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di Melania Tanteri

Forum con Paolo Lucchese, presidente Tribunale di Siracusa

Tags: Lucchese



Da quanto tempo ricopre la carica presso il Tribunale di Siracusa?
“Sono a Siracusa dal 2008, da circa un anno dunque, durante il quale ho potuto constatare la situazione, sia nelle sue positività che negatività”.
Quali sono le peculiarità del vostro tribunale, soprattutto in relazione alle sue precedenti esperienze? Qual è il bacino di utenza delle sedi? E la struttura?
“Innanzitutto diciamo che il tribunale di Siracusa si articola in una sede centrale e tre sedi distaccate, una ad Augusta, una ad Avola e una a Lentini. Per quanto riguarda la prima, il bacino di utenza è di circa 180 mila unità, per la sede di Augusta è di circa 58 mila, quella di Lentini per circa 54 mila e quella di Avola che serve un bacino molto consistente che sfiora le 100 mila unità.
“Devo dire che la struttura del tribunale è ottima: è nuova, semplice da raggiungere, dotata di ogni servizio, coma ad esempio la banca, l’edicola e l’ufficio postale ed è fornita di un ampio parcheggio”.
Quali sono invece i problemi presenti?
“Direi che, quello che è il più grosso problema, non solo della sede siracusana ma più propriamente del sistema giustizia italiano e di moltissimi uffici giudiziari, è la carenza di personale amministrativo. Qui a Siracusa siamo sotto organico amministrativo per circa il 20 per cento, ma è certo che la situazione andrà inevitabilmente peggiorando, dal momento che il Ministero ha la tendenza a bloccare le assunzioni. Qui, ad esempio, nell’arco dei prossimi due anni saranno tante le unità che andranno in pensione, unità che non verranno sostituite: questo significa che il carico di lavoro verrà distribuito al personale rimanente”.
Ma una situazione del genere non rischia di paralizzare ulteriormente l’apparato giustizia?
“Certo. L’effetto più deleterio della mancanza di personale amministrativo è l’assenza dell’assistenza al Magistrato durante l’udienza, quando deve essere presente. Il rischio serio è il blocco delle udienze, come sta avvenendo già a Catania nell’Ufficio del Gip”.
Quali processi risultano più lunghi? Quelli di carattere penale o civile?
“Senz’altro quelli civili che non durano meno di cinque anni. La previsione sarebbe di due o tre anni, ma non si riesce in alcun modo a rispettarla. La giustizia non è altro che un servizio, ma a differenza degli altri tipi di servizi, non può sacrificare la qualità. Un magistrato non può materialmente scrivere più di 15 sentenze al mese, per cui si verifica accumulo di lavoro e, conseguentemente, i tempi processuali eterni. Anche gli uffici del Giudice di Pace risentono di numerose deficienze di organico, specie quelli aventi sede nei comuni diversi dal capoluogo. Per evitare una situazione come questa i giudici dovrebbero fare giustizia sommaria, cosa che nessuno si augura possa avvenire in uno stato di diritto”.
Come è organizzato il Tribunale di Siracusa rispetto al personale? La pianta organica è sufficiente?
“Premetto, innanzitutto, che il tribunale di Siracusa non è grandissimo, ma è tra i più grandi come dimensione: su 167 tribunali in Italia è infatti al trentunesimo posto.Vi operano 36 giudici (momentaneamente sono 37) compreso il Presidente. Di questi 16 si occupano di materia civile, 15 di penale e 5 operano presso le sedi distaccate. Attualmente la situazione a livello di pianta organica è buona e ben strutturata, ma purtroppo queste situazioni “idilliache”, con il tempo tendono a cambiare e raramente in positivo”.
Quali sono i reati più diffusi sul territorio?
“Una pratica molto diffusa e, purtroppo, in aumento è quella della richiesta di “pizzo” e delle estorsioni che definirei endemica. Insieme al traffico di droga, infatti, le estorsioni costituiscono la fonte principale da cui traggono alimento le associazioni criminali che operano nel territorio”.
Qual è il livello di informatizzazione dei vostri uffici? Siete in rete con gli altri tribunali?
“C’è da premettere che, per quanto riguarda la Sicilia, esistono 2 centri del Cisia, il Centro Coordinamento Interdistrettuale Sistemi Informativi Automatizzati. Siracusa deriva direttamente da quello di Catania che, a sua volta, è in rete con Roma. Questo facilita molto il lavoro di informatizzazione, che è stato già avviato in materia civile ed è in corso di sperimentazione relativamente al penale”.
Quali novità prevedete per il resto dell’anno 2009 e per il prossimo?
“La notizia più importante, di cui siamo veramente orgogliosi, è la prossima attivazione di un asilo nido aziendale che potrà ospitare fino a trenta bambini. Il Comune di Siracusa ne ha già affidato la gestione a una società di servizi, per cui stiamo aspettando solo che venga attivato definitivamente. L’asilo nido all’interno del tribunale, probabilmente l’unico in Italia, rappresenta davvero motivo di vanto, perché oltre che essere segno di civiltà, facilità il lavoro dei dipendenti e dei giudici”.
Prevedete qualche altra novità per il futuro prossimo?
“Dal momento che, attualmente, vi sono due sezioni di Corte d’Assise e che ultimamente si sta rilevando minore affluenza ai processi di appello, una delle due sezioni sarà trasformata in civile o penale, al fine di distribuire meglio il carico di lavoro”.

Articolo pubblicato il 27 maggio 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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