Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia � su Twitterrss qds

Quotidiano di Sicilia

Negli hospice siciliani solo 59 posti letto
di Liliana Rosano

Istituiti con legge n. 39 del 1999, i centri si accoglienza per malati terminali nel 2009 in Italia sono 165 e saranno 229 nel 2010. Esistono solo sei strutture nell’Isola a fronte di 57 in Lombardia e 24 in Emilia Romagna

Tags: Massimo Russo, Hospice, Sanità, Malati Terminali



PALERMO - La Sicilia è ancora indietro rispetto al Nord Italia per numero di hospice presenti nell’Isola. Le strutture, adibite per assistere i malati terminali e accompagnarli verso la fine del loro cammino, sono in tutto 6 nel territorio siciliano, secondo la Federazione cure palliative che ha anche curato il rapporto 2010 “Hospice in Italia”, il secondo studio in questo settore.
Lo studio, elaborato da quattro istituzioni (Società italiana di cure palliative, Fondazione Isabella Seragnoli, Fondazione Floriani e Fers, fondazione per l’economia e la responsabilità sociale), rivela come è cresciuto in modo sensibile il numero di hospice presenti in Italia. Erano appena 5 nel 1999, sono diventati 114 nel 2006 e 165 lo scorso anno. Entro il 2010 saranno 229 i centri in attività.

Una realtà in grande recupero ma non sufficiente per soddisfare la richiesta di circa 250 mila pazienti all’anno. L’aumento delle strutture è andato avanti di pari passo ai posti letto. Inizialmente erano 55, nel 2009 sono diventati 1.888 (0,31 letti ogni 10 mila abitanti contro lo 0,60 che sarebbe necessario). Si prevede che il prossimo anno saranno oltre 2.500. Risultati insperati se solo si pensa che fino a dieci anni fa il servizio pubblico era quasi del tutto impreparato ad accogliere cittadini al termine della vita e a garantire loro dignità, serenità, minor incidenza di dolore e cure palliative.

In Sicilia gli hospice sono presenti a Catania, Agrigento, Messina, Palermo, Ragusa e Siracusa per un totale di 59 posti letto tutti ubicati nelle strutture ospedaliere già esistenti. Le Regioni meglio organizzate sono Lombardia (57 hospice) e Emilia Romagna (24). Si sta mettendo in luce anche la Basilicata che entro breve con le sue 5 strutture sarà in grado di offrire una media di 0,86 posti letto ogni 10 mila abitanti, avvicinandosi dunque ai livelli migliori. Sopra la media nazionale anche Lazio, Liguria, Molise e Marche e Valle d’Aosta. In fondo alla classifica Abruzzo, Trentino Alto Adige e Campania. Malgrado i progressi il nostro Paese non ha ancora raggiunto l’efficienza di Germania, Francia, Spagna e Regno Unito.

Istituiti con la legge n. 39 del 1999,  da quell’anno, lo Stato ha messo a disposizione delle regioni 206 milioni di euro per la realizzazione di 188 progetti di hospice regionali. Oggi i fondi che arrivano alle regioni non sempre permettono facilmente l’apertura di hospice. Infatti, su 182 strutture finanziate solo 119 entro quest’anno saranno operative. Pare che non si trovino infermieri e operatori.

L’altro problema riguarda la non completa integrazione tra hospice e rete delle cure palliative sul territorio. In molte realtà la collaborazione non è stata realizzata attraverso convenzioni e contratti. Il rapporto focalizza inoltre l’attenzione sulla tipologia dei centri. Il 28% sono strutture dedicate, a parte. Il 47% si trovano all’interno degli ospedali. Caratteristiche che, se da una parte è garanzia di servizi, dall’altra rischia di alterare la natura dell’hospice, concepite non come un ulteriore nosocomio ma come casa di accoglienza dove trascorrere gli ultimi giorni.

Articolo pubblicato il 18 novembre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus