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“Fare dimagrire il Bilancio regionale e orientare la spesa agli investimenti”
di Raffaella Pessina

“La Regione strangola l’economia”: risponde il neo-assessore regionale all’Economia del Lombardo quater, Gaetano Armao. Essenziale, però, la perequazione infrastrutturale senza la quale non si realizza la fiscalità di vantaggio

Tags: Gaetano Armao, Economia, Sicilia



PALERMO - “La Regione strangola l’economia” è l’inchiesta che il QdS ha pubblicato ieri e sulla quale abbiamo sentito direttamente il neo assessore all’Economia del governo Lombardo quater, Gaetano Armao.
Assessore Armao, Lei ha dichiarato recentemente che la Regione fino ad oggi ha vissuto al di sopra delle proprie possibilità. Cosa deve fare la Sicilia per rientrare nell’equilibrio economico e finanziario?
“La ricetta, che è quella mia, ma anche quella del nostro presidente della Regione è quella di un deciso riequilibrio del bilancio con un dimagrimento del complesso del bilancio stesso e bisognerà, per quanto possibile orientare le spese verso gli investimenti”.

Con l’ultimo decreto legislativo di attuazione del federalismo approvato in Cdm e attualmente in itinere, si prevede la possibilità di ridurre fino ad azzerare l’Irap (peraltro già prevista dalla legge 122/2010)...Pensa che la Regione già nella Finanziaria 2011 interverrà tagliando l’Irap(in tutto o in parte) per attrarre investimenti di nuove imprese in Sicilia?
“Per parlare di Irap bisogna partire dall’ultimo decreto sul federalismo fiscale che non si applica alle regioni a Statuto Speciale. Abbiamo contestato il Decreto che non è chiaro sulla distinzione fra regioni ordinarie e a Statuto speciale e quindi proprio adesso abbiamo chiesto come Regione Sicilia, ma su questo si sono accordate anche tutte le altre regioni a Statuto speciale, di un esplicito riconoscimento dell’esclusione non del taglio dell’Irap, perché anche per noi ci sarà questo taglio, ma della applicazione del federalismo fiscale. Infatti la legge 42 del 2009, la cosiddetta legge-delega, prevede per le Regioni a statuto speciale il federalismo fiscale, ad eccezione della perequazione infrastrutturale, di cui finora il Governo Nazionale non solo non ha detto una parola, ma non ha scritto neanche una riga e che è elemento qualificante del federalismo”.
“La perequazione infrastrutturale - continua Armao - (strade ponti, autostrade, scuole) è una condizione necessaria per un federalismo fiscale giusto. Senza, ci sarebbe solo un federalismo fiscale iniquo. Questo non lo dico io, ma lo dice la legge”.
“Su questo i siciliani devono fare una battaglia dura perché il federalismo deve camminare tutto insieme: la legge prevede sia il federalismo fiscale che la perequazione infrastrutturale e quella fiscale. Peraltro, ripeto, per le Regioni a statuto speciale c’è l’esclusione dell’applicazione di questa disciplina generale che è valida, invece, per tutte le Regioni a statuto ordinario. Per le Regioni a Statuto speciale c’è l’applicazione di un regime particolare, che è frutto di un negoziato tra Stato e singola regione. Lo Statuto speciale deve essere poi inserito all’interno delle norme di attuazione da parte della cosiddetta Commissione paritetica. è ovvio che noi puntiamo alla fiscalità di vantaggio, che come è noto, prevede l’abbattimento di alcune imposte per favorire l’attrazione degli investimenti”.

Quindi sareste favorevoli in Sicilia a ridurre o addirittura eliminare l’Irap?
“Assolutamente sì. Purtroppo in un bilancio così rigido in questo momento l’Irap ed anche l’Irpef sono al massimo di quanto possa essere possibile. Il tema è che a questo punto noi potremo abbattere l’Irap o comunque diminuirla, rendendo la Sicilia attrattiva sul piano fiscale, solo che da un lato avvieremo una drastica riforma del nostro bilancio con un contenimento significativo delle spese, dall’altro avremo compiuto quel percorso positivamente iniziato con il contenimento della spesa sanitaria. Solo un bilancio virtuoso può portare ad una fiscalità di vantaggio con questo sistema. Ma senza quella famosa perequazione infrastrutturale inevitabilmente dovremo orientare le risorse per realizzare infrastrutture, perché siamo oggettivamente disagiati sotto questo profilo rispetto al resto del Paese. Quindi paradossalmente, se è vero che non parte la perequazione infrastrutturale noi non avremo mai la fiscalità di vantaggio”.
 

 
“862 mln di mutuo, deliberato in tre finanziarie ma non ancora acceso”
 
Perchè la sospensione dei pagamenti per i prossimi 20 giorni, la Regione ha sforato con le spese rispetto alle entrate o è conseguenza di mancati trasferimenti da parte dello Stato?
“La Regione per un decennio ha utilizzato più risorse di quante ne avrebbe potuto utilizzare - puntualizza Armao -. Nel frattempo si è indebitata per quasi 5 miliardi di euro”.
“Io mi sono insediato solo da qualche giorno, devo ancora documentarmi specificatamente, ma so che l’ultimo debito è stato autorizzato dal Parlamento con ben tre finanziare votate in Aula. Non è stata quindi una iniziativa del Governo, ma dei parlamentari, anche da coloro che in questi giorni si sono pronunciati negativamente sulla situazione economica della Regione e sulle iniziative adottate. Voglio spiegare, ma sicuramente i parlamentari queste regole le conoscono, che i mutui sono inseriti nelle finanziarie, quindi non è che il Governo regionale può autonomamente decidere di accendere un mutuo, ma lo si può fare solo se è previsto in finanziaria. E ben tre finanziarie, lo ribadisco, hanno previsto mutui per circa 200/250 milioni l’anno, che comunque noi non abbiamo acceso fino ad oggi, ma a cui oggi dobbiamo ricorrere. E mi riferisco a quello di 862 milioni di euro, che è la risultanza di tre annualità di mutui, autorizzati e non ancora accesi”.
 


