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Quotidiano di Sicilia

Ambiente: soldi spesi, risultati zero
di Rosario Battiato

Ambiente. La qualità delle risorse del Por Sicilia 2000-2006.
Bilancio. Pochi giorni fa la Regione siciliana ha chiuso il bilancio delle risorse comunitarie ottenute nel periodo 2000-2006. Ottima la capacità di spesa, pessima quella qualitativa.
Valutazione. Molte le critiche espresse al rapporto tra spesa e impatto economico e infrastrutturale. In quest’ultimo caso, gli indici ambientali confermano il divario con il resto d’Italia.

Tags: Ambiente, Agenda 2000, Por Sicilia 2000-2006



PALERMO – I fondi di Agenda 2000 sono stati spesi senza però colmare il divario tra Sicilia, la media nazionale e quella europea. I risultati della relazione finale presentati la scorsa settimana non lasciano dubbi e i dati analizzati dal 2000 al 2009 sui temi più scottanti che affliggono l’Isola testimoniano che in effetti 8 miliardi di progettazione non hanno affatto reso la Sicilia un posto migliore.
Gli snodi nevralgici e dolenti del sistema Isola, in particolare quelli ambientali, sono ancora tutti da risolvere e il grande dilemma resta adesso per il futuro degli altri fondi europei, perché il passare del tempo non fa altro che allontanare Bruxelles da Palermo forse irrimediabilmente. La speranza riparte da questi giorni col Lombardo quater.
 
Agenda 2000 avrebbe dovuto rappresentare un ponte ideale per riavvicinare la Sicilia all’Europa. I risultati sono stati invece molto contraddittori: si chiude con una spesa di 8,476 miliardi di euro, pari al 100,19% delle risorse a disposizione. 
Tuttavia, al di là del spese effettuate, resta il dubbio su quanto i fondi europei abbiano inciso realmente sul tessuto produttivo e infrastrutturale dell’Isola. Infatti il bilancio finale sulla penetrazione dei fondi comunitari nella Regione siciliana, dopo l’approvazione del rapporto finale da parte del Comitato di sorveglianza del Por Sicilia 2000/2006, che si è riunito qualche giorno fa, sotto la presidenza dell’assessore regionale per le Autonomie locali e la Funzione pubblica, Caterina Chinnici, su delega del presidente Lombardo, ha certificato un’ottima percentuale di spesa sui fondi disponibili, ma allo stesso tempo questo ponte ideale non si è costruito e il divario tra Sicilia ed Europa è rimasto quasi intatto.
 
I numeri sembrerebbero attestare il contrario: nel periodo di esistenza di Agenda 2000, secondo la relazione, sono stati quasi cinquantamila i progetti finanziati nei 7 Assi e nei 4 Fondi, con poco più di 9.500 progetti oggetto di rinuncia o revocati.  Nel periodo in questione, si legge nel rapporto, la crescita media del Pil in Sicilia è stata dell’1% superiore alla perfomance delle altre regioni del Mezzogiorno. “Tuttavia - ha precisato  l’assessore Chinnici - questi risultati non significano che tutto è stato perfetto o che non si poteva fare di meglio e di più. Sono certa che le criticità emerse dal Programma che oggi si conclude possano servire come stimolo per evitare di ripetere gli stessi errori nell’attuazione di Agenda 2007”. 
 
Il parere favorevole dell’esponente del governo regionale si scontra però con la dura realtà dei fatti, puntualmente segnalata dagli altri membri del comitato di sorveglianza. 
“Otto miliardi spesi – ha spiegato Mario Filippello, segretario regionale della Cna (Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa) e componente del Comitato di sorveglianza del Por 2000/2006 - nessun obiettivo raggiunto: siamo di fronte alla certificazione del fallimento di Agenda 2000 in Sicilia. Serve un’immediata inversione di tendenza, solo puntando sulla Pmi possiamo creare sviluppo e occupazione”. Al centro della critica di Filippello resta il fallimento degli obiettivi prefissati rispetto il Pil, i livelli occupazionali, la dotazione infrastrutturale e il sistema produttivo. 
 
Ma nel mirino delle critiche ci sono anche i risultati non ottenuti nel settore dei rifiuti, delle risorse idriche, della depurazione e dei trasporti. Si parla di 700 milioni spesi per la rete idrica e circa 400 milioni per gli impianti di depurazione. Nel primo caso l’Isola continua a far registrare perdite abbastanza evidenti e difficoltà nelle distribuzione visto che nel 66,7% dei comuni capoluogo di provincia esistono misure di razionamento dell’acqua, un dato che non è migliorato negli ultimi anni mentre a livello nazionale la media è pari al 16,4%. 
 
Nel secondo caso solo il 71,6% della popolazione residente nei comuni capoluogo di provincia è servito da impianti di depurazione delle acque reflue urbane a fronte del 94% della media nazionale.
 

 
La valutazione. Uil: “Agenda 2000 dispersa in mille rivoli”
 
PALERMO – Critiche come macigni dopo l’approvazione e la diffusione del rapporto finale da parte del Comitato di sorveglianza del Por Sicilia 2000/2006. “Le risorse di Agenda 2000 – ha dichiarato Salvatore La Terra, segretaria regionale della Uil Sicilia e componente del comitato di sorveglianza per Agenda 2000 - sono state disperse in mille rivoli. Più in una logica di creazione del consenso che non di realizzazione di interventi a valore strategico per lo sviluppo della Sicilia”. Accuse pesanti che non si attenuano nel seguito dell’intervento del rappresentante della Uil regionale. 
Secondo La Terra bisogna superare “la vecchia impostazione ma dobbiamo evitare di rimanere prigionieri della scarsa capacità di spesa della Regione”. Spendere tutto, infatti non vuol dire spendere bene. “L’alternativa non può essere – ha spiegato La Terra - tra spendere male e non spendere affatto, perdendo così i soldi che Bruxelles ci mette a disposizione. Per questo è importante prendere coscienza degli errori commessi sino ad oggi e adottare comportamenti virtuosi”. 

Articolo pubblicato il 29 settembre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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