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Por Sicilia: in bilico 2,5 miliardi
di Lucia Russo

Risorse Ue. Dopo 4 anni, ancora rendiconto da chiudere.
30 settembre 2010. La data entro cui l’Autorità unica di gestione del Por Sicilia 2000-2006, ovvero il dipartimento Programmazione della Regione, dovrà presentare il saldo finale.
Le irregolarità. Dalla mancata realizzazione di opere ai pagamenti effettuati in violazione della normativa antiriciclaggio o non effettuati. La conseguenza è la restituzione delle somme.

Tags: Unione Europea, Por Sicilia



Del Programma operativo regionale Sicilia 2000-2006 i conti non sono ancora chiusi. L’Unione europea ha concesso una proroga a tutti i Paesi e così l’unica autorità di gestione in Sicilia, il dipartimento Programmazione della Regione, ha tempo fino al 30 settembre 2010 per il saldo finale.

E intanto è di questi giorni la notizia - fonte Unioncamere - che la Sicilia nel 2010 perderà 12.560 posti di lavoro.
Se si considera che con un miliardo di investimenti è possibile attivare diecimila posti di lavoro, ci rendiamo conto dell’importanza della spesa dei 2,5 miliardi di euro che del Por Sicilia 2000-2006, alla data del 31 dicembre 2009, risultavano ancora da spendere. Aspettiamo il consuntivo a settembre.
 
Al 31 dicembre 2009 del Programma operativo regionale Sicilia 2000-2006 risultava un livello di attuazione degli stanziamenti complessivi del 101,5 per cento, essendo stati spesi in valori assoluti 8,4 miliardi di euro a fronte di 10,1 miliardi di impegni assunti a quella data.

Se si guarda ai singoli fondi la percentuale è più bassa per lo Sfop (Strumento finanziario di orientamento della pesca  - ovvero l’insieme di priorità politiche e interventi per il settore della pesca e dell'acquacoltura per il periodo 2000-2006) che al 31 dicembre 2009 risulta avere speso 118 milioni su 125,5 mln di stanziamenti, ovvero il 94,03%.
Segue il Fondo europeo per lo sviluppo regionale (Fesr), il fondo che mira a promuovere la coesione economica e sociale attraverso la correzione dei principali squilibri regionali e la partecipazione allo sviluppo e alla riconversione delle regioni, garantendo al tempo stesso una sinergia con gli interventi degli altri Fondi strutturali. Al 31 dicembre risulta attuato il 100,08 per cento, una percentuale di pagamenti al di sotto della media delle regioni destinatarie, come ad esempio la Puglia che è al 113,9 %.

Dall’istruttoria effettuata dalla Corte dei Conti Sicilia, ai fini del Giudizio di parifica del rendiconto della Regione anno 2009, è emerso che il Fesr è stato finanziato con il 16,50% di risorse regionali, il Fse (Fondo Sociale Europeo – per lo sviluppo e alla promozione della coesione tra i diversi stati membri) con il 9%, mentre per il Feoga (Fondo europeo agricolo di Orientamento e Garanzia) e lo Sfop la percentuale ammonta a circa il 13% della spesa pubblica e che per sostenere parte del cofinanziamento la Regione è ricorsa all’indebitamento attraverso l’apertura di un mutuo contratto e attivato con la Banca europea degli investimenti per un importo di 400 milioni nell’esercizio finanziario 2006.

Si ricorda che il termine finale di ammissibilità delle spese era fissato al 31 dicembre 2008 e al 30 aprile 2009, ma, in considerazione delle numerose difficoltà di numerosi Stati membri alla chiusura dei Programmi 2000-2006, determinate anche dalla crisi economica finanziaria in atto, la Commissione Ue, con decisione 1112 del 18 febbraio 2009, ha prorogato il termine di ammissibilità della spesa , fissando il termine ultimo al 30 giugno 2009. A seguito di ciò, tutti i documenti di chiusura della programmazione (rapporto finale dell’Autorità di gestione, dichiarazione certificata delle spese finali a cura dell’Autorità di certificazione e dichiarazione di chiusura dell’intervento a cura dell’Autorità di Audit) dovranno essere presentati entro il 30 settembre 2010. Pertanto non sono disponibili i dati del saldo finale.

Al 31 dicembre 2009, ultimi dati disponibili, la percentuale di pagamenti sul costo totale, pari al 101,15% è di 9 punti in più rispetto al 31/12/2008 e gli impegni al 118,94% rispetto agli stanziamenti, quindi superiore alla quota programmata, registra una situazione di overbooking.

La Corte dei Conti Sicilia ha giudicato questo risultato come “positivo” anche se però il giudizio finale è rinviato alla conclusione delle operazioni di chiusura del programma.
Vi sono poi anche le “soppressioni” che ricomprendono la “spesa irregolare”, ovvero il complesso delle revoche, delel rinunce e delle attività non finalizzate al completamento dell’operazione. La percentuale di incidenza della spesa irregolare è pari al 18% sulla spesa totale Fesr; al 21,26 % della spesa Fse, all’1% del Feoga e all’1,52% dello Sfop.

Il Dipartimento della Programmazione della Regione siciliana, unica autorità di gestione per la programmazione 2000-2006, ha già comunicato che lo Sfop subirà una perdita di risorse, mentre dovrebbe essere superata la forte criticità della misura 4.11 del Feoga. Per Fesr e Fse il ricorso all’overbooking dovrebbe garantire i pagamenti fino alla dotazione complessiva del fondo.
Per quanto riguarda il fondo sociale europeo sono state riscontrate numerose irregolarità sul totale dei progetti approvati per quanto riguarda quelli gestiti ai sensi della legge regionale n. 24/1976 in merito all’addestramento professionale dei lavoratori (i c.d. Prof )e poi anche sul follow up dell’Audit della commissione europea sulle procedure di appalto. Tante risorse perse, mentre è di questi giorni la notizia che un precario su due ha solo la licenza media. Una formazione qualificata significherebbe anche contribuire ad abbattere l’alta percentuale di disoccupati e di lavoratori precari.

Articolo pubblicato il 05 agosto 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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