La Regione ha dovuto anticipare risorse a causa del mancato versamento dei Fas
 
Sono state effettuate eccessive spese correnti penalizzando fortemente le spese per investimenti. Cosa deve fare il Governo per tagliare la spesa corrente ed aumentare fortemente gli investimenti? Ovvero per invertire la rotta?
La richiesta di mutuo alla Cassa Depositi e prestiti da 862 milioni di euro per quali spese servirà? Spese per investimenti?
“Questi soldi non potranno che essere utilizzati per investimenti e pagamenti di mutui e quindi per allungamento dei periodi di mutuo. Non potranno certamente essere utilizzati per spese correnti, ma solo per investimenti, che invece in questo momento stiamo pagando con spese correnti. Non dimentichiamo che grazie allo Stato che non ci versa i Fas (fondi aree sottosviluppate), la Regione ha dovuto anticipare risorse per investimenti con la nostra cassa. Il disagio di cassa della Sicilia è ascrivibile in buona parte allo Stato che non ci dà il Fas. E siccome noi dobbiamo fare investimenti per far crescere la nostra economia o meglio ancora per non farla morire, siamo stati costretti a prendere dalla cassa delle spese correnti, le risorse per gli investimenti. Ecco perché oggi dobbiamo accendere il mutuo. Sono solito dire che i numeri sono argomenti ostinati, sui numeri i nostri amici politici che siano di destra o di sinistra e che sono bravi a fare i prestigiatori con il nulla, si trovano invece in difficoltà. I numeri sono questi e non si possono fare questioni politiche”.

La sospensione dei pagamenti è avvenuta con una circolare?
“No, la sospensione dei pagamenti è avvenuta con decreto del Presidente della Regione, su mia proposta, e che può essere in ogni momento modificata, derogata, di fronte a comprovate esigenze con un semplice decreto dell’assessore all’Economia, quindi non c’è nessun problema, non ci sono situazioni che sono pregiudicate di fronte a circostanze che sono comunque verificabili e dimostrabili”.
“Quest’anno il blocco della cassa è la metà dello scorso anno, quindi se le critiche vengono da coloro che l’anno scorso facevano parte del Governo regionale siamo di fronte qualcosa che forse non ha nemmeno bisogno di commenti”.

I tagli alle indennità degli assessori e alle auto blu con quale documento sono stati deliberati? O sono delle norme da inserire in finanziaria 2011?
“Ho cominciato il mio mandato proprio con questa proposta che è stata subito accolta e approvata sotto forma di delibera di Giunta, perché bisogna fare una cura dimagrante, per noi sono già operative, ma verranno inserite in finanziaria. Dal mese di settembre abbiamo reso operativi questi provvedimenti.
“Voglio ricordare che vi sono 900 milioni di euro inoltre di valorizzazioni mancate. A metà degli anni 2000 i Governi inventarono la valorizzazione del patrimonio immobiliare, che avrebbe dovuto agevolare flussi per 900 milioni di euro. Quest’anno è a zero. Perché si è trattato di una operazione destinata a fallire perché le previsioni non erano corrette. Quindi se si sommano i 900 milioni di euro che sono venuti a mancare ai 250 milioni di euro di Fas mancati che la regione deve anticipare, ai 300 milioni di euro anticipati ai comuni per i disastri del sistema dei rifiuti che non ha funzionato, si può ben capire la  situazione critica in cui si trova la Sicilia. Non ci sono più nemmeno avanzi di amministrazione, la capacità di indebitamento è arrivata a quasi 5 miliardi e fatto questo mutuo non ne potremo fare altri.
“Inoltre ogni anno la Regione deve pagare circa 600 milioni di interessi e di rate di mutuo. Adesso si ventila che i fondi  Fas per il Sud li gestirà lo Stato, informazione assolutamente proditoria perché  i Fas sono in gestione alle regioni”.
 


Il blocco. Non più di 20 giorni se arrivano tasse e mutuo
 
Le imprese sono con l’acqua alla gola per mancanza di liquidità. Il blocco della spesa non può che aggravare la situazione e dunque abbiamo rivolto questa domanda all’assessore Armao:
La sospensione potrebbe durare più di venti giorni?
“Sono appena stato dal direttore generale della Cassa Depositi e Prestiti e ho saputo che entro la prima decade di novembre dovremmo avere la liquidità. Dopodichè, entro novembre massimo i primi di dicembre, dovremo avere l’incasso delle tasse e quindi da qui a fine anno non ci dovrebbero essere problemi. Altra cosa è invece il tema del bilancio 2011, che è un tema molto più complesso perché lì davvero vi è un problema strutturale. Mentre qui è una questione di “cassa” lì è una questione che dovrà essere affrontato in Aula con tutti i parlamentari. Chi oggi si straccia le vesti, soprattutto chi ha contribuito a creare questa situazione di disagio, farebbe bene a guardarsi gli atti che ha approvato, prima di criticare quelli che adottano altri”.

Articolo pubblicato il 14 ottobre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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