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“Ponte sullo Stretto, nuovi materiali”
di Angela Carrubba

Il portavoce nazionale del Mpa al Governo: realizzi gli istituti di ricerca universitari su aerodinamica e tecnologie all’avanguardia. Misiti: tenere conto delle prescrizioni poste nel 1997 del Consiglio superiore dei lavori pubblici

Tags: Ponte Sullo Stretto, Anas, Aurelio Misiti, Mpa



ROMA - Anas e società Stretto di Messina sono ancora indecise sull’opera che collegherà la Sicilia al resto del Continente. Per l’Mpa “il Governo accolga i nostri suggerimenti di realizzare due grandi istituti di ricerca universitari di aerodinamica e nuovi materiali sulle due sponde, e avvii senza indugio una trattativa diretta, attraverso il ministero delle Infrastrutture, con il Contraente generale, affinché si possa giungere presto all’approvazione di un progetto fattibile del ponte, che tenga conto delle osservazioni e prescrizioni che già nel 1997 il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ha messo come base per la prosecuzione della progettazione stessa”.

È quanto si afferma in una nota del portavoce nazionale dell’Mpa, Aurelio Misiti, in relazione alla realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina.
“Il Movimento per le autonomie – Mpa è stato ed è il più convinto sostenitore dell’attraversamento stabile dello Stretto di Messina con un grande ponte sospeso. I messaggi trasversali che periodicamente vengono inviati ai media contro la realizzazione dell’opera sono frutto di quella linea politico-culturale che ha sempre difeso lo ‘stato quo’ di subordinazione del Sud Italia rispetto al Nord del Paese.  Questa cultura, figlia della storia italiana vista dalla parte dei vincitori degli avvenimenti di 150 anni fa, va definitivamente superata se si vuole effettivamente raggiungere l’unità reale dell’Italia. Essa ha portato un gap insopportabile di livello di vita, che è l’unica misura che bisognerebbe adottare per decidere le scelte di politica economica, sociale e culturale nel governo del Paese. Ma ciò non è, tanto è vero che qualunque proposta venga alla luce sia in termini di grandi infrastrutture, sia in termini di impianti produttivi, viene rimossa per le più varie ragioni, tra le quali è sempre più spesso avanzata la presenza delle mafie in quei territori, senza riconoscere che esse ormai sono diffuse capillarmente nel resto del Paese”.

“Anche le sacrosante ragioni del ministro del “risparmio”, Giulio Tremonti, costretto a modificare le proprie visioni ottimistiche di qualche tempo fa in fatto di crisi –continua Misiti - vengono utilizzate per boicottare qualunque iniziativa tendente a ridurre i numerosi gap tra Sud e Nord. Lo dimostra il contenuto della Finanziaria 2010, in cui vi sono chiari segnali di reale antimeridionalismo; altrimenti non si capisce perché si insiste a prevedere fondi dello Stato collocati esclusivamente nei territori più ricchi. Sappiamo che la crisi richiede una manovra pesante, ma vorremmo che si approfittasse di queste difficoltà per introdurre correttivi ai grandi dislivelli denunciati dagli istituti principali di ricerca sociale”.

Per il proprio portavoce nazionale “il Mpa avrebbe visto con soddisfazione il rafforzamento dei laboratori universitari e incentivi per il ritorno dei ricercatori meridionali, che notoriamente sono numerosissimi al centro-nord e all’estero; risorse da investire nelle infrastrutture ferroviarie e portuali, che avrebbero potuto invertire la tendenza alla recessione al Sud, denunciata da Svimez. In questo quadro si inserisce la costruzione del ponte sullo Stretto, contrastata ferocemente da chi si oppone allo sviluppo del Mezzogiorno in quanto, oltre a tutti i tradizionali motivi ideologici in questo momento si aggiunge quello, che fa presa e come, di non investire risorse per un’opera considerata da loro inutile mentre il Paese stringe la cinghia per i tagli in ogni settore, soprattutto nei servizi.

Il Movimento per le Autonomie insiste affinché si vada avanti con l’alta capacità e alta velocità ferroviaria nel Sud del paese, e su questo punto non può accettare compromessi. Dell’alta velocità ferroviaria fa parte anche il ponte sullo Stretto di Messina, unica opera inserita nel corridoio europeo numero uno che si può considerare produttiva, in quanto i costi attuali dell’attraversamento (treni, auto e persone) trasferiti sulla nuova struttura consentono un finanziamento del 60% dell’investimento previsto dalla società Stretto di Messina sulla base del progetto preliminare ideato negli anni ottanta”. “Il passaggio dal progetto preliminare a quello definitivo, secondo il Movimento per le Autonomie, - conclude Misiti - può costituire l’occasione per inserire le nuove tecnologie, riducendo fortemente i costi fino a contenerli nei limiti delle risorse finanziarie da raccogliere nei mercati nazionali e internazionali di capitali. Ciò consentirebbe di eliminare il principale ostacolo attuale, che viene frapposto alla costruzione della grande opera”.

Articolo pubblicato il 27 luglio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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