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Palermo - Interporto, ci vorranno tre anni superato lo scoglio del progetto
di Melania Tanteri

Al vaglio un chiarimento tecnico da parte del ministero per andare in gara col progetto preliminare. Servono 2 mln € per l’elaborato. De Dominicis: “Ma c’è una strada alternativa”

Tags: Termini Imerese, Interporto, Rodolfo De Dominicis



TERMINI IMERESE (PA) - Una infrastruttura a sostegno delle autostrade del mare e a disposizione delle industrie che si insedieranno nell’area dopo l’uscita di scena della Fiat. È l’interporto di Termini Imerese, struttura differente da quella di Catania perché proiettata sul mare, ma di notevole importanza.
 
Gli obiettivi perseguibili con la realizzazione dell’Interporto di Termini Imerese sono infatti, tra gli altri, la razionalizzare i processi di raccolta e distribuzione delle merci, con l’utilizzo di tecniche intermodali; concentrare gli investimenti per fornire una vasta gamma di servizi con elevati standard di qualità; realizzare un’infrastruttura a servizio delle aree di produzione e di consumo della Sicilia occidentale, servita dalle principali infrastrutture stradali, ferroviarie e portuali e strettamente integrata con l’Area di Sviluppo Industriale (ASI) di Palermo; garantire la combinazione dei carichi per successive operazione di trasporto e di inoltro ad altre aree di scambio; sviluppare il trasporto ferroviario mediante il potenziamento del trasporto intermodale e delle infrastrutture ad esso connesse; contribuire, coerentemente agli indirizzi dei principali documenti di programmazione europei, nazionali e regionali in materia di trasporti, alla riduzione dei livelli di mobilità stradale delle merci e, infine, ridurre i costi di trasporto delle merci.

Due i motivi principali alla base della sua realizzazione: innanzitutto essere a supporto delle nuove attività industriali post Fiat e poi, diventare polo di concentrazione di tutte le merci per fare intermodalità nella Sicilia Occidentale.
“L’interporto, una volta completato – spiega Rodolfo De Dominicis, presidente della società Interporti Sicilia – sarà luogo di concentrazione dei camion che vengono dal mare e vanno verso il mare. Noi siamo completamente a disposizione sia della Regione e di Invitalia, che ha in mano i progetti di rilancio dell’area – aggiunge – anzi, siamo pronti a fare in modo che il progetto sia adatto a sostenere il programma di sviluppo dell’area”.

Dopo l’approvazione da parte del Cipe del progetto preliminare dell’infrastruttura, già quasi completamente finanziata per l’importo di circa 70 milioni, si è ancora in attesa che venga redatto il progetto definitivo per cui servirebbero 2 milioni di euro. “Il bando di progettazione da due milioni di euro non è stato bandito perchè nel frattempo è arrivato un chiarimento della struttura tecnica di missione della legge obiettivo presso il ministero delle Infrastrutture – spiega ancora De Dominicis  -  che ci ha fornito una strada possibile e alternativa che ci sembra anche la più opportuna. Adottando questa linea – aggiunge - si potrà andare direttamente in gara con il progetto preliminare già approvato dal Cipe, attualmente disponibile, e chiedendo in sede di offerta che sia il raggruppamento (o l’azienda) a presentare il progetto definitivo. A valle di ciò – continua - viene selezionato il raggruppamento o l’azienda che poi prenderà la concessione e gestione di tutto l’interporto, ma per compiere questo passo occore fare alcune attività sul progetto preliminare, che potremo realizzare a costo interno e con personale interno di Sis. Contestualmente – conclude - sblocchiamo l’elemento ostativo circa la scheda grande progetto che ci permette di ottenere un finanziamento aggiuntivo di circa 50 milioni di euro”.
Non appena sarà realizzato il progetto definitivo, l’infrastruttura dovrebbe essere pronta in circa tre anni.

Articolo pubblicato il 03 dicembre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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