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Messina - Torrente Trapani: il Comune dice no al cemento selvaggio
di Francesco Torre

Il sindaco si accorge del rischio idrogeologico e il Consiglio approva una delibera che blocca i lavori. Sulla zona è previsto un insediamento edilizio con alloggi per 3 mila persone

Tags: Messina, Dissesto Idrogeologico



MESSINA - Sciacca denuncia, Buzzanca propone, i dirigenti comunali eseguono e il Consiglio approva. Tutto nel giro di pochissime settimane, con il fine di bloccare lo scempio edilizio sul Torrente Trapani e dare un segnale forte alla città sul tema della cementificazione selvaggia.

“Qui se cade la stessa acqua che è caduta a Giampilieri il 1° ottobre finisce a strage. Innanzitutto il palazzo Ziggurat viene immediatamente seppellito, e poi il fango si riversa su tutte le case basse a lato del torrente”. È questo il tenore delle affermazioni che si possono sentire facendo anticamera nella segreteria dell’ingegnere capo  Sciacca, e che danno il senso di quanto importante per la città sia la battaglia sulla sicurezza delle zone collinari della città, aggredite dal cemento.

Nelle scorse settimane abbiamo parlato di diversi insediamenti edilizi contestati e bloccati dal Genio civile (dall’isolato 428, all’area di Cristo Re), ma ciò che si sta realizzando in cima al Torrente Trapani non ha eguali, e d’altra parte da tempo è al centro dei riflettori degli enti pubblici e dei media. Qui, infatti, sono previsti insediamenti edilizi per una popolazione di oltre 3.000 abitanti, 600 appartamenti e 2 grandi centri commerciali. E tutto questo senza nuova viabilità nè vie di fuga, scaricando cioè tutto il carico viario unicamente sul torrente tombinato. E le piogge delle scorse settimane hanno dimostrato come l’intera vallata sia ormai una bomba ad orologeria.

“Il silenzio-assenso passi dai canonici 120 giorni a 240”, propone il sindaco Buzzanca all’Ars, individuando uno dei tasselli chiave della vicenda. Ma la vera svolta è tutta interna al Comune. Di concerto con l’assessore Corvaja, il sindaco commissiona ai Dipartimenti Attività edilizie e pianificazione urbanistica del Comune (e segnatamente ai dirigenti Famà e Caminiti) la redazione della delibera “Approfondimenti in merito alla suscettività edificatoria nella vallata del torrente Trapani”, contenente la proposta di uno stop totale della durata di sei mesi per permettere uno studio approfondito sull’area in questione. Delibera approvata prima dalla Seconda commissione consiliare, presieduta da Domenico Guerrera, e poi dal Consiglio stesso, o meglio da una parte di esso (solo 19 i voti favorevoli tra cui 6 del Pd e solo 4 del PdL).

Stop, dunque, alle nuove concessioni edilizie e alle relative istruttorie per tutti gli interventi da realizzarsi nella vallata, o meglio ad ovest del Viale Regina Margherita per tutti i terreni limitrofi o prossimi alla via Torrente Trapani e con accesso viabile dalla stessa.
 


Sciacca denuncia: “Risolvibile alla radice il problema delle speculazioni”
 
Messina - “In città sono solo tre ditte di costruzioni e tre studi di progettazione che fanno in maniera scientifica speculazioni edilizie a danno della cittadinanza. Quella del silenzio-assenso è una scusa. Bisognerebbe solo fare attenzione a questi pochi casi e il Comune risolverebbe il problema alla radice”. Si è rivolto con foga l’ingegnere capo del Genio civile Gaetano Sciacca, ospite giovedì scorso nella cornice di “Assaggi di Realtà”, la manifestazione cinematografica promossa dal Cineforum Don Orione e Associazione Arknoah per vedere documentari sui problemi della città, nei confronti dell’assessore comunale alle Manutenzioni Pippo Isgrò, capace solo di alzare le mani e denunciare la mancanza di fondi per procedere con gli interventi atti a garantire la sicurezza della viabilità comunale. Erano presenti anche il segretario Pd Grioli, l’agronomo e il consigliere provinciale Danzino. Il tema su cui si è dibattuto era “Paura del futuro. Il dissesto idrogeologico a Messina prima e dopo l’alluvione”.

Articolo pubblicato il 25 novembre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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