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Palermo - Rifiuti: l’emergenza si “riscalda” . Bellolampo verso la saturazione
di Luca Insalaco

Il capogruppo del Pd in Consiglio, Davide Faraone: “Discarica chiusa al massimo tra cinque mesi”. La calura estiva aggrava l’allarme in città, ma il sindaco Cammarata minimizza

Tags: Palermo, Rifiuti, Amia, Bellolampo, Diego Cammarata, Mimmo Milazzo



PALERMO - L’emergenza rifiuti non è un’emergenza. Intervistato dal Corriere della Sera, il sindaco Cammarata ha smorzato i toni allarmistici rimbalzati sulle rassegne stampa anche internazionali e scaricato la colpa dei problemi che attanagliano la città sugli oppositori politici e sul Governo regionale.

Il primo cittadino ha incassato, inoltre, le attestazioni di stima del Premier Berlusconi, che lo ha definito una persona “capace e responsabile”, preso a bersaglio da parte dell’opinione pubblica oltre le sue capacità e le sue azioni.
Dichiarazioni a parte, la quotidianeità dei palermitani racconta ancora di strade invase dai rifiuti, di marciapiedi resi impraticabili da elettrodomestici e mobili assortiti, di condizioni igienico-sanitarie carenti, di roghi alla diossina che si susseguono in ogni parte della città.

Una situazione “al limite della sopportabilità” secondo il segretario generale della Cisl di Palermo, Mimmo Milazzo, che parla di una città “agonizzante”. E la saturazione di Bellolampo è uno spettro che incombe sui palermitani. La quinta vasca è stata ultimata ed è stata consegnata dalla Prefettura all’Amia.
Il vero problema, tuttavia, sorgerà quando anche questa sarà colma. 
“La discarica di Bellolampo verrà chiusa al massimo tra cinque mesi e il problema dello smaltimento dei rifiuti presso altri siti comporterà il triplicarsi dei costi” dice Davide Faraone.

“La capacità di abbancamento residua delle due discariche in provincia di Palermo, cioè Bellolampo (esclusa la quinta vasca) e Balza di Cetta nelle Madonie, non superano le 31 mila tonnellate di capienza. Presto – spiega l’esponente democratico - Amia sarà costretta a trasportare i rifiuti a Siculiana o a Mazzarrà S. Andrea, le uniche due discariche che in questo momento possono accogliere rifiuti. È chiaro che l’ipotesi di una situazione di questo tipo, avrebbe ripercussioni pesantissime per la città. Lo scarso numero dei mezzi a disposizione dell’azienda, il costo dei carburanti, i tempi dei trasporti e la conseguente riduzione della loro potenzialità di almeno il 50 per cento, triplicherebbero il costo di un servizio già di suo nettamente insufficiente”.
In settimana, il ministro dell’Ambiente Prestigiacomo ed il capo della Protezione civile Bertolaso hanno concordato con il sindaco Cammarata “sull’esigenza di intervenire sulla discarica per assicurare che il servizio di smaltimento dei rifiuti possa proseguire fino a quando saranno avviati gli impianti di termovalorizzazione”.
 


Allarme percolato. Amia: “I pozzi privati non sono inquinati”
 
PALERMO – Amia intanto ha smentito che nei quattro pozzi privati che si trovano sotto la discarica di Bellolampo ci siano tracce di inquinamento di percolato. Nei giorni scorsi era stato lanciato l’allarme su un presunto inquinamento dei pozzi di Celona, Bordonaro, Sicomed e Bonfratelli, dove sarebbero state rilevate tracce di boro, bario e fluorene. Il verbale delle operazioni peritali, sottoscritto dai consulenti tecnici del pubblico ministero e di parte, oltre che dal laboratorio di Torino presso il quale si sono svolte, “evidenzia che – come ha spiegato l’Amia - tutti i valori risultano inferiori ai limiti di potabilità delle acque dei pozzi, fatta eccezione in due casi per la consistenza dei Nitrati, da sempre associati a fenomeni di contaminazione locale di origine fecale, da cui l'uso irriguo degli stessi. Tutti i metalli, compresi boro e bario, sono riscontrati in concentrazioni compatibili con l’uso potabile e non sono, per qualità e quantità utilizzabili come indicatori di una provenienza da percolato di discarica”. (li)

Articolo pubblicato il 26 giugno 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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