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Concorso annullato per dirigenti scolastici, rinviate le date previste per il nuovo esame
di Sebastiano Ambra

Il direttore generale Di Stefano fa sapere che viene “deferito lo svolgimento”. Intanto protestano a Roma i 426. Lo slittamento in ottemperanza alle ordinanze del Tar del Lazio n. 3579/10 e 3580/10

Tags: Scuola, Guido Di Stefano



ROMA - Trovarsi a Trastevere nei giorni a cavallo fra settembre e ottobre, e passare sul viale di Trastevere, significava incontrare un gruppetto affiatato di siciliani, compatto dietro un cartello bianco a lettere blu, con una grossa catena a fare da abito a qualcuno e le facce corrugate come fosse il giorno meno adatto dell’anno per vivere sorridendo. L’ubicazione esatta era il numero 76 del viale, cioè l’ingresso del ministero della Pubblica Istruzione: il cartello “Nostra colpa? Avere vinto il concorso per dirigente scolastico in Sicilia” attirava come miele se eri siciliano e pure giornalista. E se in genere sei curioso, soprattutto per il contorno di catene. Avvicinarsi, però, non è stato semplice: la diffidenza è un muro alto, sebbene non criticabile a priori. Perché loro, lì da giorni, sventolavano soprattutto la professionalità, che se reale è una ragione degna. Da presidi vincitori del tanto contestato concorso per dirigente scolastico in Sicilia, annullato dal Cga il 25 maggio 2009, vogliono far valere i fatti.
La protesta per evitare il nuovo esame previsto per il 14 e 15 ottobre, però, si incontra con un fatto nuovo: l’esame non si farà.
 
Almeno non in quelle date: il Dirigente scolastico regionale, Di Stefano, fa sapere che viene “differito lo svolgimento”, e questo “in ottemperanza alle ordinanze del Tar Lazio nn.3579/10 e 3580/10”. Quei 426 vincitori che a gruppi di 20 si alternavano dal 21 settembre davanti al Miur possono ora tirare un sospiro di sollievo, e magari pensare che il picchetto paga. Solo che c’è da scommettere che le facce corrugate rimarranno tali, con tanto di diffidenza, quella stessa che li ha portati a fare domande su domande per capire se si trovavano davanti un giornalista “amico”, o qualcuno mandato da chi, a detta loro, ne ha spento il contraddittorio quando si è parlato della vicenda. Alla fine, però, Salvatore Impellizzeri, dirigente scolastico di Catania, ha accettato di parlare: “Non ci sta bene che la stessa procedura sia stata ritenuta valida dal Consiglio di Stato, rispetto alla Sicilia.

 Noi siamo in diritto di conservare il nostro posto e combattiamo anche contro i mass media che hanno fatto passare la notizia che siamo tutti raccomandati, ma così non è stato”. Impellizzeri era arrabbiato, ma composto. Sembrava sincero. Insieme agli altri rivendicava la professionalità. “Vada a vedere quanto di buono abbiamo fatto”, urlava una donna del gruppetto. “Perché non accertano il nostro buon lavoro, vedono se siamo capaci o falsi?”. Di sicuro di questa vicenda qualcuno farà le spese: al di là della regolarità o irregolarità, infatti, molte professionalità verranno abbattute.
 


L’approfondimento. Ping pong di decisioni e partita ancora aperta
 
“Qual è il punto? In Sicilia come in altre regioni si è proceduto alla nomina di una ulteriore sottocommissione. Questo in base dpcm che dice ‘fermo restando il presidente bisogna nominare solo due commissari’ – quindi non si è creato il collegio perfetto di tre persone. Ora: il Consiglio di Stato ha detto che questo va bene perché deriva da un decreto ministeriale, ma il Cga in Sicilia ha rigettato la cosa”. Impellizzeri ha riassunto così la vicenda, come un “problema di forma”. Un problema che è diventato una sorta di pingpong, con le ultime vicende che hanno visto a gennaio la sospensione da parte del Tar Sicilia del provvedimento che avrebbe dovuto dare l’avvio alla rinnovazione della procedura concorsuale, ad aprile l’annullamento di questa sentenza da parte del Cga seguito, a maggio, da una nota dell’Ufficio scolastico regionale siciliano che comunicava che era venuto meno “ogni legale impedimento” per una nuova prova, seguita a sua volta dalla comunicazione delle date d’esame, e infine, dall’annullamento dell’appuntamento. E non è ancora finita.

Articolo pubblicato il 07 ottobre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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La protesta dei presidi davanti il Miur (sa)
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