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Confindustria analizza la crisi: “Politica incapace, serve stabilità”
di Massimo Mobilia

Industriali siciliani riuniti per analizzare gli indicatori forniti da Bankitalia e dai principali centri di ricerca. Sotto accusa l’amministrazione regionale. “Bisogna pensare al rilancio produttivo”

Tags: Ivan Lo Bello, Confindustria, Crisi, Amministrazione Regionale



PALERMO - Sullo stato dell’economia siciliana, i cui indicatori non mostrano alcun segno di ripresa, si è soffermata la nuova giunta regionale di Confindustria, riunitasi a Palermo sotto la presidenza di Ivan Lo Bello, per esaminare la situazione anche alla luce dei dati economici recentemente elaborati dalla Banca d’Italia e dai principali centri di ricerca.

In particolare, secondo gli industriali siciliani, “emerge una situazione di forte rallentamento generale di tutti i comparti economici, provocato principalmente, da una domanda interna ancora in calo che frena la produzione, e da un tasso di disoccupazione (13,9%) in crescita che è ormai il più alto del Paese”. Infatti, se a quest’ultima percentuale si aggiungono i lavoratori cosiddetti “scoraggiati”, cioè coloro che non si iscrivono nelle liste dei disoccupati perché non sperano di trovare un lavoro, tale tasso sfiora il 20%.

Oltre alla Banca d’Italia anche l’ultimo rapporto Svimez sull’economia del Mezzogiorno, non ha fatto che confermare lo stato di disagio in cui si trova l’Isola, su tutti i fronti, dall’occupazione, ai vari settori produttivi, fino alla grave inadeguatezza delle infrastrutture. Altri fattori negativi, analizzati da Confindustria Sicilia, riguardano il calo dei consumi delle famiglie, il crollo degli investimenti fissi lordi di ben 14 punti percentuali, la forte flessione del valore aggiunto nel settore industriale e nelle costruzioni, il grave livello di inefficienza dei servizi pubblici.

Una serie indicatori che fotografano la dimensione di un pesante quadro economico e sociale, che “richiederebbe - ad avviso degli industriali regionali - una diversa consapevolezza da parte del sistema politico ed energiche azioni di intervento a breve, medio e lungo termine”. Un chiaro invito, dunque, alla classe politica isolana, affinché predisponga al più presto dei piani di intervento forti per arginare un crisi economica ormai dilagante. Fin ora, infatti, l’amministrazione regionale si è mossa davvero poco, mentre sembra più concentrata a trovare le formule giuste per mantenere in piedi il governo e programmare l’ennesimo rimpasto di giunta.

“Purtroppo - sostengono ancora gli industriali - dobbiamo constatare che ad oggi il dibattito politico è concentrato su alchimie ed astratte formule politiche che i cittadini e le imprese non riescono a comprendere, anche alla luce della situazione di crisi strutturale che sta allontanando sempre più la Sicilia dal resto del Paese”.

In conclusione, quindi, la giunta di Confindustria Sicilia confida nel fatto “che la situazione di stallo politico e la sostanziale paralisi dell’attività dell’amministrazione regionale, a vari livelli, possa trovare nel breve termine sbocchi e soluzioni stabili per affrontare, con decisione e con il necessario impulso, il rilancio delle politiche di sviluppo del sistema produttivo regionale, attraverso l’accelerazione degli investimenti privati e pubblici, in atto fermi come dimostrano tutti gli indicatori economici”.

Articolo pubblicato il 22 luglio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Ivan Lo Bello
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