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Alluvione di Giampilieri e Scaletta, in 6 ore 220 mm di pioggia
di Antonio Gallitto

Dopo 9 mesi dal disastro che ha causato 37 morti, i geologi fanno il punto di quanto successo. Nella zona, la media annua delle precipitazioni è pari a 700 millimetri

Tags: Nubifragio, Messina, Giampilieri, Scaletta Zanclea



MESSINA - Cinquanta chilometri quadrati di territorio sotto un eluvio che ha tolto case ed identità a gente comune che, con anni di sacrifici, aveva pensato di costruire un tetto sulla testa per sé e per i propri figli. Stiamo parlando del territorio messinese colpito dall’alluvione del 1° ottobre 2009 che ha coinvolto 14.576 persone.

Cosa è successo quel terribile giorno, lo abbiamo appreso dalle cronache riportate dai vari mass media; ciò che oggi, invece, vogliamo portare a conoscenza dell’opinione pubblica sono un approfondimento di quanto accaduto e lo stato dell’arte di un’azione svolta in sinergia tra gli enti e le istituzioni che sono intervenute, perché la drammatica situazione tornasse alla normalità. A tale proposito abbiamo incontrato Michele Orifici, il coordinatore dei geologi che sono arrivati immediatamente sul posto e che ancora sono presenti nelle aree colpite dai dissesti, con il quale si è cercato di fare il punto della situazione a distanza di quasi un anno dall’evento.

Anzitutto facciamo un passo indietro e cerchiamo di capire come e perché così tanti geologi nei luoghi della tragedia. “In primo luogo - esordisce Orifici-, mi preme ringraziare l’ing Pietro Lo Monaco, direttore del Drpc -Dipartimento regionale di Protezione Civile-, il collega Giuseppe Basile, responsabile del Servizio Rischi Idrogeologici e Ambientali del Drpc, perché il loro lavoro di coordinamento è fondamentale. In merito alla presenza dei colleghi geologi sulle aree del disastro, posso dire che è stata immediata. Abbiamo svolto vari ruoli ma soprattutto, abbiamo, assieme a tutti quanti gli intervenuti, cercato di evitare il panico in un momento veramente drammatico nel quale la gente aveva bisogno di rassicurazione”.

Ma partiamo con ordine. A Giampilieri il primo giorno di ottobre accade l’inaspettato: “Circa 6 ore di pioggia -ci ha detto Orifici - hanno portato in tutto il territorio messinese, qualcosa come 220 mm di acqua su un territorio che annualmente ne riceve circa 700 mm. Il bilancio è stato pesante con 31 morti, 6 dispersi, 150 feriti e 2.500 evacuati. La perturbazione che ha interessato l’abitato è stata molto intensa - ha continuato Orifici - con 16.000 fulminazioni nelle 6 ore di pioggia e 3.500 fulminazioni in una sola ora, nella quale sono coincisi 50 mm di acqua caduta al suolo”.

Orifici parla poi dei danni stimati in mln di euro e della natura del fenomeno, la quale porta anche a raffronti con eventi avvenuti gli anni pregressi: “In termini di danni economici, si sono stimati circa 550 mln di euro, una cifra non certo poco rilevante. Se andiamo ad esaminare cosa è accaduto da un punto di vista fenomenologico, vediamo anzitutto l’elevata quantità di millimetri di pioggia caduti i quali però, a differenza di altre piogge intense avvenute in anni precedenti, hanno interessato gli stessi terreni che avevano già avuto delle abbondanti precipitazioni nel mese precedente. In poche parole - ha spiegato il geologo- questi terreni si trovavano già dei quantitativi d’acqua al loro interno che non avevano ancora smaltito e su questa, si è aggiunta la pioggia del 1° ottobre che ha poi scatenato il tutto”.
Intanto, il ministero dell’Ambiente ha stanziato 42 milioni per gli interventi a Giampilieri (24 mln) e San Fratello (18 mln). I fondi saranno messi a disposizione del commissario incaricato per gli interventi nelle due aree.

(1. Continua)

Articolo pubblicato il 10 luglio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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