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Lo sviluppo del Sud-Est legato al funzionamento dello scalo di Comiso
di Vanessa Paradiso

L’aeroporto che dovrebbe aprire in provincia di Ragusa continua a far parlare di sè per i continui rinvii e ritardi. Non è più possibile rinviare un’infrastruttura essenziale al turismo di tutta l’Isola

Tags: Speciale Ragusa



COMISO (RG) - “Non si può più rinviare: l’aeroporto di Comiso serve anche al turismo” afferma l’assessore al Turismo della Regione siciliana, Nino Strano. “I fatti dimostrano che uno scalo non soffre se ne potenzia uno vicino a forte vocazione turistica, come e' successo a Punta Raisi, che non ha visto decrescere le presenze con il notevole incremento di Trapani Birgi. Già alla fine dello scorso anno in diversi incontri cui partecipammo come Regione, grazie alla delega ai Trasporti, ci fu assicurato che entro il 2010 Comiso sarebbe stato operativo”.

“Invito quindi - ha concluso Strano -la Sac, la società che gestisce gli scali di Comiso e Fontanarossa, e l’Enac a farsi parte attiva, insieme all’assessore regionale alle Infrastrutture, Luigi Gentile, a intervenire presso i ministeri competenti per il celere trasferimento del suolo aeroportuale. Lo sviluppo del Sud Est non può più attendere”.
Le dure critiche si ripercuotono inevitabilmente su una realtà che vede l’aeroporto di Comiso continuare a sbandierare ripetuti rinvii e ritardi, a causa delle lentezze burocratiche che rappresentano uno sberleffo all’intero territorio, che attende ormai da anni la messa in funzione di una struttura realizzata, ma ancora non funzionante. Un’importantissima opera che funge da punto nodale per lo sviluppo dell’area iblea e non solo stenta faticosamente a prendere il via.

Da più parti si sollevano voci di protesta: Ascom, Camera di Commercio e ConfCommercio che con il suo presidente Angelo Chessari denuncia come “tutto questo sta determinando il ritardo che rischia di vanificare quanto di buono è stato fatto sino ad ora”. Gli ultimi, così sembrerebbe, ritardi sono dovuti alla mancata cessione della sede dell’aeroporto al demanio della Regione Siciliana, poiché l’aeroporto sorge per la maggior parte, su aree di proprietà dell’aeronautica militare e quindi per poter operare è necessario che questa venga ceduta al Comune di Comiso.

Più volte il deputato Nino Minardo ha dato rassicurazioni affermando che la questione stava per essere risolta chiedendo al Ministero dell’Economia di fissare la data del passaggio dell’intera area aeroportuale dallo Stato alla Regione. Anche il Ministro Matteoli aveva espresso la volontà di rendere al più presto operativo l’aeroporto “Vincenzo Magliocco”, ma si discute ancora sulle problematiche relative ai decreti legislativi per la dichiarazione di interesse nazionale dell’aeroporto comisano e per avere la copertura definitiva relativamente al servizio di assistenza tramite l’Enav.

Nella eventualità poi che l’aeroporto fosse dichiarato di interesse nazionale, sorgono perplessità circa la copertura finanziaria, poiché i servizi essenziali quali polizia, vigili del fuoco, controllo del traffico aereo dovrebbero essere garantiti dalla società Soaco, la quale naviga a vista, divisa tra la querelle scatenatasi per la spartizione delle poltrone del Consiglio di Amministrazione.

“Tutto ciò - sottolinea il presidente dell’Ars, Francesco Cascio - si ammanta di una luce più triste se pensiamo che l’apertura dell’aeroporto è incoraggiata anche dal via libera del Cipe alla Convenzione per la realizzazione dell’autostrada Ragusa-Catania, che aprirebbe un collegamento fra Fontanarossa e Comiso, strategico per il completamento di quel sistema aeroportuale integrato, che farebbe da volano per l’economia di Ragusa e per tutta l’Isola, considerato pure che la Sac è socio di maggioranza proprio di Soaco.

Articolo pubblicato il 28 luglio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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