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Quotidiano di Sicilia

Sanità: stop spesa da 15 mila euro al minuto
di Pierangelo Bonanno

Pubblicato un rapporto generale dall’assessorato regionale, una sorta di guida per il cittadino con gli obiettivi del Governo. Incrocio dei dati tra Ausl e ministero delle Finanze per verificare eventuali errori e svelare le frodi

Tags: Sanità, Regione Siciliana



PALERMO - Le istituzioni pubbliche, ad ogni livello, riconoscono il ruolo essenziale della comunicazione, al fine di diminuire la distanza, spesso intollerabile, tra Cittadini e responsabili della gestione pubblica.
L’assessorato regionale alla Sanità, attraverso la pubblicazione di un rapporto generale annuale “La Sanità in Sicilia, una guida per tutti i cittadini”, presente sul sito internet alla voce “12 mesi, il fatto e il da farsi” tenta di offrire un bilancio delle proprie attività svolte, nel corso di questo primo anno di iniziative, ed indicando una serie di proponimenti, il cui esito sarà oggetto di valutazioni successive, solo dopo che i cittadini ne usufruiranno concretamente.
È innegabile che le iniziative di valore non mancano, anche se la distanza della sanità siciliana da standards accettabili deve essere, ancora, assottigliata.

Lo stesso Rapporto esordisce evidenziando come la sanità siciliana costa più di 15.000 euro al minuto, circa 1 mln di euro ogni ora, senza che ciò abbia corrisposto a dei servizi di assistenza sanitari di qualità.
Il Governo regionale ha dovuto tenere conto del “Piano di Rientro”, già sottoscritto dal precedente Governo siciliano con lo Stato, per evitare il possibile commissariamento della sanità siciliana, considerando che i deficit sanitario si è avvicinato, tra il 2007 ed il 2008, al miliardo di euro.
Pertanto, tra le innovazioni proposte si avrà l’obbligo di sottoporre i manager ad un sistema valutativo,che si legherà a un corrispondente meccanismo di premialità.

Il rapporto continua evidenziando che grazie al nuovo corso le Aziende sanitarie dovranno verificare qualità e congruità delle prestazioni, dell’utilizzo dei posti letto e delle dotazioni tecnologiche. Un tema caro all’assessore Russo riguarda le consulenze esterne, che, se non nei casi di necessità, saranno vietate.
Nella Guida, elaborata dall’assessorato, si sottolinea la necessità per il sistema sanitario di intraprendere i propri percorsi gestionali nel solco della Legalità.

In particolare, l’assessore regionale Russo, tra i suoi atti ufficiali, ha ribadito che “chi paga il pizzo o non presenta denuncia per aver ricevuto richieste in tal senso o comunque cede a estorsioni di ogni genere non potrà avere rapporti contrattuali né con l’Assessorato regionale alla Sanità né con le Aziende sanitarie: in caso di contratti già stipulati sarà prevista la loro automatica e immediata risoluzione”

L’utilizzo delle nuove tecnologie rappresenta un punto di forza nelle attività dell’assessorato regionale alla sanità.
L’istituzione dell’anagrafe regionale, informatizzata, degli assistiti ha consentito la possibilità di confrontare i dati delle Ausl con quelli del Ministero delle Finanze, al fine di potere verificare potenziali errori o, peggio, possibili frodi a scapito della sanità siciliana.

Nella stessa direzione, anche se i risultati dovranno arrivare,  si pone l’accordo stipulato tra l’assessorato alla Sanità e l’Inps, grazie al quale le Aziende ed i Distretti sanitari potranno accedere, in modalità informatica, gratuitamente, ai dati dell’Istituto previdenziale, consentendo di ridurre i tempi del 30% per il riconoscimento dell’invalidità civile e, allo stesso tempo, grazie alle procedure informatizzate, si tenterà di ridurre, o meglio di eliminare, le truffe a danno della P.A.

Articolo pubblicato il 10 giugno 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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