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Riorganizzare gli uffici attraverso la telematica
di Melania Tanteri

Forum con Gabriele Ragusa, ingegnere capo del Genio Civile di Catania

Tags: Gabriele Ragusa, Genio Civile



Quali sono le competenze istituzionali del Genio Civile?
“Le attività del Genio Civile, che dipende dall’assessorato alle Infrastrutture (ex Lavori pubblici) della Regione, sono numerose: si va dalla manutenzione degli immobili demaniali, alla prevenzione sismica. Un altro campo di pertinenza riguarda la questione idrogeologica, relativamente alla quale interveniamo sulle emergenze e sulle opere di arginamento dei corsi d’acqua”.

L’anno scorso ci disse che avevate fatto richiesta alla Regione siciliana di computer moderni e più avanzati. Li avete ottenuti? Avete fatto progressi nell’ambito dell’informatizzazione?
“Da allora ad oggi, sicuramente siamo andati avanti, abbiamo realizzato una rete intranet e ognuno è collegato con gli altri e tutti con la rete regionale. Stiamo procedendo noi stessi alla riorganizzazione dei nostri uffici, ma abbiamo ancora bisogno di lavorare in questo senso. Infatti, in questo momento, non abbiamo ottenuto nessuna risposta dalla Regione, nonostante abbiamo fatto moltissime richieste. Probabilmente, il momento di cambiamento all’interno dell’istituzione non aiuta il nostro lavoro; aspettiamo che questa fase dia un’assetto definitivo che consenta alla macchina di ripartire”.

Quali sono i servizi che erogate in via telematica?
“Innanzitutto si può accedere al protocollo per verificare a che punto sia arrivata una pratica, si può reperire la modulistica, la normativa e individuare i soggetti che si occupano delle pratiche. Forniamo molti servizi in via telematica, ma sono poco utilizzati dalla nostra utenza, che è composta quasi esclusivamente da professionisti che hanno bisogno del contatto diretto con il personale”.

Questo provoca caos e lunghe attese agli sportelli?
“Solo nei giorni di ricevimento, anche se il nostro è un lavoro molto tecnico e dunque non sono tantissime le persone che si rivolgono a noi”.

Lo scorso anno ci disse che il personale, circa 200 dipendenti, era insufficiente. È cambiato qualcosa? Avete delle unità di personale in più rispetto al passato?
“Abbiamo avuto dei cambiamenti in positivo: il personale è sempre intorno alle 200 unità, ma sono stati coperti alcuni ruoli. Le unità operative di base, le UOB, però diminuiranno di un terzo, da 43 a 25, dopo la riorganizzazione, e questo potrebbe creare qualche problema”.

Sono stati fatti dei progressi relativamente allo smaltimento delle pratiche? Lo scorso anno ci diceva di quanto la complessità burocratica influisse rallentando lo smaltimento, tanto che per alcune pratiche potevano trascorrere fino a dieci anni.
“La normativa non è cambiata, tranne quella antisismica. Con la modifica di questa, c’è stato un enorme afflusso di pratiche presentate secondo la vecchia normativa e quindi abbiamo avuto molto lavoro da sbrigare. Dopo alcuni momenti di attività intensa, alcune volte anche notturna, ne abbiamo smaltite parecchie, anche se sono rimasti un po’ di arretrati. Ma questo nel campo privato, perché nel pubblico siamo invece in regola”.

Per quanto riguarda la formazione professionale, quali sono state le principali iniziative svolte nell’ultimo anno e quali quelle previste per il futuro? Il personale partecipa con entusiasmo ai corsi di formazione?
“Di formazione ne facciamo continuamente. Lavoriamo, in questo senso, in stretta collaborazione con l’Università di Catania con la quale organizziamo corsi e momenti di approfondimento, coinvolgendo gli altri uffici di Genio civile delle provincie siciliane. Riusciamo, così, non solo a puntare sulla formazione, ma anche a contenere i costi, grazie soprattutto alla disponibilità dell’Ateneo catanese”.

Quanti corsi avete organizzato ultimamente?
“Fino ad oggi due, organizzati qui a Catania e che hanno visto il coinvolgimento del Genio civile delle provincie orientali dell’Isola”.

Quest’anno, in quale settore in particolare, avete investito maggiormente?
“Sicuramente sul dissesto idrogeologico e sulle strade. Certamente il nostro lavoro sarebbe stato più semplice se avessimo avuto una moderna strumentazione”.
 

 
Recupero delle coste, i progetti sono pronti ma l’assessorato al Territorio non risponde
 
Cosa è stato fatto nell’ultimo anno per il recupero delle coste e delle infrastrutture marine?
“I primi di giugno, abbiamo presentato all’assessorato al Territorio e Ambiente numerosi progetti che riguardano il recupero delle coste, ma allo stato attuale non abbiamo ricevuto alcuna notizia. Abbiamo i fondi, abbiamo i progetti, ma non abbiamo corrispondenza da parte della Regione e tutto rimane fermo. L’aspetto progettuale del nostro lavoro è molto importante, e il Genio Civile di Catania, in questo senso, è molto produttivo: abbiamo presentato, ad esempio, un progetto di allargamento dell’argine del fiume Simeto, propedeutico alla realizzazione del nuovo ponte Primosole. In totale, abbiamo presentato in Regione progetti, già esecutivi o definitivi, finanziati dai fondi PO-FESR 2007-2013, per un importo di 27 milioni di euro, ma sono ancora tutti in attesa di approvazione. Ritengo, invece, che in un momento di crisi come quello che stiamo attraversando, sarebbe molto importante, anche dal punto di vista psicologico, veder partire alcuni cantieri”.

Quali interventi avete effettuato quest’anno, relativamente alla mitigazione del rischio idrogeologico?
“Abbiamo agito sulla collina di Vampolieri, in cui la situazione è veramente seria. Abbiamo liberato i torrenti ma servono ancora interventi per incanalare l’acqua, fondamentali per raggiungere un buon livello di sicurezza che allo stato attuale ancora non c’è. Sette mesi fa abbiamo presentato alcuni progetti ma, anche in questo caso, non abbiamo ottenuto alcuna risposta”.

Articolo pubblicato il 25 agosto 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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