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Quotidiano di Sicilia

Regione e Comuni aprire i cantieri
di Carlo Alberto Tregua

Parchi-progetti e Piano infrastrutture

Tags: Economia, Sicilia, Gaetano Armao, Raffaele Lombardo



L’economia siciliana è asfissiata dalla mancanza di liquidità, sia perché Regione e Comuni non pagano i fornitori (o li pagano con un ritardo sanzionato dall’Ue) sia perché i lavori pubblici sono precipitati in questi ultimi anni. Eppure, c’è tanta disponibilità di risorse finanziarie che aspettano solo di essere spese. Un vero e proprio delitto compiuto dai responsabili delle istituzioni, i quali si perdono in mezzo a beghe da cortile e non capiscono che la ragione per la quale il popolo li ha eletti è quella di promuovere lo sviluppo della regione (per quanto riguarda il Governo) e dei territori (per quanto riguarda i Sindaci).
La carenza di liquidità, per la mancanza di pagamenti e dell’apertura dei cantieri, sta strangolando l’economia dell’Isola e con essa i consumi, perché viene meno la disponibilità di quattrini nelle tasche dei cittadini.
La gravità della questione non è ben compresa da assessori, direttori generali e sindaci, che restano immobili senza prendere provvedimenti urgenti e tempestivi che rompano l’involucro dell’immobilismo.

Occorre che immediatamente Regione e Comuni aprano i cantieri e contestualmente si accingano a redigere la prima il Piano regionale delle infrastrutture, i secondi il parco-progetti del territorio di propria competenza.
Sentiamo una risibile osservazione: i Comuni non hanno i soldi per pagare i professionisti. Invece hanno i soldi per pagare gli innumerevoli sprechi più volte elencati nelle pagine di questo quotidiano. Anche in questo caso bisogna smentire una clamorosa bugia e, cioè, che i sindaci non abbiano quattrini. è vero con le presenti condizioni. è falso se esse si ribaltano. Come? Andando a caccia degli evasori, che sono tantissimi, mediante un apposito gruppo di Polizia municipale tributaria e colpendo inesorabilmente i morosi dei tributi comunali che sono oltre un terzo.
Aumentando le entrate e incassando le somme dovute dai cittadini, tagliando senza guardare in faccia nessuno le spese, i Comuni potrebbero trovare l’equilibrio di bilancio e con esso le risorse per fare i progetti finanziabili e cantierabili.
 
Lo stesso ragionamento vale per la Regione, anche se su dimensioni diverse. Il suo bilancio è di circa 29,6 miliardi di euro, pressappoco come quello della Lombardia. Ma a differenza del primo, quasi tutte le uscite sono ingessate. Dunque, la Giunta ha scarse possibilità di manovra.
Nell’impostare la Finanziaria 2011, il neo assessore all’Economia, Gaetano Armao, ha l’improbo compito di tagliare fortemente la spesa corrente per rendere disponibili le risorse finanziarie recuperate, da destinare alle opere pubbliche. La Regione non può continuare a fare l’ammortizzatore sociale, cioè a pagare stipendi e indennità improduttivi perché corrisposti a persone che non rendono. Ma, con sapienza, deve creare opportunità di lavoro in modo che chi voglia possa trovare sfogo in attività produttive di ricchezza, qual è appunto la costruzione di opere pubbliche.
Per questa ragione, il presidente  dei siciliani, Raffaele Lombardo, deve insediare presso la direzione generale delle opere pubbliche una task force per fare l’inventario di tutte le opere incompiute e un Piano di opere nuove.

Non scriviamo nulla di nuovo. Ricordiamo il grande economista John Maynard Keynes (1883-1946) il quale consigliava agli Stati in depressione economica anche di indebitarsi per rimettere in moto l’economia attraverso la costruzione di infrastrutture.
Lo ribadiamo per l’ennesima volta. La Sicilia ha bisogno di robuste iniezioni di liquidità e non di chiacchiere a vanvera, come sono quelle di tanti politici e dirigenti regionali che continuano a riferire che cosa loro stiano facendo, non che cosa abbiano già fatto e quanti milioni o miliardi abbiano immesso nell’economia regionale.
Lo stesso presidente Lombardo ha più volte emanato decreti, direttive e circolari ai propri dirigenti, invitandoli perentoriamente a spendere, ma ha trovato un muro di gomma. Avrebbe dovuto trarne le conseguenze e destituire quei dirigenti regionali sordi. Qui, ora, o si fa la Sicilia o si muore. Non c’è più tempo per vuote e inutili parole.

Articolo pubblicato il 07 ottobre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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