Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia Ŕ su Twittergoogle qds rss qds
Quotidiano di Sicilia
Ato rifiuti, debiti per 800 milioni. Gli operai minacciano lo sciopero
di Rosario Battiato

L’emergenza monnezza nell’Isola rischia di aggravarsi se gli operatori incroceranno le braccia. Senza stipendi in 11 mila. Cisl: “Pronti a fermare la raccolta in tutte le province”

Tags: Rifiuti, Ato



PALERMO – Uscire dalla crisi rifiuti? Neanche un moto di speranza per una situazione che si avvia in uno stato sempre più evidente di degenerazione. Ecco lo stato dell’arte: le discariche chiudono le porte a causa dei Comuni insolventi, la differenziata langue, le città sono intasate, latitano gli impianti necessari per attivare riciclo ed evitare smaltimenti diretti mentre l’aggiornamento del piano del 2002 che avrebbe dovuto guidare la rinascita isolana è stato rispedito al mittente dalla Protezione Civile nazionale in quanto necessiterebbe di aggiornamenti su alcuni punti chiave.

Insomma, se già esistono tutti gli ingredienti per una Campania bis, le notizie degli ultimi giorni sembrano suggerire che il piatto della crisi definitiva sarà servito a breve. All’orizzonte infatti si profila la possibilità di un grande sciopero dei lavoratori Ato siciliani, cioè le braccia che materialmente consentono alle città isolane di non venire del tutto inghiottite dai rifiuti. “Siamo pronti allo sciopero e alla sospensione della raccolta dei rifiuti in tutte le province della Sicilia se non ci saranno risposte in tempi brevi”. Queste parole giungono direttamente dal segretario regionale della Fit Cisl ambiente, Dionisio Giordano, e attestano lo stadio ultimo delle proteste dei lavoratori a causa del mancato pagamento delle mensilità.

Si tratterebbe di 11mila addetti in attesa di stipendio e pronti a mettere sulla bilancia delle trattative la loro indispensabile presenza per la raccolta. Secondo i dati del sindacato all’Ato Belice di Trapani non sono state retribuite le ultime due mensilità, mentre nel palermitano all’Ato Ecologia e ambiente, comincia a delinearsi un preoccupante quadro dopo la comunicazione da parte dei dirigenti sull’impossibilità di garantire il pagamento delle spettanze a partire da questo mese.

La situazione non si presenta migliore altrove: non sono stati pagati gli ultimi due stipendi al Coinres Palermo 4 e all’Ato Caltanissetta 1, mentre all’Ato Agrigento 2 manca una mensilità, sono invece in attesa delle retribuzioni i lavoratori degli Ato 1, 3 e 5 di Catania. L’emergenza ormai dilaga e sta assalendo ogni porzione del sistema di gestione dei rifiuti dell’Isola. Mancano all’appello due mensilità anche per i lavoratori dell’Ato Me 2 che sono già in stato di agitazione. L'assessore regionale all'Energia e ai Servizi di pubblica utilità, Giosué Marino, ha convocato per questa mattina i sindaci dei 38 comuni che compongono questo Ato, per discutere dell'emergenza.

Il commento del sindacato è lapidario. La Fit Cisl segnala “l’inconsistenza dell’intervento commissariale sul tema rifiuti in Sicilia ci ha stancato, un silenzio assordante davanti invece ad una situazione sempre più emergenziale ormai in tutte le province”. Il sindacato è pronto a scendere in piazza per un vero atto di forza. La Fit Cisl ha annunciato l’organizzazione di una manifestazione “con gli oltre 11 mila addetti degli Ato della regione davanti il Palazzo del Governo e all’Assemblea regionale”.
Una fase inevitabile se si pensa che nel 2010 il debito maturato dagli Ato è stato di 800 milioni di euro, una cifra destinata a crescere se non si metterà mano alla riforma varata nella l.r. 9/2010 che ne prevede la riduzione da 27 a 10. Per il momento l’allarme resta. “La Sicilia - conclude Giordano -  con il fermo delle attività di raccolta, scoprirà che Napoli è già qui”.

Articolo pubblicato il 19 novembre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus

´╗┐