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Quotidiano di Sicilia
Rifiuti, Sicilia ferma a un punto
di Rosario Battiato

La Commissione parlamentare sulle ecomafie prevede lo stato di emergenza nel giro di 5-6 mesi. L’assessore Russo non esclude la possibilità di realizzare termovalorizzatori

Tags: Ecomafia, Gaetano Pecorella, Bellolampo, Pier Carmelo Russo, Raffaele Lombardo, Rifiuti



PALERMO – La Commissione Ecomafie in Sicilia certifica lo stato altamente pericoloso del sistema rifiuti isolano, prevedendo – secondo il presidente della Commissione Gaetano Pecorella – l’emergenza entro 5-6 mesi. Una situazione puntualmente ribadita dalle pagine di questo giornale da diversi mesi, visti i dati diffusi: 90% di conferimento in discarica, 6% di differenziata, costi di gestione esorbitanti.

Il caso della discarica di Bellolampo – realtà ormai allo stremo gestionale e ambientale anche per il rischio di inquinamento delle falde acquifere – riproduce la situazione dell’intera Isola. A breve termine dovranno quindi essere previste delle soluzioni tampone. La Regione nei giorni scorsi ha chiesto ufficialmente, con una lettera inviata al governo nazionale, di nominare il governatore Raffaele Lombardo commissario delegato per l’emergenza rifiuti, che ripropone di fatto la medesima formula fallimentare del periodo Cuffaro, abolendo la figura terza del commissario.

“Abbiamo convenuto con il governo che i poteri emergenziali possano servire in questa fase di passaggio – ha dichiarato Lombardo - e apprezzato gli elementi e gli strumenti finanziari per potere realizzare una terza vasca che darebbe 3-4 anni di autonomia a Bellolampo ma richiederebbe 5-6 mesi per costruirla”. Sulla risoluzione della questione rifiuti pesa ovviamente l’influsso della criminalità organizzata. “I nuovi settori di vero interesse della mafia – ha precisato Vincenzo D’Agata, procuratore della Repubblica di Catania - dove c’è un grosso business, oggi sono quelli delle energie alternative e dei rifiuti”.

Una soluzione a lungo termine non può prescindere dall’utilizzo della differenziata e dei termovalorizzatori. I due temi sono del resto assai correlati e proprio sul primo punto la riforma dei rifiuti fissa delle tappe precise in materia: 2010 R.d. 20 per cento, recupero materia 15 per cento, 2012 R.d. 40 per cento, recupero materia 30 per cento, 2015 R.d. 65 per cento, recupero materia 50 per cento. Sulla questione termovalorizzatori si entra invece in un terreno minato, dal momento che la prima gara era stata indetta nel 2002, poi bloccata per dichiarazioni di illegittimità nel 2007, e adesso sotto la lente della procura per le infiltrazioni mafiose nel sistema degli appalti.

Tuttavia proprio nei giorni scorsi l’assessore Pier Carmelo Russo non ha affatto escluso la possibilità di realizzare i termovalorizzatori nell’Isola. Una richiesta stringente che viene dal collasso del sistema e dall’Europa che prevede per il futuro meno discarica e più differenziata e termovalorizzazione. Tuttavia, il sistema deve prevedere impianti all’avanguardia e non nocivi per l’uomo. Un dato confortante riguarda in tal senso la presenza in Europa di 350 impianti di termovalorizzazione – Svezia e Danimarca bruciano rispettivamente il 55% e il 50% dei loro rifiuti - cui se ne aggiungeranno un altro centinaio entro il 2012. Ma attenzione alla criminalità.

“Ci sono indagini della magistratura su gare di appalto per i termovalorizzatori che - ha spiegato Pecorella - sembra toccare a questo punto, effettivamente, gli interessi della mafia per questa vicenda e il traffico dei rifiuti”.

Articolo pubblicato il 12 giugno 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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