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Quotidiano di Sicilia

Appello di Miccichè al Pd, “No a governo di tecnici”
di Raffaella Pessina

Nasce il Partito del popolo siciliano, il Pdl è così diviso in tre correnti. I giochi di poltrone al governo quater potrebbero prolungarsi

Tags: Ars, Raffaele Lombardo, Gianfranco Miccichè



PALERMO - Il giorno del Lombardo quater potrebbe essere rinviato: questo pomeriggio infatti il Governatore dovrebbe annunciare in Aula la nuova squadra di Governo. Ma il Pd mostra ancora delle perplessità ed ha voluto rinviare ogni decisione a venerdì di questa settimana, in occasione della direzione regionale di partito. Nel pomeriggio di ieri intanto, il sottosegretario alla Presidenza, Gianfranco Miccichè insieme con Michele Cimino e Titti Bufardeci, hanno incontrato la stampa per rendere note alcune considerazioni sul Governo Lombardo, come testualmente è stato scritto nel comunicato stampa.

Nel corso della conferenza stampa il sottosegretario Miccichè ha criticato l’operato di Lombardo soprattutto per quanto riguarda la mancata certificazione della spesa dei Fas precedenti, fatto che blocca l’erogazione dei nuovi fondi Fas. Considera una iattura il governo tecnico e fa appello al Pd perchè chieda a Lombardo assessori politici e non tecnici. Lombardo si vanterebbe dello sfascio del Pdl? Risponde Miccichè che non c’è nessuno sfascio, anzi,  se si andasse a elezioni, il Pdl sfaccettato, avrebbe più consensi di un Pdl unito.

La composizione della nuova giunta, a parte l’incognita Misuraca, dovrebbe ormai comunque essere chiara. Restano i tecnici (Gaetano Armao che potrebbe passare dai Beni culturali al Bilancio, Caterina Chinnici e Massimo Russo, Pier Carmelo Russo, vicino ad Antonello Cracolici, Marco Venturi , vicino a Beppe Lumia e Mario Centorrino, gradito a Francantonio Genovese e alla sua corrente Innovazioni. Sui nomi degli assessori si fanno molte ipotesi, ma sembra quasi certo che Nino Strano, finiano, resterà al suo posto, una poltrona dovrebbe toccare al Pd, una all’Udc della corrente di Casini, opposta al segretario regionale Saverio Romano. Restano tre poltrone: una verrà assicurata all’Api (Alleanza per l’Italia), una dovrebbe essere in quota Mpa o in alternativa ad un uomo di Misuraca e infine l’assessorato all’Agricoltura potrebbe andare ad un dirigente.

I commenti politici non cessano dalle parti avverse (Pdl, Udc in quota Romano, il gruppo di Miccichè). “No al Lombardo quater, no al Governo dei tecnici”, così ha sintetizzato Cateno De Luca, del gruppo Misto all’Ars.
“Casini – ha detto  Romano (Udc) - pensa di poter provare a fare un'alleanza col centrosinistra. E le prove generali le sta facendo col ribaltone qui in Sicilia. Vuole un partito più leggero, in grado di fare alleanze spurie rispetto alla nostra tradizione”.

Ma le cronache di questo ultimo fine settimana sono state occupate della fondazione del Partito del Popolo Siciliano ad opera di Miccichè, dopo il fallimento del Pdl Sicilia che si è scisso in tre correnti (quella del sottosegretario al Cipe, quella finiana e coloro che sono vicini a Dore Misuraca. “In Sicilia facciamo questo partito – ha detto Miccichè - perché siamo convinti che sia la strada giusta per quella rivoluzione siciliana che non si è ancora compiuta, anzi non è nemmeno cominciata”. Il vice presidente della Regione Michele Cimino ha dichiarato: “cercheremo di essere artefici della ripresa economica della nostra terra e non permetteremo offese da chi con ignoranza non conoscendo la nostra storia e le nostre passioni denigra la nostra isola meravigliosa”. Al contrattacco il segretario regionale del Pd Giuseppe Lupo che ha dichiarato: “In Sicilia il Pdl si è auto-ribaltato spaccandosi in tre pezzi tra lealisti, ribelli e finiani. Come nel resto del Paese, anche qui stiamo assistendo al fallimento del berlusconismo, che ha mal governato la Regione negli ultimi dieci anni”.

Articolo pubblicato il 21 settembre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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