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Mare siciliano, tanto bello quanto costoso
di Vanessa Paradiso

Aumentano le prenotazioni on line verso la nostra Isola ma i turisti si lamentano di servizi spesso eccessivamente cari. Località come Kos e Barcellona godono di maggiori preferenze per il miglior rapporto qualità-prezzo

Tags: Turismo, Mare, Costi, Programmazione



PALERMO - Secondo il rapporto Assolowcost anche quest’anno gli italiani si affidano ad internet per prenotare le vacanze estive e si stima che la percentuale è in crescita (circa il 62%), rispetto ai dati dello scorso anno (60%).
Le destinazioni italiane che riscuotono maggiore successo sono le città siciliane con Catania al primo posto, seguita da Palermo e Lampedusa che entra nella speciale classifica al quarto posto.

Resta ancora molto da fare in Sicilia, se si pensa che per quanto concerne le “vacanze mare” la Grecia è la meta più ambita con l’isola di Kos, Rodi e Creta, nonostante l’instabilità politica ellenica e la crisi economica. Eppure la Sicilia non è stata immobile e ha cercato in questi anni di attrezzare le spiagge e creare nuovi porti turistici, tra cui quello di Marina di Ragusa. In quest’ultimo, risultano già ormeggiate circa 400 imbarcazioni  che creano un movimento che va dai 500 ai 1.500 euro a barca al giorno.

“Il turista non può essere più aspettato, ma deve essere sollecitato e lo faremo presentando, alle più importanti borse del turismo, il programma 2010 di eventi sparsi su tutto il territorio siciliano. Certamente agli eventi saranno affiancati pacchetti turistici organizzati in collaborazione con tutte le associazioni di categoria interessate”.

Questo è quanto ha affermato l’assessore regionale al Turismo, Nino Strano. La nostra Isola, per nostra fortuna, ancora oggi resta una delle mete che i turisti internazionali preferiscono sia per la lunga tradizione enogastronomica, che per le offerte polivalenti che coinvolgono bellezze naturali abbinate agli oltre 150 eventi organizzati fino ad ottobre, grazie al “Circuito del Mito”.
Il mare di Sicilia non ha nulla da invidiare ai paesi concorrenti, ma alcuni dei turisti venuti in Sicilia lamenta un costo troppo elevato per vitto, alloggio e servizi. Il Centro Studi e Ricerche del Sib, il Sindacato balneari italiani, in collaborazione con l’Università ed altri enti ha raggiunto una diversa conclusione affermando che ci sono elementi che fanno pensare che la mancata preferenza per la Sicilia è dovuta al fatto che i costi per il viaggio, compresi pacchetti vacanze, alberghi e vitto sono molto più elevati rispetto ad altre destinazioni, come Creta o Barcellona.

A ciò si aggiunga che all’estero la maggior parte delle coste e delle spiagge sono libere, ma anche questo è da vedere: se guardiamo a tutto il litorale che si affaccia sul Mediterraneo solo alcune spiagge sono occupate da stabilimenti balneari, restando invece abbastanza libero tutto il litorale che va da Licata a Scoglitti fino alle porte di Catania. Sempre secondo il Sib i prezzi restano più alti, perché nella maggior parte dei casi noi diamo ancora occupazione a lavoratori locali ed il costo di questa manodopera è di gran lunga superiore a quello sostenuto in altri paesi, dove ad essere occupati sono soprattutto lavoratori immigrati.

 Per altri, il non volere voltar pagina, specie nel settore delle infrastrutture (mancano collegamenti viari, ferroviari) che mettono in facile e adeguata comunicazione i centri con i borghi siciliani, con i paesi dell’entroterra siciliano, segna inevitabilmente in negativo il turismo e l’economia siciliana.
 

 
Da più parti si sollevano voci e lamentele per la totale mancanza di progettualità ed ultimamente le associazioni di categoria hanno manifestato particolare preoccupazione per la situazione di stallo che si è determinata in Sicilia nel settore del turismo. Nulla di nuovo, si è visto anche dopo lo svolgimento dell’ “Open Forum: La Sicilia per la Sicilia. Il turismo dei fatti. I fatti per il turismo”. “C’è la chiara necessità di individuare un nuovo modello di promozione turistica e culturale in Sicilia, che prescinda dalla partecipazione alle fiere di settore, e che punti invece sull’esaltazione della propria identità e del proprio patrimonio culturale” ha dichiarato l’On.le Fabio Granata. Partiamo si dal mare, dalle spiagge, dai nostri litorali, ma occorre puntare anche sull’agriturismo. La maggior parte degli agriturismi siciliani sono oggi veri e propri resort dove trovare tranquillità, ma da dove si deve avere anche la possibilità di partenze facili per i tour delle città d’arte siciliane. Il turismo rurale può essere una buona risposta per coloro i quali imputano la crisi prevalentemente ai prezzi elevati e alla qualità, non sempre adeguata ai servizi che si ricevono, ma può essere anche una soluzione ideale per lo sviluppo del turismo siciliano, al di là della classica vocazione balneare.

Articolo pubblicato il 21 luglio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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