimento per gli interventi strutturali in agricoltura, Rosaria Barresi, (trasmesso alla Gurs per la pubblicazione) in cui sono aggiornati i prezzi alla produzione. Tredici centesimi per un chilo di grano, un centesimo in piu’ per lo stesso quantitativo di orzo, soli trentatre centesimi per un chilo di arance navel. “I dati elaborati dal dipartimento sono l’ennesima conferma di una crisi strutturale - commenta Titti Bufardeci, assessore regionale alle risorse agricole e alimentari della Regione Siciliana - che andrà affrontata con strumenti straordinari, intervenendo sulla filiera, sui controlli e investendo risorse per la creazione di un marchio di riconoscimento delle produzioni siciliane che crei valore aggiunto a favore dei nostri agricoltori”.

A questo si aggiungono le ecomafie che speculano sulla crisi degli agricoltori facendo levitare i prezzi di frutta e verdura (secondo quanto riferito da Coldiretti) anche del 300%, nel passaggio dal campo alla tavola.
Ribaudo afferma che poi “la frammentazione e la polverizzazione delle proprietà e delle aziende, le stesse dimensioni aziendali, l’invecchiamento degli addetti, la mancanza di valorizzazione delle produzioni autoctone, i costi fissi di produzione, le limitate quantità, l’incapacità di associarsi e di conseguenza l’impossibilità di potere commercializzare direttamente il prodotto, non rendono più remunerativa l’attività agricola”.

Nel primo trimestre 2010, i prezzi all’origine dei prodotti agricoli e i costi rimangono stabili rispetto al trimestre precedente, ma rispetto all’analogo trimestre del 2009 i prezzi agricoli sono diminuiti di ben il 7%, a fronte, come conferma Ismea, di una flessione meno marcata dei costi (-2%) che peggiora inevitabilmente la redditività. L’agricoltura continua a essere in estremo affanno, situazione che preoccupa la filiera agroalimentare nel suo complesso, come è stato testimoniato dai rappresentanti del mondo dell’industria alimentare, della distribuzione, della cooperazione, nella riunione del comitato direttivo di Confagricoltura. “Il settore primario - avverte Gerardo Diana, presidente di Confagricoltura Sicilia - è il volano della filiera. Obiettivo principale deve essere quello della redditività delle imprese agricole e della filiera, se non vogliamo perdere uno dei settori fondamentali del Made in Italy”.

Al riguardo, l’assessore Bufardeci, afferma che “l’impianto complessivo della legge finanziaria mira al rilancio  del settore dell’agricoltura”. Novità anche nel campo della sicurezza e dell’educazione alimentare: “la finanziaria prevede l’attivazione di nuovi e più serrati controlli, affidando questo compito alle strutture operative che l’assessorato ha sul territorio. Per incentivare i  consumi di prodotti della terra e del mare verrà destinato un  milione di euro per iniziative di promozione verso le giovani generazioni. Abbiamo previsto interventi mirati, concertati con le parti sociali. Si prevede di investire 12 milioni di euro che serviranno ad arginare la crisi con risorse destinate, nel rispetto del regime di aiuto in de minimis, ad alleviare i costi di gestione delle imprese agricole. Altri 10 milioni saranno disponibili per le cosiddette passività agrarie, mentre il capitolo dedicato al consolidamento dei debiti a lungo termini passa da 8 a 13 milioni di euro”.
 

 
In cerca di soluzioni. Mercati dei contadini e doppio prezzo
 
Per risollevare lo stato di crisi degli agricoltori i “mercati del contadino” potrebbero rappresentare una ottima occasione. L’assessore Bufardeci tiene a sottolineare che “l’amministrazione punta a rafforzarne la capacità per ovvie ragioni, perché sono uno stimolo a consumare prodotti di qualità e garantiti direttamente dal produttore, riducono al massimo l’impatto ambientale, sia perché sono prodotti a chilometro zero, sia perché si riducono i materiali di imballaggio. L’amministrazione, con le sue unità operative sul territorio, è molto attiva nel sostenere questa forma innovativa, semplice e moderno di trading”. Altro punto controverso riguarda il problema dell’esposizione del doppio prezzo come raccomandava la legge Fleres ed al riguardo Bufardeci afferma che “per il doppio prezzo la situazione è molto complessa, perché si rischia di generare confusione in un momento segnato da grande frustrazione da parte di produttori e consumatori. In generale, ogni iniziativa che va nella direzione di ottenere maggiore trasparenza è accolta positivamente dalla nostra amministrazione”.

Articolo pubblicato il 08 giugno 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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