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La Regione strozza il turismo
di Massimo Mobilia

Turismo. La crisi in Sicilia e le politiche mancate.
Consumi. Il calo di turisti stranieri nell’Isola (dati Bankitalia) tra 2008 e 2009 ha determinato un perdita di 130 milioni di euro sulle spese sostenute, di cui 58 milioni in meno per gli alberghi.
Destagionalizzazione. La crisi è maggiore nei mesi invernali a causa della mancanza di offerte convenienti e di eventi a richiamo internazionale. Così le strutture sono costrette a chiudere.

Tags: Turismo, Destagionalizzazione



PALERMO – La crisi economica in Sicilia c’è e si vede. Anzi è tangibile, si tocca con mano. Lo sanno bene gli addetti del turismo, settore che più di ogni altro ha da sempre attratto ricchezza nell’Isola. Per anni ci siamo cullati che comunque andasse, anche tra venti di crisi, i turisti sarebbero arrivati lo stesso, merito delle naturali e secolari bellezze di cui disponiamo. Ma se cotante bellezze non sono affiancate dai dovuti servizi e dalla necessaria e giusta promozione, si rischia di perdere il treno. E così è stato. Gli ultimi dati, tanto dell’Osservatorio regionale, quanto dei vari report nazionali non fanno che confermare il continuo crollo di presenze turistiche, soprattutto straniere, da almeno tre anni.
 
L’ultimo dossier della Banca d’Italia sul “Turismo internazionale dell’Italia” parla chiaro sui viaggiatori stranieri venuti in Sicilia: i 13 milioni e 110 mila pernottamenti registrati nel 2009 sono stati 4 milioni e 167 mila in meno rispetto a quelli rilevati nel 2008. E il calo continua anche durante il 2010 quando, nel primo semestre, con 5 milioni e 79 mila pernottamenti di stranieri, la Sicilia ha registrato 309 mila unità in meno rispetto allo stesso periodo del 2009.

Non ci si poteva certo aspettare di meglio da un’amministrazione regionale che il turismo, invece di cercarlo, valorizzando al massimo il territorio, lo fa scappare. Ad esempio, gli 829 borghi siciliani censiti restano ancora in attesa dei progetti di recupero e, fin ora, per loro si è speso solo il 5% dei fondi europei 2007/2013. Piccoli tesori che, se ristrutturati, potrebbero generare da un lato una grande attrattiva per il turista, e dall’altro uno stimolo per le economie locali. Regione ferma anche nella promozione e nell’assistenza turistica del territorio, con i nascenti Servivi turistici (ex Aast e Apit) che navigano nel caos delle competenze e che al momento sono serviti solo per impiegare personale. Per non parlare dei siti internet attraverso cui i Servizi regionali dovrebbero attirare e assistere i turisti ma che invece risultato poco fruibili o con strumenti del tutto carenti.

Tornando al crollo dei pernottamenti, economicamente parlando la principale conseguenza riguarda le spese che i turisti stranieri hanno sostenuto sull’Isola. Bankitalia ha stimato una perdita di 130 milioni di euro dal 2008 al 2009, anno in cui le spese registrate si sono fermate a circa 900 milioni di euro. Scenario uguale per l’anno in corso. Nel primo semestre 2010, infatti, gli stranieri hanno speso 356 milioni di euro, ovvero 26 milioni in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. È chiaro che, venendo meno i turisti, ne risente tutto l’indotto che ruota attorno al terzo settore.

Vediamo in dettaglio il calo nelle varie tipologie di strutture ricettive. Negli alberghi siciliani i pernottamenti stranieri sono stati 3 milioni e 309 mila nel 2009, ben 851 mila in meno rispetto al 2008. Altri 57 mila sono andati persi nel primo semestre del 2010. Calo più consistente nelle case in affitto dove i 2 milioni e 692 mila pernottamenti nel 2009, sono stati 1 milione e 190 mila in meno rispetto all’anno precedente. Sul fronte spesa per tipologia di pernottamenti, invece, è pesante il crollo degli alberghi che, con 416 milioni nel 2009, hanno perso in un anno 58 milioni. Altri 19 milioni, poi, sono venuti meno nel primo semestre di quest’anno.

I numeri neri del turismo siciliano diventano ancor più negativi se messi a confronto con il trend nazionale e con altre regioni che vivono di turismo quanto noi. Il dato nazionale risulta, infatti, in ripresa nel primo semestre del 2010 con un aumento di quasi 3 milioni di pernottamenti stranieri, su un totale di 136 milioni e 825 mila, grazie soprattutto a regioni come Campania e Lazio che ne hanno guadagnato più di un milione. Anche sul fronte spesa dei viaggiatori la nostra regione ha incassato meno rispetto al trend italiano che ha segnato, nello stesso periodo, una ripresa pari a 654 milioni di euro su un totale di 13 miliardi e 42 milioni.

In un momento in cui nel resto d’Italia il mercato segna una notevole ripresa è dunque evidente che, al di là del fisiologico calo dovuto alla crisi internazionale, in Sicilia la continua perdita di turisti non è giustificata. Inoltre, l’Isola soffre particolarmente nei mesi invernali quando si notano criticità quali la quasi totale mancanza di eventi di richiamo, strutture ricettive che nella maggior parte dei casi chiudono battenti per riaprire in primavera, l’assenza di una conveniente promozione del territorio nelle fiere internazionali. Ragioni per cui la Sicilia, ormai da diversi anni, non riesce a destagionalizzare il proprio turismo.

La dimostrazione arriva analizzando, ad esempio, le presenze di stranieri nel mese di dicembre, periodo in cui le festività natalizie dovrebbero incrementare gli arrivi, ma dove invece si notano le solite percentuali negative. A fornircele stavolta è l’Osservatorio turistico regionale secondo cui, alla voce “presenze”, nel dicembre 2009 gli stranieri sull’Isola sono stati poco più di 110 mila, ovvero il 6% in meno rispetto a dicembre 2008, con una perdita del 3% negli alberghi e dell’8,5% nelle altre strutture. Calo più consistente alla voce “arrivi”, dove i turisti stranieri sono stati 37 mila, cioè il 10,15% in meno, con un calo del 6,3% negli alberghi e del 14% in altre strutture.

è chiaro che a questo punto la Sicilia, che vive principalmente di turismo, non può più permettersi di perdere ancora terreno. Ma per uscire da questa crisi l’amministrazione regionale si deve rimboccare le maniche per offrire al turista, soprattutto straniero, luoghi, offerte e servizi che lo possano spingere a preferire l’Isola rispetto alle altre destinazioni.

Articolo pubblicato il 06 novembre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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