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Quotidiano di Sicilia

Sui fondi comunitari persi quasi 3 anni
di Raffaella Pessina

Forum con Innocenzo Leontini, presidente del Gruppo Pdl all’Ars

Tags: Innocenzo Leontini, Pdl



La situazione della spesa dei fondi comunitari è al minimo storico. Quali iniziative avete intrapreso per denunciare questa situazione?
“Abbiamo presentato delle interrogazioni riguardanti sia la non adeguata attività di pubblicazione dei bandi per attingere ai fondi comunitari. Questo lo abbiamo fatto a cominciare dall'anno scorso, quando cioè alla fine del terzo anno, ultimo terzo anno di appartenenza all'ultimo quinquennio dei fondi per le Regioni ricadenti sotto l'Obiettivo 1, noi non avevamo fatto nulla e rischiavamo di entrare in disimpegno e diventare lo zimbello d'Europa. Dicemmo che la causa era stato il comportamento di Lombardo perché, senza colpo ferire, andava a sostituire Gabriella Palocci,in quanto era espressione di una scelta del Governo precedente. La Palocci invece aveva operato bene perché, peraltro, la programmazione del Por non soltanto era stata efficace, ma aveva meritato persino una premialità. Si trattò di un premio di 100 milioni di euro e soprattutto nel settore dell'agricoltura e per me che ero assessore all'Agricoltura ciò è stato un vanto. Mentre con il Pop eravamo partiti male ed eravamo andati peggio.
Quindi il professore che Lombardo volle inserire, si incartò e perdemmo un anno solo perché doveva capire le cose e da qui lo stillicidio dei bandi che si sta rivelando non utile ad incassare le somme utilizzate perché nella Finanziaria dell'anno scorso noi avevamo inserito l'art. 18 che prevedeva un fondo nostro, in collaborazione con l'Ismea, che doveva servire a pagare gli interessi alle piccole e medie imprese, oberate ed afflitte dall'esposizione debitoria nei confronti delle banche per 10 o 12 anni. Si chiamava ristrutturazione finanziaria per le piccole e medie imprese. Era necessario far questo per consentire alle piccole e medie imprese di reinvestire nel lavoro. Purtroppo non notificarono a Bruxelles l'articolo che rimase, quindi, lettera morta. Abbiamo riproposto la vicenda in questa Finanziaria, a fatica è passata. Nel frattempo, però, è passato un anno, sono stati emanati i primi bandi i quali sono fondati sulla partecipazione nella misura del 40 % del privato (piccole e medie imprese) e per il 60 % della Comunità Europea. La Sicilia non riesce ad emanare i bandi perché il 40 % (le imprese) non ha i soldi per attuare i progetti. L'impresa, fin quando non risana i propri rapporti con le banche, non può infatti partecipare alle procedure comunitarie. Questa è la fotografia della situazione attuale”.

Secondo lei quale è la ricetta per uscire da questa crisi?
“Innanzitutto il Governo deve andare a casa. Il programma iniziale è rimasto lettera morta. Da quando si è costituita questa nuova maggioranza, Raffaele Lombardo ha tradito quella che era stata la volontà degli elettori. Non si è fatto nulla delle cose che si dovevano fare. Non sono state approvate riforme strutturali che incidono sull'economia. Quello che è accaduto adesso è il risultato della polemica dell'impugnativa del commissario dello Stato sugli articoli della Finanziaria, in particolare sull'articolo che riguarda  la stabilizzazione dei precari negli enti locali.
Noi avevamo presentato una proposta che era finalizzata prima alla definizione dei rapporti con il precariato degli Enti locali, perché quello dei regionali poi poteva essere affrontato settore per settore in modo tale da evitare l'appesantimento di una unica soluzione. Il precariato dei forestali ad esempio è risolvibile rifinanziando la legge 16 che prevede di stabilizzare i 51nisti portandoli a 78 giornate, i 101nisti a 150 giornate e i 151nisti a tempo determinato e a medio termine di esaurire il lungo elenco dei  precari, perchè è stato stabilizzato solo il 15% del totale. Lo stesso vale per i catalogatori dei beni culturali, tra l'altro si tratta di unità lavorative già retribuite.
Purtroppo, siamo l'unica Regione d'Italia nella quale, dopo un grande congresso nazionale, non si è costituito il partito. Queste attività ispettive dal punto di vista parlamentare esistono, ma non è il gruppo parlamentare che fa da cassa di risonanza perché si tratta di un gruppo tecnico. Invece i manifesti affissi scandalosamente a Palermo dicendo menzogne (il riferimento è ai manifesti del Pd), sono quelli che fanno “partito”.
 


La spesa sanitaria è stata ridotta, ma nel 2007 e 2008. Legge sul credito per equilibrare i rapporti con le imprese

Le piccole e medie imprese sono intasate con il sistema bancario perché non incassano dalle Pubbliche amministrazioni. La vostra Finanziaria del 2009 ha stabilito che i crediti delle imprese possono essere ceduti pro soluto al sistema bancario. Ma una sola operazione non è stata fatta.
“Una delle urgenze che questo governo stenta a mettere in atto è proprio una legge sul credito che dovrebbe ripristinare un rapporto con gli istituti bancari finalizzato ad indurre gli istituti ad investire sul lavoro dei siciliani. Oramai è da una decina di anni che le banche non sono più favorevoli al lavoro dei siciliani. Sarà perché le centrali si sono spostate fuori dalla Sicilia”.

Cosa ne pensate della riforma della sanità, stiamo finalmente trovando una soluzione come ha dichairato il Governo?
“La tanto strombazzata riduzione della spesa sanitaria non è quella che sembra: la vera riduzione avvenne negli anni in cui non c'era l'assessore Massimo Russo perché le riduzioni più siginificative sono avvenute nel 2007, con 350 milioni di euro, e nel 2008 con 347 milioni di euro. Dopo di che dal 2008 al 2009 noi abbiamo ridotto la spesa di soli 29 milioni di euro. Questi sono dati che si possono evincere dalle tabelle della Corte dei Conti, che sono state utilizzate per l'audizione alla Camera dei deputati in merito a questo argomento. La spiegazione del perché fu facile: ridurre i primi due anni è dovuta all'operato dell'allora assessore Pistorio, che portò la spesa a ben 942 milioni di euro, aumentandolo di ben 350 milioni”.

Articolo pubblicato il 29 giugno 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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Innocenzo Leontini, presidente del Gruppo Pdl all’Ars
Innocenzo Leontini, presidente del Gruppo Pdl all’Ars