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Palermo - Comune: otto cittadini su dieci bocciano i servizi resi dagli uffici
di Luca Insalaco

Il senso di insoddisfazione diventa ufficiale dopo un sondaggio condotto attraverso il sito web. Orari, attese, pulizia, competenza: la macchina burocratica finora delude

Tags: Palermo, Diego Cammarata, Web



PALERMO – A chi non è mai capitato di entrare in un ufficio pubblico e di sentirsi intrappolato in una ragnatela kafkiana? Lunghe file, rimpalli da uno sportello all’altro, stampanti o pc fuori uso che costringono ad dichiarare la resa. E non è raro che la tensione degli utenti sfoci in alterchi più o meno accesi.

Ebbene, il senso di insoddisfazione dei cittadini verso i servizi resi, in questo caso dal Comune di Palermo, ha ora il carattere della semiufficialità. I cittadini, infatti, sono stati chiamati a giudicare la macchina amministrativa comunale attraverso un questionario compilabile sul sito istituzionale del Comune. Ed i risultati sono stati tutt’altro che positivi. Otto palermitani su dieci bocciano la qualità dei servizi offerti dalla burocrazia di Palazzo delle Aquile. Approcciandosi agli uffici comunali, i palermitani si sono detti “poco” o “per niente soddisfatti” della facilità di raggiungere l’ufficio (il 70%), degli orari di ricevimento (il 73%), del decoro e della pulizia dei locali (l’81%), della segnaletica interna ed esterna (l’85%); dei tempi di attesa agli sportelli (l’86%); dei locali per l’attesa (il 90%); dei tempi di espletamento del servizio (l’83%); della cortesia e della disponibilità del personale (il 70%); della competenza e professionalità del personale (il 73%). L’83% dei partecipanti all’indagine, infine, ha dichiarato di avere trovato gli impiegati sprovvisti del cartellino identificativo. In definitiva, a bocciare i servizi resi dall’amministrazione comunale è stato il 79,5% dei votanti, per la maggior parte uomini (72,5%), tra i 26 e i 65 anni (96%) con un diploma (44,5%) o una laurea (49%), impiegati e professionisti (71%).

“Siamo di fronte all’ennesimo fallimento di Cammarata – ha commentato il consigliere del Pd, Davide Faraone, che ha reso noti i risultati del sondaggio -. Il futuro sindaco dovrà ripartire dai palermitani per offrirgli servizi di qualità. Trasformare l’inefficienza in efficienza e avere cittadini soddisfatti e non insoddisfatti non è impossibile: occorre semplicemente un sindaco che abbia a cuore la città”. Bocce cucite nell’amministrazione comunale in attesa che il sondaggio si concluda. Per avere i dati definitivi bisognerà aspettare dicembre. Appare assai improbabile, in ogni caso, che da qui al mese prossimo il grado si soddisfazione dei cittadini possa mutare radicalmente.
 

 
Iniziative. Qualche idea per rigenerare l’Albergheria
 
PALERMO – Mondo universitario e società civile uniti per rigenerare l’Albergheria. L’idea della Fondazione “Salvare Palermo” di puntare i riflettori sul quartiere del centro storico ha trovato la risposta favorevole dell’Ersu e di numerosi soggetti che operano nel Terzo Settore nell’ambito del progetto diocesano “Albergheria e Capo insieme”. “Siamo convinti – dichiarano le associazioni - che non basti una ‘visita guidata’ domenicale per capire i problemi, siamo convinti che la nostalgia dei ‘fasti della Palermo felicissima’ sia uno dei limiti alla resurrezione del quartiere. E siamo altrettanto convinti che non basti, come purtroppo è accaduto e ancora accade, ‘affidare al mercato’ il recupero edilizio: improponibile il confronto tra il costo delle ristrutturazioni e la disponibilità economica dei residenti”. Il cartello di associazioni chiede quindi interventi “straordinari nella coerenza e nella sinergia di tutti: Comune, Università, imprenditoria, Iacp, associazionismo”.

Articolo pubblicato il 23 novembre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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